Gli aggiornamenti in tempo reale
Flotilla, indagato a Roma il ministro israeliano Ben Gvir | Trump: "Ho detto a Bibi, attento a quello che fai o resti solo contro l'Iran"
Netanyahu: "Il fuoco con Teheran è cessato, gli attacchi sono stati autodifesa". Nuovi raid dell'Idf in Libano
La Procura di Roma, nell'ambito della vicenda Flotilla, ha iscritto nel registro degli indagati il ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir, che rivolse parole di scherno nei confronti degli attivisti mentre erano inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena nel porto di Ashdod. Ben Gvir è indagato per sequestro di persona e tortura. Lui: "Il Paese dello stivale è diventato quello delle ciabatte, non mi faccio intimorire". Intanto, il presidente americano Donald Trump ha rivelato il contenuto della conversazione con il premier israeliano Benjamin Netanyahu: "Ho detto a Bibi, attento a quello che fai o resti solo contro l'Iran". Netanyahu ha annunciato che "il fuoco con l'Iran" è "cessato" e che gli attacchi contro Teheran sono stati effettuati per "autodifesa". Nuovi raid dell'Idf nel Sud del Libano.
Il vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref ha dichiarato che Israele è stato "costretto a implorare ancora una volta" un cessate il fuoco dopo aver subito gli ultimi attacchi iraniani. "Abbiamo mostrato un nuovo livello di deterrenza da parte del potente Iran. Non cerchiamo la guerra, ma nel difendere il nostro territorio e i nostri valori, non esiteremo un solo istante.", ha affermato in un post su X.
Teheran trasformerà il blocco navale statunitense in un'ulteriore sconfitta per "il nemico", ha dichiarato il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in un messaggio pubblicato oggi sul suo canale Telegram. "Non ci limiteremo a combattere o negoziare: combatteremo e negozieremo secondo i nostri tempi", ha affermato Ghalibaf, aggiungendo: "il nostro obiettivo è la fine della guerra e una sicurezza stabile, e non abbiamo fiducia nella controparte".
Il ministro israeliano Ben Gvir attacca l'Italia in un post su X dopo la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati da parte della procura di Roma per la vicenda Flotilla, ironizzando: "Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte". "Israele - aggiunge citato dai media israeliani - non è un sacco da boxe per un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo che fabbricano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti. Non mi lascerò scoraggiare da questa o da qualsiasi altra inchiesta e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti".
Israele vuole un "Iran frammentato e un Libano occupato". Lo ha dichiarato il ministro della Cultura iraniano Seyyed Abbas Salehi, in un post su X. "Ne' l'Iran combatte per il Libano, ne' il Libano per l'Iran", ma "entrambi hanno un nemico comune e insidioso", ha spiegato il ministro. Salehi ha poi affermato che "rimanere uniti" in queste circostanze è una "strategia difensiva essenziale e non solo una questione di solidarietà umanitaria".
Un funzionario statunitense ha smentito l'affermazione israeliana secondo cui gli Stati Uniti avrebbero intercettato missili balistici iraniani lanciati contro Israele. Il funzionario ha dichiarato alla "Cnn" che le forze armate statunitensi non hanno intercettato alcuno dei missili iraniani lanciati durante la notte, segnando un cambiamento significativo rispetto alle precedenti fasi del conflitto con l'Iran, quando gli Stati Uniti avevano impiegato ingenti quantità dei propri intercettori missilistici per abbattere i missili iraniani diretti verso Israele. La smentita contraddice quanto affermato in precedenza da un funzionario militare israeliano, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero assistito Israele nelle operazioni di difesa aerea, anche intercettando parte dei missili iraniani. Lo stesso funzionario israeliano ha inoltre riferito che, durante la notte, vi è stato un coordinamento militare con il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) e che il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, il tenente generale Eyal Zamir, ha parlato due volte con il comandante del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper.
La Procura di Roma, nell'ambito della vicenda Flotilla, ha iscritto nel registro degli indagati il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir che nel maggio scorso ha rivolto parole di scherno nei confronti degli attivisti mentre erano inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena nel porto di Ashdod. Per l'abbordaggio agli attivisti - tra cui anche italiani - da parte delle autorità israeliane da alcune settimane è aperto a piazzale Clodio un fascicolo di indagine in cui si ipotizzano anche i reati di tortura e sequestro di persona. Secondo il Corriere della Sera, sarebbe indagato anche per tentato omicidio.
L'Iran trasformerà il blocco navale imposto dagli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz in "un'ulteriore sconfitta per il "nemico". Lo ha dichiarato il principale negoziatore iraniano e presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, in un messaggio pubblicato sul proprio canale Telegram. "Non ci limiteremo ne' a combattere ne' a negoziare; combatteremo a nostro piacimento e negozieremo a nostro piacimento", ha affermato Ghalibaf. "Il nostro obiettivo è la fine della guerra e una sicurezza stabile, e non nutriamo alcuna fiducia nei confronti della parte avversaria", ha aggiunto.
Il bilancio delle persone morte in un raid in cui è stato preso di mira un veicolo nella località libanese di Tiro è salito a cinque: lo riporta l'agenzia di stampa Nna, che cita un proprio corrispondente sul posto. Due delle vittime, aggiunge la stessa fonte, sono già state identificate: si tratta di Ali Mohammad Dehaini e di suo figlio Rabih. Diverse persone ferite sono state portate in ospedale, aggiunge Nna.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivelato a Channel 12 il contenuto della sua conversazione con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima dell'attacco all'Iran: "Ho detto a Bibi, è meglio che tu stia molto attento a quello che fai, perché potresti ritrovarti molto presto da solo contro l'Iran. Israele era già in rotta verso l'Iran, sono riuscito a ridurre la portata dell'attacco".
L'Idf ha annunciato la revoca delle restrizioni imposte a seguito dell'ultima escalation dei combattimenti con l'Iran, consentendo la riapertura delle scuole in tutto il Paese. Lo riportano i media israeliani. A partire dalle ore 6 di domani - viene spiegato - le attività didattiche saranno consentite in tutto il Paese, sebbene nelle comunità vicine al confine con il Libano debbano svolgersi in un edificio o in prossimità di un rifugio antiaereo. Secondo le linee guida, anche gli assembramenti nelle aree vicine al confine con il Libano sono limitati a 100 persone all'aperto e 400 al chiuso.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha messo fuori uso la petroliera M/T Marivex, battente bandiera di Palau, mentre navigava nelle acque internazionali del Golfo dell'Oman in direzione dell'Iran. Un F/A-18 Super Hornet della USS Abraham Lincoln (CVN 72) - viene spiegato in un post su X - ha sparato un proiettile di precisione contro la sala macchine e il timone della nave dopo che l'equipaggio non aveva obbedito agli ordini delle forze statunitensi. Il Marivex non è più in rotta verso l'Iran. Dall'inizio del blocco, il 13 aprile, le forze del Centcom hanno messo fuori uso sette imbarcazioni non conformi, reindirizzato 134 navi conformi e consentito il passaggio a 42 imbarcazioni che trasportavano aiuti umanitari.
L'Iran ha ufficialmente dichiarato il proprio spazio aereo completamente sicuro e lo ha riaperto a tutti I voli nazionali e internazionali. Lo riportano i media di Teheran. "A seguito delle dichiarazioni delle autorità competenti che annunciavano la conclusione delle operazioni militari, e alla luce del coordinamento completato, lo spazio aereo del Paese è tornato alla normalità", ha affermato Abouzar Ghorban Shiroodi, capo dell'Organizzazione per l'aviazione civile iraniana.
"Attualmente il fuoco è cessato, perché dopo aver colpito il regime terroristico di Teheran, esso ha smesso di attaccarci. Israele ha il pieno diritto all'autodifesa e lo eserciterà ogni volta che sarà necessario". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
L'esercito israeliano continuerà a operare contro il movimento sciita libanese Hezbollah e colpirà Beirut se questo continuerà ad attaccare lo Stato ebraico. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, citato dall'emittente "Channel 12". Katz ha assicurato che "Dahiyeh a Beirut" - la periferia sud della città - "sarà trattata nello stesso modo di alcune comunità settentrionali" di Israele. "Qualsiasi attacco alle comunità del nord porterà a un attacco a Dahiyeh. Le Forze di difesa israeliane (Idf) continueranno a operare in Libano contro l'organizzazione terroristica Hezbollah", ha affermato il ministro. Inoltre, Katz ha respinto le minacce iraniane, assicurando che "qualsiasi tentativo iraniano di collegare il Libano e l'Iran e di attaccare Israele incontrerà una forte reazione". In precedenza, Teheran aveva avvertito che avrebbe risposto a qualsiasi nuova "aggressione" israeliana in Libano.
Finché i nemici dell'Iran non avranno "una reale volontà di costruire fiducia, la risposta dell'Iran sarà questa". Lo ha scritto su X il presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, rivolgendo un messaggio ai "nemici" Israele e Stati Uniti in riferimento alle operazioni militari di oggi. Le forze iraniane - ha scritto Ghalibaf - hanno "sconvolto l'equilibrio tra il cessate il fuoco sulla carta e la sua ripetuta violazione sul campo".
Gli attacchi israeliani contro l'Iran di oggi hanno ferito almeno 15 persone, secondo quanto affermato dall'Organizzazione nazionale per le emergenze mediche in un comunicato pubblicato dall'agenzia di stampa ufficiale iraniana. Finora non sono stati segnalati decessi, afferma l'organizzazione. Il comunicato non specifica se i feriti siano civili o militari, ma indica che 14 dei feriti provengono da Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, mentre un'altra persona è di Teheran.
L'esercito israeliano ha effettuato due attacchi con droni contro un veicolo nella città di Tiro, nel sud del Libano, causando la morte di una persona e il ferimento di un'altra. Lo rende noto "L'Orient Le Jour", aggiungendo che contemporaneamente le forze israeliane hanno colpito Nabatiyeh, sempre nel sud, e droni dell'esercito israeliano hanno sorvolato a bassa quota la città di Sidone.
Israele avrebbe deciso di sospendere gli attacchi diretti contro l'Iran dopo una richiesta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo riferiscono media israeliani, citando un alto funzionario israeliano, secondo cui a Gerusalemme sarebbe stata presa la decisione di fermare i raid sul territorio iraniano. Secondo quanto riportato da "Channel 12", la sospensione delle operazioni dirette contro l'Iran non riguarderebbe tuttavia il fronte libanese. La stessa fonte ha affermato che gli attacchi nel sud del Libano proseguiranno nei prossimi giorni "con piena intensità". Il funzionario israeliano ha inoltre avvertito che Israele potrebbe colpire anche la Dahiyeh, la periferia sud di Beirut considerata roccaforte di Hezbollah, qualora proseguissero gli attacchi contro le località e i civili israeliani. "Bombarderemo anche la Dahiyeh se continueranno gli attacchi contro i nostri centri abitati e i nostri cittadini", avrebbe dichiarato la fonte citata dai media israeliani.
L'Organizzazione dell'aviazione civile nazionale dell'Iran ha disposto la cancellazione di tutti i voli da e per il Paese "fino a nuovo avviso". Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana "Tasnim".
L'Idf ha colpito il Libano meridionale meno di un'ora dopo che l'Iran aveva annunciato la sospensione delle operazioni militari contro Israele a condizione della cessazione degli attacchi, compresi quelli contro il Libano. Lo riporta l'agenzia libanese Nna rilanciata dalla Cnn. Secondo quanto riferito, Israele ha colpito i villaggi di Az-Zrariyah e Arabsalim, nel distretto di Nabatieh, e Kfar Tebnit, nel Libano meridionale. Nel frattempo, le sirene d'allarme sono risuonate nel nord di Israele, secondo l'Idf che ha aggiunto che tre proiettili sono stati sparati contro le forze israeliane nel sud del Libano.
L'ambasciatore statunitense a Beirut, Michel Issa, ha incontrato il presidente Joseph Aoun, per parlare dei negoziati in corso per arrivare alla fine dell'attuale crisi. Parlando a margine del colloquio, Issa ha espresso apprezzamento per le posizioni recentemente espresse da Aoun in un'intervista all'emittente "Cnn", e le ha descritte come "un importante progresso" nei negoziati. Il riferimento è all'intervista in cui Aoun ha detto che il Libano "non è una pedina di scambio" nel confronto fra Iran e Usa. L'ambasciatore ha anche sottolineato l'importanza che il Libano riveste per gli Usa, spiegando che il presidente statunitense Donald Trump segue da vicino la situazione nel Paese.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato per stasera alle 21 ora locale una riunione del Gabinetto di sicurezza. Lo riporta il Times of Israel. Funzionari israeliani hanno indicato che Israele ha deciso di interrompere gli attacchi di rappresaglia contro l'Iran in seguito alle pressioni della Casa Bianca, ma hanno aggiunto che non è stata ancora presa una decisione definitiva.
Dopo la telefonata con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il primo ministro, Benjamin Netanyahu, starebbe "valutando" la possibilità di sospendere i prossimi attacchi pianificati contro l'Iran. Lo riferisce Channel 12 citando una fonte a conoscenza della conversazione tra i due. La fonte sostiene che Netanyahu deciderà presto di ordinare all'Idf di interrompere tutti i piani per gli attacchi previsti per la sera e la notte, attacchi che avrebbero dovuto avere una portata ben maggiore, e che in realtà è stato il presidente Trump a decidere come proseguirà la guerra.
Il quartier generale centrale dei pasdaran ha annunciato che, a seguito della ferma reazione dell'Iran contro il regime israeliano, le operazioni militari sono state sospese. Hanno però avvertito che ci saranno "attacchi più duri e devastanti" qualora Israele riprendesse i bombardamenti sul Libano.
L'Iran risponderà "con maggiore fermezza" a qualsiasi ulteriore attacco. Lo dice il comando militare iraniano. "In caso di continua aggressione e atti di ostilità, gli Stati Uniti e Israele saranno trattati con ancora maggiore fermezza", ha dichiarato il portavoce del comando centrale militare Khatam al-Anbiya in un video diffuso dall'emittente statale iraniana.
L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che due persone sono state uccise a ltre ferite oggi in un attacco israeliano a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.
L'Iran avrebbe completamente bloccato lo stretto di Bab el-Mandeb, oltre allo stretto di Hormuz. Lo riferiscono alcune fonti vicine al presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf all'agenzia di stampa statale Mehr. Il prossimo passo, sempre secondo le fonti, potrebbe consistere in attacchi alle infrastrutture petrolifere, del gas ed energetiche degli Stati del Golfo alleati degli Stati Uniti, in risposta agli attacchi israeliani di oggi contro il complesso petrolchimico di Mahshahr.
In un brevissimo post sulla sua piattaforma Truth Social, Donald Trump ha chiesto a Israele e all'Iran di "cessare immediatamente di sparare".
L'esercito israeliano afferma di essere pronto ad affrontare almeno altri giorni di combattimenti contro l'Iran e potenzialmente una ripresa completa della guerra. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel. Le Forze di difesa israeliane (Idf) ritengono che gli scontri continueranno per diversi giorni, ma si dichiarano anche pronte ad affrontare un conflitto prolungato. Finora, da ieri sera, l'Iran ha lanciato almeno 20 missili balistici contro Israele, che secondo l'esercito sono stati intercettati o hanno colpito aree aperte. Inoltre, questa mattina gli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno lanciato due missili balistici contro Israele nello Yemen. Secondo le Idf, uno dei missili è stato intercettato, mentre il secondo non ha raggiunto il Paese. Israele ha finora effettuato due ondate di attacchi in Iran in risposta agli attacchi missilistici balistici. Durante la notte, decine di caccia dell'Aeronautica israeliana hanno colpito nove sistemi di difesa aerei iraniani nell'Iran occidentale e centrale, e questa mattina l'Aeronautica israeliana ha colpito tre stabilimenti in un complesso petrolchimico nell'Iran sud-occidentale. L'esercito afferma che gli attacchi sono condotti esclusivamente da Israele, ma in "pieno coordinamento" con il Comando Centrale degli Stati Uniti. Anche l'esercito americano ha partecipato all'intercettazione di missili lanciati dall'Iran contro Israele. Nel frattempo, secondo quanto riferito dai militari, il capo di stato maggiore delle Idf, il tenente generale Eyal Zamir, ha parlato tre volte con il suo omologo, il capo del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper.
Secondo informazioni ottenute da Iran International, le comunicazioni tra la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei e i funzionari iraniani sono state interrotte ieri notte. Una fonte a conoscenza degli sviluppi ha affermato che gli attacchi missilistici contro Israele sono stati probabilmente condotti secondo protocolli militari prestabiliti, senza alcun coordinamento con l'ufficio della Guida Suprema Ali Khamenei. La fonte ha aggiunto che la risposta delle Guardie Rivoluzionarie all'attacco israeliano contro la periferia meridionale di Beirut è sembrata troppo rapida per essere stata la conseguenza di uno scambio di messaggi con Mojtaba Khamenei.
"Un drone del nemico ostile statunitense-israeliano è stato abbattuto su Teheran dal sistema di difesa della capitale": lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr.
Secondo Nournews, un organo di stampa affiliato al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, una potente esplosione si è udita nella zona occidentale di Teheran.
La Cina ha dichiarato di essere "profondamente preoccupata" per i nuovi attacchi tra Israele e Iran, esprimendo la speranza che la fragile tregua nella guerra in Medio Oriente venga rispettata. "La ripresa delle ostilità non è nell'interesse di nessuna delle parti", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian in una conferenza stampa, aggiungendo: "Si spera che tutte le parti interessate rispettino l'impegno preso per un cessate il fuoco".
Gli Usa hanno la responsabilità diretta di qualsiasi violazione dell'accordo di cessate il fuoco dell'8 aprile: lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, sostenendo che le azioni israeliane non possono essere separate dalla politica statunitense. "Nessuno crede che il regime sionista agisca senza coordinamento con gli Stati Uniti", ha affermato Baghaei, aggiungendo che il Comando Centrale degli Stati Uniti sostiene Israele sia nelle operazioni offensive che difensive e che Washington sarebbe responsabile delle conseguenze di qualsiasi escalation nella regione.
"Poco fa, decine di caccia dell'Aeronautica militare israeliana, guidati dalla direzione dell'intelligence dell'Idf, hanno portato a termine un attacco su vasta scala contro sistemi di difesa strategici appartenenti al regime terroristico iraniano". Lo comunicano l'Idf, le Forze di difesa israeliane. "Recentemente, sistemi di difesa erano stati dispiegati in numerose aree dell'Iran per ripristinare le proprie capacità di rilevamento e difesa indebolite dall'operazione Il ruggito del Leone. L'attacco ha portato allo smantellamento di tali sistemi".
Le Forze di Difesa israeliane si stanno preparando a mobilitare le riserve, principalmente per il Comando del fronte interno, per rafforzare i confini. Lo riferisce Channel 12.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il primo ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, hanno discusso nella tarda serata di ieri dell'escalation nella regione e del conflitto in Libano. Esprimendo il sostegno del suo Paese agli sforzi per contenere l'escalation nella regione, Al Thani ha sottolineato l'importanza di un accordo globale che consolidi la sicurezza e la stabilità e una pace duratura nella regione. Secondo l'agenzia di stampa Irna, Araghchi ha inoltre discusso della questione in conversazioni telefoniche separate con i suoi omologhi di Gran Bretagna, Turchia, Francia, Egitto, Iraq e Arabia Saudita, nonché con il capo dell'esercito pakistano Asim Munir, sempre nella tarda serata di ieri.
Terzo allarme a Tel Aviv e nel centro di Israele per lancio di missili dall'Iran dalle 4 di questa notte. L'esercito israeliano (Idf) ha avvertito che è in arrivo una terza raffica di missili dall'Iran e ha esortato la popolazione a mettersi al riparo. Inoltre, che i sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia. Negli ultimi minuti, il Comando del Fronte Interno ha inviato un avviso preventivo direttamente sui telefoni cellulari nelle zone interessate. Una volta ricevuto l'allarme, la popolazione è invitata a recarsi in un luogo protetto e a rimanervi fino a nuovo avviso. È consentito lasciare il luogo protetto solo dopo aver ricevuto istruzioni esplicite.
I ribelli Houthi dello Yemen, alleati regionali dell'Iran, rivendicano la responsabilità di un attacco missilistico contro Israele e annunciano il divieto di navigazione per le navi israeliane nel Mar Rosso con un blocco navale completo contro Israele nello stretto di Bab al-Mandab. Lo riportano diversi media iraniani. Gli Houthi, riporta Al Jazeera, hanno aggiunto che risponderanno all'escalation con un'escalation.
L'Iran ha negato di aver lanciato un attacco contro la base aerea di Al-Kharj in Arabia Saudita. Lo ha dichiarato un funzionario militare citato dall'agenzia Fars. "Non abbiamo sparato alcun colpo contro la base", ha sottolineato. L'Arabia Saudita ha fatto scattare le sirene di allarme missilistico questa mattina in un'area che ospita la base aerea, che accoglie forze statunitensi. Riad non ha ancora attribuito ufficialmente l'incidente a nessun Paese in particolare.
"Le forze aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno lanciato attacchi contro le basi aeree militari israeliane di Nevatim e Tel Nof nell'ambito dell'operazione Nasr", si legge nella dichiarazione, che aggiunge che l'attacco è stato dedicato ai martiri della guerra dei dodici giorni tra Iran e Israele nel giugno 2025. Gli attacchi, prosegue la dichiarazione, sono avvenuti in risposta all'aggressione missilistica "contro tre diverse postazioni radar in Iran". "Siamo pienamente pronti a impartire una lezione punitiva a tutto campo al nemico su tutti i fronti e abbiamo pianificato operazioni adeguate a qualsiasi scenario da parte del nemico", conclude la dichiarazione, citata dall'Irna.
L'Iran ha annunciato di aver colpito in Israele le basi militari di Nevatim e Tel Nof, in un contesto di attacchi reciproci di portata inedita dall'entrata in vigore di una fragile tregua due mesi fa. "L'operazione è stata condotta in risposta all'attacco missilistico perpetrato dal regime sionista (...) contro diversi siti radar situati in tre diverse località" in Iran, hanno indicato in un comunicato i Guardiani della Rivoluzione islamica, l'esercito ideologico di Teheran. Nevatim (nel sud di Israele) e Tel Nof (nel centro del Paese) sono due importanti basi militari dello stato ebraico.
Il complesso petrolchimico di Karoun, a Mahshahr in Iran, è stato colpito oggi da Israele. Lo ha dichiarato il vice governatore generale della provincia, Valiollah Hayati. L'agenzia di stampa Fars riferisce che il complesso, nella provincia del Khuzestan, ha subito danni parziali ma che non si hanno notizie di vittime. Le Forze di difesa israeliane confermano di aver lanciato attacchi aerei contro impianti petrolchimici iraniani nel sud-ovest dell'Iran.
"La sicurezza odierna a Bab al-Mandab non deve indurre il nemico a commettere un errore di valutazione", ha dichiarato Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida Suprema iraniana per gli affari internazionali, minacciando: "I circoli della resistenza hanno la capacità di bloccare entrambi gli stretti, Hormuz e Bab al-Mandab. La scelta è vostra: fermare questa follia o instaurare un equilibrio di controllo sulle due vie navigabili!". "Il primo anello della catena di risposta iraniana si è attivato ieri, dopo la follia del regime sionista a Beirut e la chiara violazione del cessate il fuoco", ha affermato, citato da Tasnim.
Le sirene d'allarme stanno suonando a Tel Aviv per l'arrivo di missili dallo Yemen. È la prima volta dal mese di aprile. Il preallarme sui cellulari è scattato alcuni minuti prima delle sirene, milioni di persone sono nei rifugi.
Rumori di esplosioni sono stati uditi a Teheran e Karaj. Anche la tv di Stato ha riportato la notizia.
Donald Trump ha detto a Benjamin Netanyahu non reagire all'attacco missilistico iraniano e di concedere più tempo alla diplomazia. Lo riferiscono un funzionario americano e una fonte israeliana ad Axios che aveva già anticipato il messaggio del presidente Usa al premier israeliano.
La Casa Bianca non ha dato il "via libera" all'attacco israeliano contro Beirut sud. "Non abbiamo avuto alcun ruolo in questa vicenda", ha dichiarato un funzionario americano ad Axios.
Donald Trump ha dichiarato che gli attacchi dell'Iran non hanno modificato la sua volontà di concludere i negoziati. "Non avrà alcun impatto sull'accordo", ha detto il presidente americano al Financial Times. "Vedremo come andrà a finire. Ma gli attacchi missilistici contro Israele non hanno lasciato il segno. È una di quelle cose che vanno avanti da 3.000 anni, o da 47 anni, a seconda di come si conta", ha sottolineato il presidente americano.
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu non avrà "altra scelta" se non quella di accettare un accordo con l'Iran. Lo ha detto Donald Trump al Financial Times dopo una telefonata con il premier israeliano.
