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La guerra in Ucraina

Ucraina, Trump parlerà con Zelensky ad Ankara, poi telefonata a Putin | Nuova ondata di attacchi russi contro Kiev, almeno 22 morti e 87 feriti

La Polonia fa alzare in volo i caccia, secondo Politico la scorsa settimana un jet britannico ha intercettato un aereo spia sull'Artico

06 Lug 2026 - 18:25
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Nella notte tra il 5 e il 6 luglio, la Russia ha lanciato ondate di missili e droni contro Kiev e la regione circostante, uccidendo almeno 22 persone e ferendone almeno altre 77, poche ore dopo che il presidente Volodymyr Zelensky aveva avvertito di un altro attacco su larga scala contro la capitale. Il bilancio è stato fornito su Telegram dal ministro degli Interni Ihor Klymenko, secondo quanto riportato da Ukrinform. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, incontrerà Zelensky mercoledì ad Ankara, dove si terrà il vertice Nato, per poi sentire il suo omologo russo, Vladimir Putin, alla fine del colloquio. 

Ucraina, attacco russo con missili su Kiev

 Il capo dell'amministrazione militare della città di Kiev, Tymur Tkachenko ha riferito che un edificio residenziale è stato parzialmente distrutto tra il settimo e il nono piano nel quartiere di Podilskyi. Foto e video pubblicati sui social media mostrano parte della facciata dell'edificio crollata in seguito all'impatto di un missile. Altri edifici residenziali sono stati colpiti nel quartiere di Podilskyi, e altri tre condomini nel quartiere di Darnytskyi. Secondo quanto riferito da Tkachenko il bilancio è di 15 morti e 58 feriti all'interno dei confini della città di Kiev, mentre almeno 7 persone sono morte e 29 sono rimaste ferite nelle comunità appena fuori dalla capitale, nell'Oblast di Kiev, ha affermato il governatore regionale Mykola Kalashnyk.

Cittadini al riparo

 Migliaia di residenti di Kiev si sono diretti verso le stazioni della metropolitana per mettersi al riparo, mentre l'aeronautica ucraina avvertiva della presenza di diverse decine di missili diretti verso Kiev. In risposta ai lanci missilistici, l'aeronautica militare polacca ha dichiarato di aver fatto decollare i propri caccia per proteggere preventivamente lo spazio aereo del paese.

Mosca minaccia la Polonia

 Nelle scorse ore il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha parlato duramente della Polonia dove - a suo dire - "ci sono molte aziende che producono droni, i quali poi volano verso di noi e attaccano le nostre forze armate". "Ovviamente - ha aggiunto - non c'è niente di buono in questo".

Peskov ha detto di non volersi trasformare "in un profeta di sventura" ma ha ricordato a Varsavia come il ministero della Difesa russo abbia pubblicato "un elenco di imprese con l'indicazione della loro ubicazione geografica, in molti Paesi europei" invitando Varsavia a prestare "maggiore attenzione" alla propria sicurezza.

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Jet britannici intercettano aereo spia russo nell'Artico

 Mentre aumentano le tensioni sul fronte Russia-Nato, Mosca si prepara a uno scontro ben più ampio della Polonia. Secondo Politico, negli scorsi giorni alcuni jet britannici hanno intercettato e allontanato un velivolo spia russo che si era avvicinato alla portaerei Prince of Wales, ammiraglia della Royal Navy, in navigazione nel mar di Norvegia nell'ambito di una missione Nato verso il Circolo Polare. L'aereo russo avrebbe compiuto evoluzioni "pericolose e non professionali", per poi allontanarsi dopo l'intervento d'avvertimento di due F-35 che lo hanno seguito e scortato fino a una certa distanza.

Prove di dialogo di Trump con Putin e Zelensky - La Casa Bianca ha annunciato che Trump incontrerà mercoledì Zelensky a margine del vertice Nato di Ankara. Il presidente statunitense dovrebbe poi avere un colloquio con l'omologo russo Vladimir Putin al termine dell'incontro con Zelensky. Il Cremlino ha reso noto che Putin e Trump hanno discusso sabato scorso del processo di pace ucraino nel corso di una conversazione telefonica; il presidente statunitense ha affermato che gli inviati speciali Jared Kushner e Steve Witkoff sono pronti a recarsi a Mosca al momento opportuno.

Rutte ribadisce il sostegno Nato Durante la conferenza pre-vertice Nato, ad Ankara, il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Mark Rutte, ha confermato l'interesse degli alleati occidentali nel sostenere l'Ucraina, insinuando che la posizione del Cremlino sia peggio di quanto non voglia far credere: "La Russia continua a sferrare attacchi con droni e missili contro le città ucraine, proprio ieri sera (domenica, ndr) si è verificato un altro terribile attacco. E vorrei essere chiaro: tutti gli alleati devono fare la loro parte affinché il nostro sostegno all'Ucraina continui ad arrivare, perché la sicurezza dell'Ucraina è strettamente legata alla nostra", ha dichiarato. "Putin è sempre più disperato, l'Ucraina sta facendo molto meglio sul campo di battaglia della Russia negli ultimi 2-3 mesi".

Rutte ha poi posto l'accento sulla necessità di riequilibrare la situazione della Nato, che dalla sua nascita in poi è sempre stata finanziata più dagli Usa che dal vecchio continente: "La Nato, come l'avevamo solo 3-4-5 anni fa, non era sostenibile. Non è sostenibile chiedere a un Paese con 350 milioni di abitanti che vivono a otto ore di volo da qui di difenderci dai russi, con 600 milioni di persone che vivono in questa parte del territorio Nato, la parte più ricca del mondo, ed essere così eccessivamente dipendente dagli Stati Uniti", ha detto dalla Turchia. "In generale, riequilibrare la situazione è cruciale, quindi con un ruolo europeo più forte", ha aggiunto Rutte, ora stiamo creando un'alleanza sostenibile in cui gli Stati Uniti sanno che è un accordo equo".

"Non si tratta di una riduzione massiccia in termini di ciò che forniranno, ma ora sappiamo con molta più precisione cosa possono offrire gli americani, e gli europei stanno già procedendo per maggiore ruolo", ha precisato Rutte. Donald Trump è "il primo presidente statunitense dai tempi di Dwight Eisenhower" a far sì - ha aggiunto - che "Europa, Canada e Usa" spendano "la stessa cifra". E poi un breve elogio al tycoon, a cui Rutte riconosce il merito di aver portato Paesi come Spagna e Italia hanno raggiunto una spesa per la difesa pari al 2% del Pil: "Se si guarda all'anno scorso, Paesi come Spagna, Italia, Belgio e Canada, quindi economie più grandi hanno tutte raggiunto il 2%. È stato a causa della Russia e dell'Ucraina, ma forse c'era anche in piccola parte il fattore Trump, e lo lodo per questo".

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