La Guardia Civil ha aperto un laboratorio a Cordova per prelevare il dna ai parenti di chi si trovava a bordo del treno al fine di identificare vittime e dispersi
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"Mia figlia mi ha detto che erano riusciti a uscire dal vagone, ma che c'erano molti morti. I passeggeri erano soli, al buio, non erano ancora arrivati i soccorsi né la polizia. Grazie a Dio lei l'ha potuto raccontare. Ora è al centro di emergenza allestito per il triage feriti". È la testimonianza della madre di una sopravvissuta all'incidente ferroviario avvenuto in Spagna, in Andalusia, che è costato la vita ad almeno 39 persone e che ha provocato il ferimento di almeno altre 150.
Le parole della donna, ai microfoni dell'emittente pubblica spagnola Rtve, testimoniano i minuti di panico vissuti da chi era a bordo dei convogli coinvolti nell'incidente e di chi attendeva notizie da parte dei propri cari. "Mia figlia mi ha chiamata alle 19.45 piangendo, sconvolta, dicendo che il treno era deragliato. Al momento non c'era copertura. Sono venuta qui in stazione, direttamente all'ente di gestione ferroviario ma non sapevano nulla. Hanno chiamato il 112 e avvisato che c'era stato un incidente. Hanno cominciato a chiamare il macchinista del treno, i controllori, nessuno rispondeva. Quello che mi ha lasciato basita è che hanno chiuso l'ufficio e sono corsi via e ci hanno lasciato qui, senza notizie. Mi è sembrata una follia".
Le dichiarazioni della donna raccontano, inoltre, della drammaticità vissuta da chi, come sua figlia, è sopravvissuto alla tragedia. "Mia figlia mi ha detto che erano riusciti a uscire dal vagone, ma che c'erano molti morti. I passeggeri erano soli, al buio, non erano ancora arrivati i soccorsi, né la polizia. Grazie a dio lei l'ha potuto raccontare. Ora si trova al centro di emergenza allestito per il triage ai feriti", ha detto la donna.
Dalle pagine di El Pais arriva la testimonianza diretta di un'altra sopravvissuta. "È stato un caos totale, sono ricoverata in osservazione per i colpi che ho preso alla testa e per la nausea. Le mie costole non sono rotte, solo fratturate. I medici mi hanno fatto una prima visita nel padiglione di emergenza, poi sono stata trasportata in ospedale. Sono piena di dolori e lividi. È stato terribile. Volavamo per aria. Grazie a dio sto bene, c'era gente che stava molto peggio di me", ha raccontato la donna attraverso un audio condiviso su WhatsApp.
Sempre tra le pagine di El Pais si legge la testimonianza di Ana, un'altra giovane sopravvissuta che viaggiava con sua sorella sul treno Iryo Malaga-Madrid. La ragazza ha descritto ciò che ha vissuto: "C'era gente che stava molto, molto male. Erano davanti a me, sapevo che sarebbero morti, ma non potevo fare nulla". La sorella di Ana, come lei, è sopravvissuta. Il loro cane, che si trovava con loro, risulta disperso.
La Guardia Civil spagnola ha allestito un laboratorio di emergenza, in via della Medicina, Azahara 2, a Cordova, per prelevare il dna dei parenti di chi si trovava a bordo dei due convogli coinvolti nell'incidente. Il prelievo servirà per identificare vittime e dispersi.