Speciale Guerra Ucraina
Le conseguenze degli attacchi

Russia, Putin avvisa: "C'è una certa carenza di carburante, ma non è critica" | Nella notte abbattuti 209 droni ucraini

Il presidente russo riconosce problemi nella distribuzione di benzina e diesel. Mosca assicura scorte sufficienti, ma valuta lo stop all'export

29 Giu 2026 - 12:58
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 © Afp

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In Russia le conseguenze dei ripetuti attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche iniziano a pesare. A riconoscerlo è stato lo stesso Vladimir Putin, che in un'intervista pubblicata dal Cremlino ha ammesso l'esistenza di una "certa carenza" di carburante nel Paese. Il presidente russo ha spiegato che i bombardamenti contro le strutture energetiche hanno provocato difficoltà nella distribuzione di benzina e diesel, pur sottolineando che la situazione resta sotto controllo. "Per quanto riguarda gli attacchi contro le infrastrutture critiche in generale, e le infrastrutture energetiche in particolare, ovviamente questi attacchi alle nostre infrastrutture creano problemi, è ovvio", ha dichiarato. "Al momento stiamo osservando una certa carenza, ma non è critica".

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Il punto sulle scorte e la posizione del ministero dell'Energia

 Putin ha riconosciuto che in diverse aree della Russia si registrano file ai distributori e che alcuni tipi di carburante non sono sempre disponibili. Durante il congresso del suo partito ha anche annunciato che è allo studio un possibile blocco totale delle esportazioni di diesel, con l'obiettivo di garantire il fabbisogno interno e limitare gli effetti delle offensive ucraine. Pur confermando le difficoltà emerse negli ultimi giorni, le autorità russe cercano di rassicurare la popolazione. Il ministero dell'Energia della regione di Mosca ha infatti precisato che nell'area della capitale viene mantenuto un livello sufficiente di riserve sia di benzina sia di gasolio.

 

Intanto l'intelligence russa accusa: "Kiev collabora con i cartelli messicani"

 Sono arrivate anche nuove accuse da parte del Servizio di intelligence estera russo, l'Svr, nei confronti dell'Ucraina. Secondo quanto sostenuto, Kiev avrebbe intensificato la cooperazione con i principali cartelli della droga messicani e avrebbe favorito il transito di sostanze stupefacenti dall'America Latina verso l'Europa. L'intelligence russa afferma che le forze di sicurezza ucraine avrebbero "deliberatamente tollerato la crescita del transito di droga dall'America Latina all'Europa". L'Svr sostiene inoltre che negli ultimi tempi sarebbe aumentata la collaborazione tra le autorità ucraine e le organizzazioni criminali messicane. 

L'ipotesi di colloqui di pace in Bielorussia

 Vladimir Putin, in una intervista, ha affrontato il tema di un possibile rilancio dei negoziati tra Mosca e Kiev. Secondo il presidente russo, la Bielorussia potrebbe rappresentare una sede adatta per eventuali colloqui di pace. Putin ha spiegato che il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko si sarebbe detto disponibile a sostenere ogni iniziativa orientata a una soluzione pacifica del conflitto. "Sono convinto che, se mai si arriverà a dei negoziati, si potranno utilizzare anche le potenzialità della Bielorussia", ha dichiarato il leader del Cremlino, indicando Minsk come possibile luogo per futuri incontri tra le parti.

Oltre duecento droni intercettati nella notte

 Sul piano militare, il ministero della Difesa russo ha comunicato che nella notte le difese aeree hanno abbattuto o intercettato 209 droni lanciati dalle forze ucraine. Secondo Mosca, i velivoli senza pilota erano diretti contro undici regioni della Federazione Russa, oltre che sulla Crimea, sul Mare di Azov e sul Mar Nero. Tra le aree interessate figurano Belgorod, Bryansk, Kaluga, Kursk, Oryol, Rostov, Smolensk, Tver, Tula, Krasnodar e la regione di Mosca. Le autorità russe hanno presentato l'operazione come una delle più estese condotte dalle difese aeree nelle ultime settimane, confermando che gli attacchi contro il territorio della Federazione continuano a interessare numerose zone del Paese.

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