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Gaza, crimini di guerra e contro l'umanità: Corte penale internazionale chiede l'arresto per Netanyahu e i leader di Hamas

Il ministro degli Esteri israeliano: "La decisione del procuratore generale è scandalosa". Gli Usa ribadiscono: "Israele riduca il numero di vittime"

di Redazione online
20 Mag 2024 - 23:56
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Ultimo aggiornamento: 27 giorni fa

La guerra in Medioriente tra Israele e Hamas giunge al giorno 227. Il procuratore capo della Corte penale internazionale ha chiesto alla Camera preliminare del tribunale di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant per "crimini di guerra e crimini contro l'umanità" nella Striscia di Gaza dall'8 ottobre 2023. Lo stesso mandato d'arresto è stato chiesto anche nei confronti dei leader di Hamas Yahya Sinwar, Mohammed Deif, Ismail Haniyeh e Diab Ibrahim Al Masri. "La scandalosa decisione del procuratore della Corte dell'Aja è un attacco frontale contro le vittime del 7 ottobre", ha detto il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz.


"E' una richiesta e non è una decisione, ma mi pare inaccettabile che si equipari un governo legittimamente eletto dal popolo in modo democratico con un'organizzazione terroristica che è la causa di tutto ciò che sta accadendo". Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Quarta Repubblica su Rete 4, in merito alla richiesta del procuratore capo della Corte penale internazionale di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant per "crimini di guerra e crimini contro l'umanità" nella Striscia di Gaza dall'8 ottobre 2023.


"La richiesta del procuratore della Corte penale internazionale di mandati di arresto contro i leader israeliani è vergognosa. E vorrei essere chiaro: qualunque cosa questo procuratore possa implicare, non esiste nessuna equivalenza, nessuna, tra Israele e Hamas. Saremo sempre al fianco di Israele contro le minacce alla sua sicurezza". E' quanto scrive in una nota il presidente Usa Joe Biden. 


L'operazione a Rafah "durerà settimane o mesi e sarà lenta e graduale, a causa della complessità dell'azione" e combattere Hamas nella Striscia potrà durare ancora fino "a ottobre o anche di più". Lo ha detto il portavoce militare confermando che finora da Rafah è stato evacuato quasi un milione di persone. "L'Idf - ha spiegato - controlla ora nella zona di Rafah circa la metà del Corridoio Filadelfia, nella parte sud-orientale di gaza che confina con il Sinai egiziano". 


L'esercito israeliano ritiene che circa 950mila palestinesi siano stati evacuati da Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, mentre le truppe stanno operando nella zona orientale della città. A Rafah rimangono tra i 300mila e i 400mila civili, soprattutto nella zona costiera e in alcune parti del centro della città, secondo le informazioni del Times of Israel. L'Idf aveva emesso un avviso di evacuazione per la parte orientale di Rafah all'inizio del mese, dove più di un milione di palestinesi si stavano rifugiando prima che l'esercito invadesse la zona. 


Il leader dell'opposizione d'Israele, Yair Lapid, ha respinto la richiesta di mandati d'arresto della Corte penale internazionale contro Netanyahu, Gallant e alti funzionari di Hamas. Lo riferisce il quotidiano "The Times of Israel". "Non è possibile emettere mandati di arresto contro Netanyahu, Sinwar (Yahya, leader militare di Hamas nelal Striscia) e Deif (Mohammed, comandante in capo del braccio militare di Hamas, le Brigate Al Qassam). Non esiste un paragone del genere, non possiamo accettarlo ed è imperdonabile", ha dichiarato Lapid, definendo la decisione "un terribile fallimento politico". E ha aggiunto: "Mi aspetto che l'amministrazione statunitense condanni i mandati di arresto. Credo che ci sosterranno". 


"E' uno scandalo. Questo non fermerà né me né noi". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu, citato dai media, parlando della mossa del Procuratore della Cpi contro di lui e il ministro della difesa Yoav Gallant.


La decisione della Cpi "mette sullo stesso piano la vittima con il carnefice". Lo ha detto, citata dai media internazionali e ripresa da Haaretz, una fonte di Hamas secondo cui questo "incoraggerà la continuazione della guerra di sterminio".


"La scandalosa decisione del Procuratore Generale della Corte penale dell'Aja è un attacco frontale e senza riserve contro le vittime del 7 ottobre e i nostri 128 rapiti a Gaza". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz. "Mentre gli assassini di i Hamas commettono crimini contro l'umanità contro i nostri fratelli e sorelle", il Procuratore "cita contemporaneamente il primo ministro e il ministro della Difesa dello Stato di Israele insieme agli abominevoli mostri nazisti di Hamas". "Una vergogna storica - ha detto - che sarà ricordata per sempre".


"Ipocrisia e vergogna internazionale". Così una fonte politica israeliana - citata da Ynet - ha definito la richiesta del Procuratore capo della Cpi di richiedere l'emissione di mandati di arresto contro il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant. 


Il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan ha chiesto alla Camera preliminare del tribunale dell'Aja di emettere mandati di arresto anche nei confronti dei leader di Hamas Yahya Sinwar, Mohammed Deif, Ismail Haniyeh e Diab Ibrahim Al Masri per "crimini di guerra e contro l'umanità" commessi in Israele e nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023.


Il procuratore capo della Corte penale internazionale ha chiesto alla Camera preliminare del tribunale di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant per "crimini di guerra e crimini contro l'umanità" nella Striscia di Gaza dall'8 ottobre 2023.


Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, ha discusso col primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu "anche della guerra a Gaza e della necessità di ridurre al minimo le vittime civili". Sullivan, informa una nota della Casa Bianca, "ha riaffermato la necessità che Israele colleghi le sue operazioni militari a una strategia politica che possa garantire la sconfitta duratura di Hamas, il rilascio di tutti gli ostaggi e un futuro migliore per Gaza". In sostanza ha ribadito la posizione di Joe Biden e della sua amministrazione su Rafah.