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Netanyahu: "Non ci fermeremo finché non avremo vinto" | La moglie del premier israeliano scrive al Papa: "Intervenga per gli ostaggi"

Almeno 70 persone sarebbero morte nel raid israeliano sul campo profughi Maghazi a Gaza

24 Dic 2023 - 22:18

La guerra in Medioriente giunge al giorno 79. "Non ci fermeremo finché non avremo vinto", dice il primo ministro israeliano Netanyahu. "L'unico modo per liberare i nostri ostaggi è sconfiggere Hamas e garantire che Gaza non costituisca più una minaccia per Israele", aggiunge. E la moglie di Netanyahu scrive al Papa: "Intervenga per gli ostaggi". Il presidente palestinese Abbas, intanto, esprime la speranza che questo Natale "segnerà la fine della guerra israeliana contro il popolo palestinese a Gaza". Raid israeliano sul campo profughi Maghazi a Gaza: i morti sarebbero almeno 70. Il bilancio nella Striscia sale a 20.424 morti.


Il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, ha annunciato che almeno 60 persone sono state uccise nell'attacco israeliano che ha colpito il campo profughi di al-Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza. Il ministero ha affermato che l'attacco israeliano ha distrutto almeno tre case nel campo.


Almeno 16 palestinesi sono stati uccisi e diverse case danneggiate da un attacco aereo israeliano sul campo profughi di Maghazi, nel centro di Gaza. Lo hanno detto funzionari sanitari palestinesi dell'ospedale Shuhada Al-Aqsa citati dal Guardian. Secondo i funzionari, il bilancio delle vittime potrebbe aumentare.


I corpi di cinque ostaggi, recuperati dalle forze israeliane nelle ultime due settimane a Gaza, erano stati nascosti all'interno di una rete di tunnel scavati da Hamas sotto al campo profughi di Jabalya, nel nord della Striscia di Gaza. Secondo il portavoce militare Daniel Hagari, i resti di Ziv Dado, Eden Zakaria, Ron Sherman, Nick Beizer ed Elia Toledano erano stati celati sotto al tunnel personale di Ahmed Ghandor, il comandante della Brigata nord di Hamas ucciso settimane fa. Hagari, che aveva già riferito in termini generali giorni fa del loro ritrovamento, ha aggiunto che l'autopsia dovrà stabilire le cause della morte.


Sarah Netanyahu, la moglie del premier israeliano Benyamin Netanyahu, ha scritto una lettera a Papa Francesco chiedendo il "personale intervento" per la situazione degli ostaggi israeliani in mano ad Hamas a Gaza. "Sua Santità - ha scritto - le chiedo un suo personale intervento in questo tema. La prego di usare la sua influenza per chiedere il rilascio senza condizioni e senza indugio". "Le chiedo anche - ha aggiunto - di fare appello alla Croce Rossa di visitare tutti gli ostaggi e consegnare loro medicine vitali". "Il suo intervento - ha spiegato - potrebbe far pendere l'ago della bilancia e salvare vite preziose".


Il capo dell'Organizzazione mondiale della Sanità ha denunciato la "decimazione" del sistema sanitario nella Striscia di Gaza devastata dalla guerra e ha ribadito il suo appello urgente per un cessate il fuoco. "La decimazione del sistema sanitario di Gaza è una tragedia", ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus su X. La scorsa settimana l'Oms aveva avvertito che non c'erano ospedali funzionanti nel nord della Striscia.


"Stiamo intensificando la guerra a Gaza. Continueremo a combattere fino alla vittoria finale su Hamas". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu aggiungendo che "questa è l'unica maniera per far tornare gli ostaggi, eliminare Hamas e assicurarci che Gaza non sia più una minaccia per il Paese". "Ci vorrà tempo ma siamo uniti: soldati, popolo e governo. Siamo uniti e determinati a combattere fino alla fine". "La guerra - ha sottolineato - ha un prezzo pesante, molto pesante nelle vite dei nostri eroici soldati e faremo di tutto per salvaguardarle. Tuttavia, c'è una cosa che non faremo; non ci fermeremo fino alla vittoria".


Si è aggravato il bilancio degli incidenti verificatasi a Rafah (nel sud della Striscia) quando agenti di Hamas hanno sparato - secondo fonti locali - su persone che tentavano di impadronirsi di aiuti umanitari entrati con un camion nel rione Sultan. In una prima fase degli incidenti un adolescente è stato ucciso da quegli spari. In seguito, secondo le fonti, una seconda persona è morta in ospedale. Nella vicina Khan Yunis si è verificato intanto un incidente analogo e una persona, che pure cercava di appropriarsi di aiuti, è stata ferita da agenti di Hamas. "Nelle strade si respira un'atmosfera di anarchia", secondo le fonti.


L'esercito israeliano ha annunciato la morte di un altro soldato ucciso in combattimento nel nord di Gaza. Si tratta - ha detto il portavoce militare - del riservista Aryeh Rein (39 anni). Il bilancio dei morti in combattimento, dall'inizio dell'operazione di terra nella Striscia, è ora di 154.


L'esercito israeliano ha ucciso circa 8mila "terroristi palestinesi a Gaza" in combattimenti dall'avvio dallo scorso 7 ottobre. Lo ha detto, citato dai media, il generale Eliezer Toledano durante la riunione di Gabinetto a Gerusalemme. Toledano ha spiegato che il numero di "7.842 terroristi uccisi" si basa "sui risultati degli attacchi mirati e conteggi sui campi di battaglia".


Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato oggi di avere colpito "circa 200 obiettivi" del gruppo palestinese Hamas nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, con le proprie unità terrestri, navali e aeree.


Un adolescente è stato ucciso a Rafah (nel sud della Striscia di Gaza) da spari di agenti di polizia di Hamas durante tumulti sviluppatisi all'arrivo di aiuti umanitari. Secondo fonti locali, all'ingresso di un camion di aiuti nel rione Sultan molte persone hanno cercato di afferrare scatole di viveri e gli agenti hanno allora esploso spari di avvertimenti in aria. Ma la folla si è ingrossata e gli agenti hanno sparato per disperderla. In questa fase è rimasto ucciso il giovane. La folla si è allora lanciata contro un vicino commissariato di polizia e lo ha attaccato a sassate.


"Il sole della libertà e dello Stato indipendente con Gerusalemme Est come capitale sta inevitabilmente arrivando, ed è addirittura proprio dietro l'angolo". Lo ha detto il presidente Abu Mazen nel suo discorso di Natale, citato dall'agenzia Wafa. "Il fiume di sangue, gli enormi sacrifici, la sofferenza e l'eroica fermezza del nostro popolo sulla sua terra è - ha aggiunto - la via verso la libertà e la dignità". Abu Mazen ha detto che i palestinesi "continueranno la  lotta per raggiungere i legittimi diritti di vivere sul suolo della Palestina, in uno stato libero, indipendente e pienamente sovrano". 


Il ministero della sanità di Hamas ha reso noto che il bilancio nella Striscia di Gaza è salito a 20.424 morti.


Continuano le operazione dell'Idf a Gaza con forti combattimenti in tutta la Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui nelle ultime 24 ore sono stati colpiti circa 200 obiettivi di Hamas. Nel nord di Gaza - secondo la stessa fonte - le truppe hanno individuato "un deposito di armi di Hamas all'interno di una struttura civile. 


Filippo Grandi, l'alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha ribadito l'appello, giunto anche da altri alti funzionari dell'Onu, per un cessate il fuoco umanitario a Gaza per consentire la consegna di aiuti e il rilascio degli ostaggi. "Un cessate il fuoco umanitario a Gaza è l'unica via da seguire", scrive su X Grandi, sottolineando che si tratta del modo affinché arrivino "gli aiuti alle persone bisognose, gli ostaggi siano rilasciati", per "evitare ulteriori sfollamenti" e "soprattutto per fermare la devastante perdita di vite umane".


L'esercito israeliano ha annunciato la morte di 8 soldati uccisi in combattimento nel nord e nel centro della Striscia di Gaza. Dall'inizio dell'operazione di terra, il bilancio dei militari caduti in battaglia è di 152.


Joe Biden, in una conversazione telefonica con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha messo in evidenza la necessità di proteggere la popolazione civile a Gaza e coloro che sostengono le attività umanitarie. Il presidente americano ha anche osservato "l'mportanza di consentire ai civili di spostarsi in modo sicuro dalle aree dei combattimenti".

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