Gli Stati Uniti sospettano che Israele abbia intensificato gli sforzi per spiare alti funzionari americani, tra cui l'inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff, coinvolto nei negoziati con l'Iran. Lo riporta il New York Times, citando rapporti dell'intelligence statunitense. Un portavoce dell'ambasciata israeliana ha smentito le accuse, dichiarando al Times of Israel che "Israele non spia gli Stati Uniti". Intanto l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che il nuovo direttore del Mossad, Roman Gofman, ha rimosso dall'incarico il vicedirettore dell'agenzia, Aleph, poiché "intende formare il team dirigenziale che lo affiancherà nel raggiungimento degli obiettivi e nell'affrontare le sfide che l'organizzazione dovrà affrontare nei prossimi anni". Nelle ultime ore le forze di difesa israeliane hanno riferito che un comandante di una cellula di Hamas che stava conducendo degli attacchi è stato ucciso in un raid nella Striscia di Gaza.
Il nuovo direttore del Mossad, Roman Gofman, ha rimosso dall'incarico il vicedirettore dell'agenzia, Aleph, poiché "intende formare il team dirigenziale che lo affiancherà nel raggiungimento degli obiettivi e nell'affrontare le sfide che l'organizzazione dovrà affrontare nei prossimi anni". Lo ha dichiarato in un comunicato l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a nome del Mossad. Gofman ha assunto il suo incarico martedì, ponendo fine alle lunghe controversie legali che ha dovuto affrontare da quando Netanyahu ha annunciato la sua nomina nel dicembre 2025. In precedenza, ha ricoperto il ruolo di segretario militare del premier. Secondo il comunicato, "durante i suoi 22 anni di servizio Aleph è stato in prima linea nelle attività operative dell'organizzazione in tre divisioni operative, ne ha comandate due e ha guidato una serie di operazioni innovative. Per i suoi successi, gli sono stati conferiti cinque Premi per la Sicurezza di Israele".
Gli Stati Uniti sospettano che Israele abbia intensificato gli sforzi per spiare alti funzionari americani, tra cui l'inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff, coinvolto nei negoziati con l'Iran. Lo riporta il New York Times, citando rapporti dell'intelligence statunitense, secondo cui Washington è anche preoccupata per il fatto che Israele stia cercando di intercettare le comunicazioni del sottosegretario alla Difesa per le politiche, Elbridge Colby, e di uno dei suoi vice, Michael P. DiMino IV. Un portavoce dell'ambasciata israeliana ha smentito le accuse, dichiarando al Times of Israel che "Israele non spia gli Stati Uniti". In precedenza, la Nbc aveva riferito che nelle scorse settimane il Pentagono aveva innalzato il livello di allerta per il controspionaggio nei confronti di Israele al massimo livello.
Un comandante di una cellula di Hamas che stava conducendo degli attacchi è stato ucciso in un raid aereo nella Striscia di Gaza meridionale durante la notte. Lo riferiscono le Forze di Difesa Israeliane secondo cui durante tutta la guerra e anche di recente, Muhanad Othman Yassin Farwana aveva "elaborato numerosi piani di attacco terroristico contro le truppe dell'Idf e lo Stato di Israele, e rappresentava una minaccia immediata per le truppe operanti nella zona". "Il terrorista è stato eliminato con un attacco aereo di precisione al fine di neutralizzare la minaccia", aggiunge l'esercito.
L'ambasciata israeliana a Washington ha smentito le indiscrezioni diffuse dalla Nbc secondo cui il Pentagono avrebbe innalzato al massimo livello il livello di allerta per il controspionaggio nei confronti di Israele, a causa di preoccupazioni relative a potenziali attività di spionaggio ai danni di funzionari statunitensi, definendole "completamente false". Lo riporta Haaretz. L'ambasciata ha affermato che Israele "non conduce operazioni di raccolta di informazioni contro gli Stati Uniti e che i suoi sforzi di intelligence sono concentrati su attori ostili", aggiungendo che le accuse "si basano su informazioni inaccurate o su motivazioni politiche".
L'esercito israeliano ha impiegato fosforo bianco, una sostanza incendiaria potenzialmente molto pericolosa, su aree popolate del Libano nel corso del conflitto contro Hezbollah. Lo rivela il "New York Times" pubblicando anche delle foto e dei video che lo dimostrano. Ad esempio, il 30 maggio scorso, a Nabatieh, sono state osservate le caratteristiche scie di fumo prodotte da questo tipo di munizione in filmati diffusi sui social media e verificati dal "Times" mentre le forze israeliane conquistavano il castello di Beaufort, un importante roccaforte della zona. Altri video mostrano l'uso di fosforo bianco nei pressi della città costiera di Tiro e vicino a tre centri abitati — Qlayaa, Khiam e Yohmor — nei mesi successivi alla ripresa degli scontri tra Israele ed Hezbollah. Il fosforo bianco è un'arma molto pericolosa perché a contatto con l'aria si incendia spontaneamente ed è estremamente difficile da spegnere. Spesso impiegato dalle forze armate per appiccare incendi e creare cortine di fumo durante i combattimenti, non è illegale di per sé, tuttavia il suo utilizzo deliberato contro civili o in aree densamente popolate viola le leggi internazionali di guerra. Interpellato dal Times, l'esercito israeliano ha smentito. "Le procedure dell'Idf stabiliscono che tali proiettili non debbano essere utilizzati in aree densamente popolate, fatte salve alcune eccezioni. Ciò è conforme ai requisiti del diritto internazionale e va anche oltre quanto da esso prescritto", ha sottolineato in una nota.
L'Iran ha condannato l'attacco notturno statunitense contro le installazioni radar costiere nel Golfo, definendolo una "flagrante" violazione del cessate il fuoco in vigore da aprile. Il ministero degli Esteri ha affermato che si è trattato di un attacco "alla sovranità nazionale e all'integrità territoriale della Repubblica islamica", denunciando il "comportamento ostile e provocatorio" di Washington.
Complessivamente i raid aerei israeliani sul Libano meridionale di oggi hanno ucciso nove persone, tra cui tre membri dell'esercito libanese. Lo riporta la Associated Press sul suo sito che cita l'esercito libanese e media statali. Un raid aereo contro un veicolo sulla strada che collega la città di Nabatieh con la cittadina di Marjayoun ha ucciso un generale di brigata, un capitano e un altro soldato, ha dichiarato l'esercito. Un altro raid aereo sul villaggio meridionale di Saksakiyah ha ucciso sei persone e ne ha ferite quattro, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale National News Agency.
Il ministero degli Affari Esteri del Kuwait ha espresso "ferma condanna" e "profonda indignazione" per le "colpevoli aggressioni iraniane" contro il territorio del Bahrein, definendole "un evidente disprezzo per la sovranità degli Stati e un diretto attacco alla sicurezza, alla stabilità e all'incolumità del popolo" del Paese. In una nota, il ministero ha affermato che "tali aggressioni costituiscono un'escalation di estrema gravità e rivelano un approccio ostile nei confronti dei Paesi vicini, che mina le opportunità di distensione e spinge la regione verso ulteriori tensioni". Per il Kuwait, la sicurezza del Regno del Bahrein e dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo "è un tutt'uno inscindibile". Le forze iraniane hanno riferito di aver colpito "basi nemiche" statunitensi in Kuwait e Bahrein nelle prime ore di oggi, 6 giugno, in risposta ad attacchi degli Stati Uniti contro i sistemi radar a Goruk e Qeshm. In una nota rilasciata in precedenza, il ministero degli Esteri del Kuwait ha definito gli attacchi contro il proprio territorio "un attacco sfacciato che ignora le richieste internazionali volte a porre fine a tali pratiche e non tiene conto della minaccia diretta che esse rappresentano per la vita dei cittadini e dei residenti, nonché per la sicurezza e la stabilità della regione".
L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) non dovrebbe utilizzare i propri rapporti sulle installazioni nucleari iraniane come "strumento politico" se "vuole essere parte della soluzione diplomatica". Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, secondo il quale la perdita della supervisione dell'Aiea sugli impianti nucleari iraniani è stata conseguenza degli attacchi statunitensi e israeliani e non di una mancanza di cooperazione da parte di Teheran. Il viceministro ha infine accusato l'agenzia Onu di aver sfruttato le conseguenze degli attacchi israelo-americani per creare delle "ambiguità" attorno al programma nucleare di Teheran.
Il ministro degli Interni del Pakistan, Mohsin Raza Naqvi, è atteso oggi in visita a Teheran. Lo riposta l'agenzia iraniana Tasnim. Islamabad è il principale mediatore fra Iran e Stati Uniti.
Il padre del bambino di 7 mesi ucciso ieri da un colpo sparato da un soldato dell'Idf a Hebron, in Cisgiordania, ha dichiarato a Haaretz che l'auto della famiglia palestinese si era fermata completamente prima che il militare, che si trovava a circa 10 metri di distanza, aprisse il fuoco. L'uomo ha affermato: il soldato "ha visto me, ha visto mia moglie e i bambini. Non si può dire che non si sia accorto che eravamo una famiglia". Ieri l'Idf ha dichiarato che le truppe hanno aperto il fuoco contro l'auto dopo che aveva accelerato verso di loro. Un'indagine preliminare ha stabilito che le persone ferite erano "civili non coinvolti", ha affermato l'Idf, aggiungendo di "esprimere profondo rammarico" e di aver sottoposto l'incidente alle autorità competenti per una revisione.
Il Bahrein ha condannato gli attacchi condotti dall'Iran contro il suo territorio e il vicino Kuwait, definendola "una flagrante aggressione che costituisce una chiara violazione della sovranità di entrambi i Paesi".
Le Forze di Difesa Israeliane hanno invitato gli abitanti di cinque località del Libano meridionale a evacuare immediatamente in vista delle operazioni militari contro Hezbollah. Agli abitanti di Aaramta, Machghara, Kafr Houna, Sejoud e Ansariyeh è stato ordinato di evacuare a nord del fiume Zahrani. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) sono "costrette ad agire con la forza" nella zona "alla luce della presenza del gruppo terroristico Hezbollah, in violazione dell'accordo di cessate il fuoco", ha affermato il colonnello, Avichay Adraee, portavoce arabo dell'esercito israeliano.
L'esercito libanese ha dichiarato che diversi soldati sono rimasti uccisi in un attacco israeliano contro un veicolo nel sud del Paese. "Diversi militari, tra cui un ufficiale, sono caduti martiri in un barbarico raid israeliano contro un veicolo militare sulla strada tra Khardali e Nabatieh"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha esortato il presidente libanese Joseph Aoun - che in un'intervista diffusa venerdì aveva invitato Teheran non "interferire" negli affari interni del Paese - a "salvare" il Libano dal suo "vero nemico", Israele.
Il Pentagono ha innalzato al massimo livello il grado di minaccia di controspionaggio attribuito a Israele, per l'intensificarsi delle attività di spionaggio dello Stato ebraico nei confronti degli Stati Uniti. Lo riferiscono alla Nbc due funzionari statunitensi e un ex funzionario statunitense. La Defense intelligence agency del Pentagono ha pubblicato nelle ultime settimane la nuova valutazione della minaccia di controspionaggio, in un contesto di crescenti tensioni tra Israele e gli Stati Uniti sulla strada da seguire nella guerra con l'Iran, hanno affermato i funzionari spiegando che la Dia ha pubblicato un messaggio interno, visionato da uno degli attuali funzionari, che ha innalzato il livello di minaccia per Israele a "critico". La scelta deriva dalle preoccupazioni all'interno del Pentagono che Israele stia compiendo uno sforzo particolare per sorvegliare gli alti funzionari statunitensi al fine di ottenere informazioni sulle deliberazioni interne dell'amministrazione Trump e sul processo decisionale relativo ai conflitti in Medio Oriente, hanno affermato i funzionari.
L'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran dipende dall'accordo dell'amministrazione Trump di sbloccare 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. È quanto spiegato alla Cnn da Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema Ayatollah Mojtaba Khamenei. Il funzionario ha aggiunto che "la palla è nel campo di Trump" avvertendo che gli Stati Uniti si troverebbero in un "corridoio oscuro" qualora riprendessero i combattimenti. "Se lui (il presidente Donald Trump) vuole raggiungere un accordo con l'Iran, questi 24 miliardi di dollari sono una prova di fiducia che vogliamo avere - ha affermato - questi sono i nostri soldi, non i soldi dell'America".
In Iran "la maggior parte delle fabbriche di droni è stata distrutta, la maggior parte delle rampe di lancio è stata distrutta e la maggior parte delle aree di produzione di missili è stata distrutta. Ma hanno ancora capacità produttive. Hanno alcuni missili. Direi che in termini percentuali, forse il 21-22%". Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, in un'intervista a Nbc News.
L'Iran ha lanciato sette missili contro il Kuwait e il Bahrein, ha annunciato sabato l'esercito statunitense, precisando che sei sono stati intercettati e l'ultimo ha mancato il bersaglio. "L'Iran ha lanciato sette missili balistici verso il Kuwait e il Bahrein... secondo le prime valutazioni, sei sono stati intercettati e un settimo ha mancato il bersaglio previsto", ha scritto l'esercito statunitense su X, aggiungendo che al momento non si registrano feriti tra il personale e negando danni alle infrastrutture in Bahrein. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane avevano precedentemente rivendicato l'attacco a "basi nemiche" nella regione, in seguito ai raid aerei statunitensi contro installazioni radar in Iran.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver attaccato "basi nemiche" nella regione, in seguito ai raid aerei statunitensi contro
installazioni radar in Iran. In una dichiarazione trasmessa dalla televisione di stato IRIB, come riportato dall'Afp, l'esercito iraniano ha affermato che "basi nemiche nella regione sono state colpite da missili aerei". Il Kuwait e il Bahrein, due Paesi che ospitano importanti basi militari statunitensi nel
Golfo, avevano precedentemente emesso allarmi per possibili attacchi aerei.
Udite esplosioni vicino all'aeroporto internazionale del Kuwait e in Bahrein, secondo quanto riportato dai corrispondenti dell'Afp, poco dopo che le Guardie rivoluzionarie iraniane avevano rivendicato di aver colpito "basi nemiche" nella regione. "Ripetute esplosioni sono state udite nelle aree vicino all'aeroporto internazionale del Kuwait", mentre "esplosioni e intercettazioni sono state udite" a Manama, dove sono risuonate le sirene, secondo i due corrispondenti. L'esercito di Teheran aveva rivendicato di aver colpito "basi nemiche" nel Golfo dopo gli attacchi aerei statunitensi contro installazioni radar in Iran.
Dopo l'allarme scattato in Kuwait che sta rispondendo a un attacco con missili e droni, il ministro dell'Interno del Bahrain, secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim, avrebbe chiesto ai residenti di recarsi nel luogo sicuro più vicino. In Bahrain si sono attivate le sirene d'allarme e i voli sono stati sospesi, così come in Kuwait.
Lo Stato Maggiore delle Forze Armate kuwaitiane ha annunciato che le difese aeree stanno attualmente respingendo attacchi ostili di droni e missili, stando a quanto riporta l'Afp. In un messaggio su X, l'esercito scrive che "le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente affrontando attacchi missilistici e droni nemici". Lo Stato Maggiore delle Forze Armate kuwaitiane ha annunciato che "le difese aeree stanno respingendo attacchi ostili con droni e missili" e ha precisato che "i rumori delle esplosioni udite sono il normale risultato dell'intercettazione di attacchi da parte dei sistemi di difesa aerea nazionali", come riporta l'Afp. Le difese aeree del Kuwait sono state colpite da missili e droni - ha aggiunto l'esercito del Paese del Golfo - tre giorni dopo l'attacco al suo aeroporto attribuito all'Iran.
L'esercito statunitense ha affermato di aver agito per "autodifesa" per quanto riguarda il bombardamento di postazioni radar in Iran dopo aver abbattuto quattro droni iraniani che, secondo Washington, minacciavano il traffico marittimo civile nella regione. Le forze statunitensi hanno "abbattuto quattro droni... lanciati verso lo Stretto di Hormuz", che "rappresentavano una minaccia immediata per il traffico marittimo regionale", ha scritto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) il giorno X. "Le forze statunitensi hanno poi colpito postazioni radar di sorveglianza costiera iraniane a Goruk e sull'isola di Qeshm per difendersi da ulteriori attacchi", ha aggiunto il Centcom.
Gli Usa hanno colpito postazioni radar iraniane di sorveglianza costiera a Goruk e sull'isola di Qeshm, a scopo difensivo contro ulteriori attacchi. Lo ha annunciato il Comando centrale americano su X confermando inoltre di aver abbattuto quattro droni d'attacco iraniani lanciati verso lo Stretto di Hormuz.
