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Speciale Guerra in Iran

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Iran, Trump: "Obiettivo vicino, valutiamo di ridurre gli sforzi militari" | Ma intanto invia altri 2.500 soldati e ottiene l'uso delle basi inglesi

Le Borse europee bruciano 1.700 miliardi in tre settimane. Piantedosi convoca il Comitato antiterrorismo

20 Mar 2026 - 23:59
 © Ansa

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Il presidente americano Donald Trump valuta un "ridimensionamento" degli sforzi militari in Iran. "Siamo molto vicini a raggiungere gli obiettivi", ha spiegato. Intanto, Washington invia altri 2.500 marine in Medioriente e ottiene da Londra l'uso delle basi britanniche. Proseguono i bombardamenti incrociati tra Israele e la Mezzaluna Rossa iraniana: frammenti di un missile lanciato da Teheran sono caduti a Gerusalemme, a circa 400 metri dal Muro del Pianto. La guerra mostra i suoi effetti anche sulle Borse europee: bruciati 1.700 miliardi in tre settimane di conflitto. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi convoca il Comitato antiterrorismo al Viminale per sabato 21 marzo.


"Fin dal primo giorno dell'operazione Epic Fury, il presidente Trump ha delineato chiaramente gli obiettivi delle forze armate statunitensi per porre fine alla minaccia del regime terroristico iraniano", ha scritto su X la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. "Il presidente e il Pentagono avevano previsto che ci sarebbero volute circa 4-6 settimane per portare a termine questa missione. Domani segna la terza settimana - e le forze armate statunitensi stanno facendo un lavoro eccezionale", afferma. "Giorno dopo giorno, il regime iraniano viene paralizzato e la sua capacità di minacciare gli Stati Uniti e i nostri alleati viene significativamente indebolita. Come sempre, il presidente Trump è concentrato su un unico obiettivo: la VITTORIA totale e completa", conclude.


L'Idf ha individuato un nuovo attacco missilistico balistico proveniente dall'Iran. Lo riferisce il Times of Israel.


L'Iran sostiene di aver colpito tre volte, nella sola giornata di venerdì 20 marzo, la base logistica dell'Ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad, secondo quanto riferito dall'emittente statale Irib. La Cnn ha contattato la sede diplomatica, ma non è stato fornito alcun commento. L'Ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad ha emesso nelle scorse ore un avviso di sicurezza in cui esorta i cittadini statunitensi a lasciare immediatamente il Paese. "Le milizie terroristiche alleate dell'Iran hanno incoraggiato e condotto attacchi diffusi contro cittadini statunitensi e obiettivi associati agli Stati Uniti in tutto l'Iraq", si legge nell'avviso.


Donald Trump scarica sull'Europa ed altre nazioni la responsabilità di garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz. "Sia pattugliato da chi lo usa, non da noi", ha detto il presidente in un lungo posto su Truth. "Lo stretto di Hormuz dovrà essere pattugliato e presidiato, secondo necessità, dalle altre nazioni che lo utilizzano, gli Stati Uniti non lo fanno!", ha scritto Trump. "Se richiesto, assisteremo questi Paesi nei loro sforzirelativi a Hormuz, ma ciò non dovrebbe essere necessario una volta debellata la minaccia dell'Iran. È importante sottolineare che per loro si tratterà di un'operazione militare facile", ha aggiunto il tycoon.


Attacchi in corso a Teheran. Secondo alcune fonti citate dalla Bbc, "la capitale iraniana è sotto attacco". "I media iraniani - si legge sul sito - riferiscono che in città sono state attivate le difese aeree".


L'Iran ha dichiarato di non avere eccedenze di petrolio greggio da offrire ai mercati internazionali, dopo che il segretario al Tesoro statunitense ha affermato che Washington potrebbe revocare le sanzioni sul petrolio iraniano in transito in mare. "Attualmente, l'Iran non ha praticamente più eccedenze di petrolio greggio in mare o da fornire ad altri mercati internazionali, e la dichiarazione del segretario al Tesoro statunitense ha il solo scopo di dare speranza agli acquirenti", ha scritto il portavoce del ministero del Petrolio iraniano, Saman Ghoddoosi su X.


Le difese aeree del Bahrein hanno intercettato e distrutto altri due missili lanciati dall'Iran nelle ultime ore. Lo rende noto il ministero di Difesa in un messaggio su X, dichiarando che dall'inizio della guerra le forze di difesa aerea hanno distrutto 143 missili e 242 droni.


Donald Trump ha scritto in un lungo post su Truth che gli Stati Uniti sono vicini agli obiettivi della guerra in Iran e quindi stanno valutando un "ridimensionamento" dell'operazione militare.


Nuovo attacco nel centro di Israele, più in particolare sulla città di Kiryat Ono. La polizia e le Forze di Difesa Israeliane affermano che l'Iran ha lanciato un missile balistico con una testata a grappolo e che è stato necessario inviare del personale nei luoghi in cui sono stati segnalati gli impatti. Le immagini, riferisce Times of Israel, mostrano un cratere provocato da una piccola bomba caduta in un parco giochi proprio nella città centrale di Kiryat Ono.


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Lo Stretto di Hormuz "a un certo punto, si riaprirà da solo". Lo ha detto Donald Trump, affermando che "sarebbe bello" se Cina e Giappone contribuissero a mettere in sicurezza lo Stretto. "Noi non lo utilizziamo. A un certo punto, si riaprirà da solo", ha affermato il presidente parlando con i giornalisti, prima di lasciare la Casa Bianca.

"Possiamo avere un dialogo, ma non voglio un cessate il fuoco" in Iran ha detto ancora il presidente americano, Donald Trump, affermando che "non si fa un cessate il fuoco quando si sta letteralmente distruggendo l'altra parte. Non hanno una Marina. Non hanno un'Aeronautica. Non hanno alcun equipaggiamento. Non hanno contraerea. Non hanno radar. E i loro leader sono stati tutti uccisi, a ogni livello", ha aggiunto Trump. 


Una base logistica dei militari americani nei pressi dell'aeroporto di Baghdad, in Iraq, è stata colpita da un drone. Lo scrive l'emittente panaraba "Al Jazeera", citando una fonte di sicurezza irachena.


"Ho letto che Trump ha dato dei codardi a tutti gli alleati della Nato. Non ho capito per quale motivo però. Non mi sembra ci sia stato nessun atto di codardia da parte di nessuno. Anzi penso che l'atteggiamento tenuto da molti alleati della Nato sia un atteggiamento che aiuta gli americani anche in un momento di difficoltà, non per gli americani, ma di difficoltà di uscire da una situazione complessa come quella di Hormuz". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a Dieci Minuti, commentando le dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump.


Il Pentagono sta inviando tre navi da guerra e migliaia di marines in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali 2.200-2.500 marines sono diretti verso il Us Central Comand, responsabile per le forze armare americane in Medio Oriente.I marines che il Pentagono sta inviando appartengono al gruppo anfibio di pronto intervento della USS Boxer e della 11esima unità di spedizione che hanno base in California. L'invio è il secondo massiccio dispiegamento di marines nell'ultima settimana, dopo che il Pentagono - riporta il Wall Street Journal - ha inviato in Medio Oriente la USS Tripoli, che ha base in Giappone, e la 31esima unità di spedizione dei marines.


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Il governo britannico ha dato il via libera agli Stati Uniti per l'utilizzo delle proprie basi militari al fine di lanciare attacchi contro obiettivi iraniani che minacciano lo Stretto di Hormuz. In precedenza era stato autorizzato l'uso delle basi solo per operazioni difensive volte a impedire il lancio di missili contro interessi o vite britanniche. Tuttavia, l'esecutivo del premier Keir Starmer ha deciso in una riunione odierna di ampliare il raggio delle operazioni aeree


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Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi presiederà domani al Viminale il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa). La riunione, alla quale partecipano i vertici delle forze di polizia e dell'intelligence, è in programma alle ore 12.


Le Borse europee chiudono in calo mentre prosegue la guerra in Medio Oriente. Le tensioni sullo stretto di Hormuz alimentano la corsa dei prezzi dell'energia, con il rischio di un aumento dell'inflazione. Un quadro che scatena le scommesse sul rialzo dei tassi e mette in tensione i titoli di Stato. Lo Stoxx 600, l'indice che raccoglie le principali società quotate europee, conclude la seduta in calo dell'1,7%. In tre settimane, ovvero dall'inizio della guerra, sono andati in fumo oltre 1.700 miliardi di capitalizzazione. Concludono la giornata in rosso Francoforte (-2,01%), Parigi (-1,82%), Londra (-1,45%).


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Durante l'ultimo lancio di missili iraniano, alcuni frammenti di una testata intercettata sarebbero precipitati su Gerusalemme vecchia, non lontano dal Monte del tempio. Secondo l'Idf, i detriti hanno colpito un parcheggio nel quartiere ebraico, a circa 400 metri dal Muro del pianto e dalla moschea di Al-Aqsa.

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Mojtaba Khamenei, leader supremo dell'Iran, continua a comunicare con il popolo solo tramite dichiarazioni scritte. Per celebrare la fine del Ramadan, ha affidato al suo canale Telegram un pdf in cui ha definito il nuovo anno iraniano "un anno di economia resiliente all'ombra dell'unità nazionale e della sicurezza nazionale". E ha poi aggiunto: "Al momento, il nemico è stato sconfitto, grazie alla particolare unità che vi unisce, nostri compatrioti, nonostante tutte le differenze di origine religiosa, intellettuale, culturale e politica".

Ha ribadito poi di credere "fermamente nel rafforzamento delle relazioni con i paesi vicini", escludendo la possibilità che i missili iraniani intercettati sopra la Turchia e caduti in Oman siano stati attacchi volontari: "Con entrambi i Paesi intratteniamo buoni rapporti, si tratta di un inganno da parte del nemico sionista che utilizza una tattica di falsa bandiera per creare divisioni tra la Repubblica Islamica e i suoi vicini". Da ultimo, Khamenei ha teso una mano ai "due Paesi fratelli Afghanistan e Pakistan", in guerra tra loro, proponendo di "instaurare relazioni migliori tra loro per amore di Dio e per prevenire divisioni tra i musulmani".


"La differenza tra loro (l'Iran, ndr) e noi è che due settimane fa avevano una marina, ora non ce l'hanno più". Con sarcasmo, Donald Trump ha celebrato i ripetuti attacchi americani alla flotta iraniana. "È tutta in fondo al mare: 58 navi affondate in due giorni. Quando ho menzionato (ai miei collaboratori, ndr) la marina che abbiamo appena distrutto, ho chiesto: "Sono navi valide?". "Sì, sono navi fantastiche". Allora ho detto: "Perché non le abbiamo salvate? Avremmo potuto usarle noi stessi". Ma mi hanno detto che non sapevano come usarle".
 


"Non hanno né marina, né aviazione, né radar, né sistemi di difesa aerea. Non hanno un leader, e nemmeno la prossima generazione di leader. E nemmeno quella dopo. Nessuno vuole essere un leader lì. È difficile per noi parlare con loro, vorremmo parlare con loro ma non c'è nessuno. Ma sapete una cosa? A noi va bene così". In un discorso, Donald Trump ha ribadito la volontà di Washington di intavolare un dialogo con Teheran, sebbene in Iran ci sia un presunto vuoto di potere totale. 


"Quando è iniziata tutta questa storia, hanno cominciato a lanciare missili in tutto il Medio Oriente contro Paesi che in pratica non c'entravano nulla, perché volevano conquistare il Medio Oriente". È la nuova accusa che Donald Trump ha rivolto a Teheran, spiegando perché secondo lui il regime degli ayatollah abbia deciso di prendere di mira il Golfo. "Non possiamo permettere che questi pazzi abbiano armi nucleari".


Il Pentagono sta inviando tre navi da guerra e migliaia di marines in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali 2.200-2.500 marines sono diretti verso il Us Central Comand, responsabile per le forze armare americane in Medio Oriente.


Le forze di difesa di Israele (Idf) hanno ucciso un comandante senior del ministero dell'intelligence dell'Iran, Mehdi Rastami Sh'mastan, durante un attacco di precisione a Teheran condotto dall'aeronautica mercoledì 18 marzo. Lo riferisce l'Idf in una nota, spiegando che l'operazione è avvenuta in coordinamento con il Mossad e lo Shin Bet. Secondo l'esercito israeliano, Shmastan era "una figura chiave nel promuovere attività terroristiche contro civili israeliani ed ebrei nel mondo". Secondo l'Idf, il ministero iraniano dell'Intelligence rappresenta uno dei "meccanismi centrali di oppressione e terrore", agendo come "braccio della sorveglianza e dello spionaggio".


"Senza gli Stati Uniti, la Nato è una tigre di carta! Non hanno voluto unirsi alla lotta per fermare un Iran dotato di armi nucleari. Ora che quella battaglia è stata vinta sul piano militare, con un rischio minimo per loro, si lamentano degli alti prezzi del petrolio che sono costretti a pagare, ma non vogliono contribuire a riaprire lo Stretto di Hormuz, una semplice manovra militare che è l'unica ragione degli alti prezzi del petrolio. Sarebbe così facile per loro farlo, con un rischio minimo. Codardi e noi lo ricorderemo!". Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth.


Due persone sono state arrestate mentre tentavano di fare irruzione nella base navale di Faslane, il sito strategico della Royal Navy in Scozia dove sono di stanza i sottomarini nucleari britannici. Lo ha reso noto la polizia scozzese. Secondo quanto riportato dai media del Regno Unito, uno dei fermati è un uomo di 34 anni di nazionalità iraniana, accompagnato da una donna di 31 anni.


La Nato ha sospeso le attività di addestramento della propria missione in Iraq (Nmi, avviata nel 2018) e ha ritirato circa 600 membri del personale. Lo riferisce il sito web d'informazione iracheno Iraqi News, secondo cui la decisione dell'Alleanza di sospendere la missione fa seguito alla crescente crisi scatenata dagli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran, causando gravi preoccupazioni in materia di sicurezza per i militari stranieri di stanza in Iraq. Funzionari citati da Iraqi News hanno affermato che la sospensione è temporanea. Nella mattinata di ieri, 19 febbraio, il primo ministro iracheno, Mohammed Shia al Sudani, ha parlato con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, sottolineando la necessità di evitare un'ulteriore escalation e di promuovere la diplomazia. Al Sudani ha suggerito ai Paesi membri della Nato di evitare di essere coinvolti attivamente nella guerra.


"Un piano contenente 80 misure con la mobilitazione di 5 miliardi di euro": è quello annunciato dal premier spagnolo, Pedro Sanchez, al termine del Consiglio dei ministri straordinario per mitigare le conseguenze economiche del conflitto in Iran. "Tre settimane fa Stati Uniti, Israele e Iran hanno cominciato una guerra dichiaratamente illegale, che in soli 20 giorni ha provocato migliaia di morti innocenti e 4 milioni di sfollati. Nessuno sa come evolverà questo conflitto, se durerà mesi o anni", "neanche i tre Paesi che si scambiano bombardamenti lo sanno", ha rilevato Sanchez. Il premier ha rinnovato il 'no alla guerra', un conflitto che "non hanno voluto gli spagnoli, non ha voluto questo governo, non ha voluto l'Unione europea", ma i cui "effetti potrebbero trasformarsi in una grave crisi". Il presidente del governo ha ribadito che la Spagna "è meglio preparata" per affrontare "lo shock energetico" provocato dalla guerra, grazie alla sua "scommessa su un modello energetico molto diverso da quello del 2018", basato sulle energie rinnovabili e la transizione pulita. Come esempio Sanchez ha indicato: "da inizio del 2026, l'evoluzione del prezzo del gas ha marcato l'evoluzione del prezzo dell'elettricità in Spagna solo un 15%, mentre in Italia lo ha fatto per il 90% e in Germania per il 40%. Significa che la crisi che verrà ci colpirà, ma che, se altri possono resistere, noi possiamo resistere anche meglio", ha aggiunto.


L'Iran ha minacciato di colpire le località turistiche frequentate da americani e israeliani. "L'assassinio dei funzionari dello Stato e di alcuni comandanti delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran è frutto della disperazione, dell'impotenza e della malvagità del nemico", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, Sardar Shekarchi, a quanto riporta l'agenzia Isna. "Stiamo tenendo d'occhio i vostri funzionari e comandanti codardi, i vostri piloti e soldati, e non passerà molto tempo prima che vi trasciniamo fuori dai vostri nascondigli e rifugi in totale umiliazione e disonore per infliggervi la punizione che le vostre azioni maledette meritano", ha proseguito. "D'ora in poi, i centri turistici e ricreativi di tutto il mondo saranno insicuri per i nemici", ha ammonito Sardar.


La Svizzera ha deciso di non autorizzare l'esportazione di materiale bellico negli Stati Uniti durante il conflitto in Medio Oriente, in linea con il suo principio di lunga data di neutralità militare. "L'esportazione di materiale bellico verso i Paesi coinvolti nel conflitto armato internazionale con l'Iran non può essere autorizzata per tutta la durata del conflitto", ha dichiarato il governo in un comunicato. "Le esportazioni di materiale bellico verso gli Stati Uniti non possono essere autorizzate al momento", e le licenze statunitensi esistenti saranno ora soggette a revisione periodica, ha aggiunto, precisando che la Svizzera non rilascia licenze di esportazione di materiale bellico a Israele o all'Iran da anni.


La guerra in Iran ha creato "la minaccia alla sicurezza energetica più grande di sempre" e per far ripartire l'operatività di alcune infrastrutture nel Golfo Persico "ci vorranno sei mesi in alcuni casi, in altri molto di più". Lo dice Fatih Birol, segretario generale dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), in un'intervista al Financial Times.


Il movimento yemenita filo-iraniano Houthi "prenderà di mira le navi" di Stati Uniti e Israele nel Mar Rosso, se le forze armate di questi due Paesi continueranno i loro attacchi contro l'Iran. Lo ha annunciato oggi il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, sottolineando che "questa guerra è la guerra dell'intera Ummah (la comunità islamica mondiale)". Secondo Saree, "gli Stati Uniti, insieme a Israele, attaccano l'Iran con l'obiettivo di lasciare la regione sotto il controllo israeliano". Gli Houthi, ha affermato, "adotteranno le misure legali necessarie per difendere" lo Yemen e il suo popolo. Il portavoce ha anche sottolineato che il movimento "stara' al fianco di qualsiasi Paese arabo o islamico che sia soggetto all'aggressione sionista (israeliana) o che decida di affrontare questa aggressione per difendersi o per sostenere i mujaheddin (combattenti) della resistenza palestinese". Saree ha anche sottolineato: "Non abbandoneremo i nostri fratelli nella Striscia di Gaza".


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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa, Israel Katz, hanno "dato istruzioni alle Forze di difesa (Idf) di colpire infrastrutture appartenenti al regime siriano nell'area di Suwayda", come risposta "diretta agli attacchi contro la popolazione drusa nel sud della Siria". Lo ha reso noto lo stesso Katz in una dichiarazione. "Il messaggio al regime siriano è chiaro e deciso: Israele non resterà a guardare e non permetterà a nessuno di colpire i drusi sfruttando la nostra guerra contro il regime terroristico iraniano e contro l'organizzazione Hezbollah in Libano", ha sottolineato il ministro della Difesa. 


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Sono state segnalate oggi nuove esplosioni e attività di aerei da combattimento in diverse città iraniane. Lo riferisce l'emittente vicina all'opposizione iraniana con sede a Londra Iran International, citando fonti, secondo cui ci sono state attività di aerei a reazione sopra Nurabad, nello shahrestan (divisione amministrativa di secondo livello, dopo la provincia) di Mamasani. Nel frattempo, si sarebbero verificate esplosioni a Yazd e un'esplosione sarebbe stata udita a Bushehr. Inoltre, aggiunge l'emittente, ci sono stati anche attacchi a una base aerea a Bandar Abbas, con quattro forti esplosioni. A Semnan, sono stati segnalati attacchi contro diverse località, tra cui una base dei Basij, l'unità paramilitare del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (i pasdaran) e un sito degli stessi pasdaran, mentre sarebbe stata presa di mira anche un'area vicino a Shahmirzad. Altre fonti riferiscono che il sito missilistico di Chamran, nella contea di Jam, nella provincia di Bushehr, è stato bombardato.


Il governo tedesco mantiene aperte tutte le opzioni su una potenziale partecipazione della Germania alle misure di sicurezza nello Stretto di Hormuz. "Naturalmente, è qualcosa che prenderemo in considerazione al momento opportuno. Non possiamo ne' vogliamo speculare al riguardo in questa fase", ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa all'agenzia di stampa Dts. ''Le Forze armate tedesche (Bundeswehr) possiedono diverse capacita', che possono essere sfruttate per determinare come fornire supporto o persino intervenire. Questo vale in generale e non necessariamente solo per un potenziale dispiegamento in Medio Oriente. Le discussioni sono in corso e il governo valuterà come poter contribuire con le proprie capacita' qualora se ne presentasse la necessita''', ha aggiunto il portavoce. 


L'Idf comunica che un nuovo lancio di missili dall'Iran è stato identificato contro Tel Aviv e il centro di Israele. Gli allarmi sono scattati. Milioni di persone stanno raggiungendo i rifugi.


Il comandante delle forze aerospaziali del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell'Iran (i pasdaran), Mehdi Qureishi, è stato ucciso in recenti attacchi aerei lanciati da Israele e Stati Uniti a Isfahan. Lo riporta Iran International, emittente iraniana di opposizione con sede a Londra.


L'Ambasciata degli Stati Uniti al Cairo ha fatto sapere ai suoi cittadini che il valico di Taba con l'Egitto resta aperto e operativo, 24 ore al giorno, per gli americani che intendano lasciare Israele, anche se non sarà più presente sul posto una rappresentanza diplomatica. Oltre al valico di Taba, si consigliano i voli commerciali o il ponte Allenby per la Giordania, e di restare in contatto con l'Ambasciata Usa di Gerusalemme. Dal 17 marzo, i cittadini statunitensi possono entrare a Taba con un visto gratuito all'arrivo della durata di 14 giorni se intendono soggiornare nella regione del Sinai, e da qui lasciare l'Egitto senza passare dal Cairo. Devono però pagare 60 dollari in contanti alle autorità locali quale tassa di uscita. Se si vuole uscire dal Sinai, area dove l'ambasciata statunitense raccomanda particolare prudenza, occorre munirsi di un visto di 30 giorni e di una lettera di garanzia rilasciate, a pagamento, da un'agenzia di viaggi autorizzata. "Sebbene l'avviso di viaggio per l'Egitto rimanga di livello due (prestare maggiore attenzione) - si legge nell'avviso dell'Ambasciata Usa - si raccomanda vivamente ai viaggiatori nel Sinai, in particolare vicino al valico di Taba, di iscriversi agli avvisi del Comando del Fronte Interno israeliano a causa degli attacchi iraniani contro il sud di Israele".


Il movimento yemenita sciita Ansar Allah, meglio noto come Houthi, ha espresso la sua vicinanza alla Repubblica islamica dell'Iran contro gli attacchi di Israele e Stati Uniti. In una dichiarazione rilasciata in occasione dell'Eid al Fitr (la ricorrenza islamica che celebra la fine del Ramadan) e ripresa dall'emittente Al Masirah, l'ufficio politico degli Houthi ha espresso le sue "più calorose congratulazioni e benedizioni" alla guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, sottolineando che la Repubblica islamica sta scrivendo "un'epopea di fede, libertà e dignità a nome dell'Ummah (la comunità musulmana globale)". Il gruppo yemenita ha poi affermato la sua "solidarietà" ai combattenti del movimento libanese Hezbollah e delle fazioni della resistenza in Iraq, "insieme a tutti coloro che affrontano la criminale aggressione sionista-americana". L'ufficio politico degli Houthi ha invitato i Paesi arabi e musulmani a "unire le proprie forze e posizioni", sollecitando un'azione collettiva "in risposta ad Allah e al suo messaggero (Maometto)" e a sostegno "della Palestina e della sua giusta causa". 


Un raid aereo israelo-americano ha colpito il porto commerciale di Bandar Lengeh, nel sud dell'Iran, distruggendo sedici navi mercantili e da pesca, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim su Telegram. "A seguito di un attacco aereo sionista-americano, almeno sedici imbarcazioni da trasporto appartenenti a cittadini di Bandar Lengeh e Bandar Kang sono state completamente distrutte dalle fiamme", ha dichiarato il governatore di Bandar Lengeh, in un messaggio trasmesso dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.


Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno intensificato la battaglia per riaprire lo Stretto di Hormuz, inviando aerei da combattimento a bassa quota sulle rotte marittime per colpire le navi da guerra iraniane e elicotteri Apache per abbattere i micidiali droni iraniani, secondo quanto riferito da funzionari militari americani. Lo scrive il Wall Street Journal. L'intensificazione delle operazioni fa parte di un piano a più fasi del Pentagono per ridurre il pericolo rappresentato da imbarcazioni armate, mine e missili da crociera iraniani, che hanno bloccato il traffico navale attraverso lo stretto dall'inizio di marzo. Se il pericolo potrà essere ridotto, gli Stati Uniti potrebbero inviare navi da guerra attraverso lo stretto e, in seguito, scortare le imbarcazioni in entrata e in uscita dal Golfo Persico.


I monachi Felipe VI e Letizia di Spagna hanno rinviato la visita di Stato prevista in primavera in Qatar a causa della crisi provocata dal conflitto scatenato dall'intervento di Stati Uniti e Israele in Iran e della risposta nella regione del regime degli Ayatollah. Lo segnalano fonti della Casa Reale riferite da El Pais, secondo cui, sebbene non fosse stata ancora annunciato ufficialmente, da mesi erano in corso preparativi per il viaggio di Stato dei reali nell'emirato, su invito dell'emiro Tamin bin Hamad al Thani, che era stato in visita ufficiale in Spagna con la consorte nel 2022. Quello annullato doveva essere il primo viaggio ufficiale di Felipe VI e Letizia in un Paese del Golfo Persico, a parte la visita a Doha compiuta dal re spagnolo nel dicembre 2022 per accompagnare la nazionale maschile al Mondiale di calcio.


L'amministrazione Trump starebbe valutando la possibilità di occupare o bloccare l'isola iraniana di Kharg per fare pressione sull'Iran affinché riapra lo Stretto di Hormuz. Lo scrive Axios citando quattro fonti a conoscenza della questione. Un'operazione del genere - viene però spiegato - potrebbe esporre le truppe statunitensi in modo più diretto al fuoco nemico. Pertanto verrebbe lanciata solo dopo che l'esercito statunitense avrà ulteriormente indebolito la capacità militare iraniana intorno allo Stretto di Hormuz. Un'operazione che - secondo le fonti - avrebbe biosgno di "un mese" per essere messa in pratica mentre tre diverse unità dei Marines sono in viaggio verso la regione.


Due forti esplosioni sono state udite in diverse zone della capitale libanese Beirut e dintorni. Secondo le prime ricostruzioni e i media locali, i suoni sarebbero stati prodotti da caccia delle Forze di difesa israeliane (Idf) che hanno superato il muro del suono a bassa quota.


Per assistere alla fine della guerra fra Iran, Israele e Stati Uniti "ci vorrà ancora qualche settimana". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Restart. "Ho detto subito che non sarebbe stata una cosa immediata", ha aggiunto facendo riferimento a una conversazione avuta con il Segretario di Stato americano Marco Rubio dove gli parlò di "sette settimane". "Noi non siamo in guerra e non entriamo in guerra" ha concluso il Ministro. 


"L'F-35 non era solo un aereo da combattimento, ma una statua dell'invincibilità e dell'arroganza militare degli Stati Uniti. Un simbolo teologico, proclamato invisibile a qualsiasi occhio e superiore a ogni potere. Ma la mano di Dio è al di sopra delle loro mani". Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf. "Questo simbolo è stato colpito per la prima volta al mondo ed è stato il momento del crollo di un ordine", ha aggiunto.


L'Iran ha giustiziato un giovane campione di lotta di 19 anni insieme ad altri due manifestanti mediante impiccagione pubblica a Qom. Lo scrive la Bbc. Saleh Mohammadi, giovane promessa della lotta, è stato giustiziato insieme a Saeed Davodi e Mehdi Ghasemi, dopo essere stato accusato di coinvolgimento nell'uccisione di due poliziotti durante le proteste di gennaio 2026. I media statali hanno confermato che le esecuzioni sono state effettuate pubblicamente.


La questione dello Stretto di Hormuz è un caso diverso rispetto all'Ucraina "perché la Cina ha interessi convergenti". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo al programma televisivo Omnibus su La7. "La Cina ha più interesse di quasi qualunque altro Paese al mondo alla risoluzione del caso di Hormuz", ha spiegato il ministro, ipotizzando una soluzione nell'ambito delle Nazioni Unite. "L'alternativa non c'è, l'alternativa è che Hormuz rimanga chiuso e il petrolio arrivi a 200 dollari al barile", ha sottolineato. "Aver coinvolto gli impianti energetici è un errore drammatico", ha aggiunto, perché ci vorranno anni per riparare i danni, come nel caso dell'impianto colpito in Qatar. 


Un raid lanciato questa mattina all'alba dalle Forze di difesa di Israele (Idf) in un'abitazione a Bafliyeh, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, ha provocato due morti e un ferito. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale libanese Nna, aggiungendo che le Idf hanno bombardato altre località nel sud, come Bint Jbeil e Al Tayri, lanciando nel contempo nuovi raid su Kfar Tebnit per la seconda volta in meno di mezz'ora.


Esmail Ahmadi nuovo capo dell'Intelligence dei Basij, appena succeduto a Gholamreza Soleimani, è stato ucciso in un raid. L'agenzia Tasnim ha confermato la morte descrivendolo come "uno dei pilastri più importanti dell'organizzazione Basij" dove ricopriva ruoli chiave in materia di sicurezza.


"Possa Egli, 'il dominatore' (Al-Kahrar), schiacciare e distruggere Israele". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, utilizzando uno dei nomi usati nell'Islam per descrivere Dio: Kahrar, traducibile come "il dominatore" o "colui che sottomette". Come riferisce Anadolu, il leader turco si è espresso in questi termini parlando dopo la preghiera del venerdì in una moschea di Rize, località sul Mar Nero di cui la sua famiglia è originaria. "Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti", ha aggiunto Erdogan nel suo discorso.


Perché la guerra finisca "sia gli Usa che l'Iran devono comprendere che devono fare passi in avanti". Lo ha detto a Mattino Cinque il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "L'Iran - ha spiegato - deve chiudere la stagione del nucleare e smettere di attaccare i Paesi del Golfo e Cipro" perché è "inaccettabile il loro tentativo di creare caos nell'area. Ieri sono stati arrestati nel Golfo terroristi di una cellula iraniana". Dall'altra parte invece "gli Usa devono comprendere che si deve costringere l'Iran a trovare un accordo". "Finita la guerra, si può partecipare a iniziative più ampie delle Nazioni Unite per garantire il trasporto marttimo a Hormuz. Noi dobbiamo insistere con la nostra diplomazia" ha concluso il ministro.


L'Arabia Saudita ha intercettato oggi già più di 20 droni. Lo ha reso noto il portavoce del ministero della Difesa saudita, il generale Turki al Malki, secondo cui numerosi aeromobili senza pilota sono stati distrutti nella provincia orientale del Regno e un altro drone è stato intercettato ad Al Jouf, nel nord.


Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che gli attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso il loro portavoce Ali Mohammad Naini. Naini "è stato martirizzato nel vile e criminale attacco terroristico condotto dalla parte americano-sionista all'alba", hanno affermato le Guardie in una dichiarazione sul loro sito web Sepah News.


"Il Ministero dell'Intelligence deve proseguire sulla sua strada, creando insicurezza per i nemici e sicurezza per i cittadini iraniani". Lo si legge in un messaggio attribuito alla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, in cui ha espresso le sue condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian "per il martirio del ministro dell'Intelligence Esmaeil Khatib". Nel messaggio pubblicato su Mehr News, l'agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale di proprietà statale, Khatib viene descritto come "un veterano di guerra instancabile" che "ha profuso grandi sforzi per la causa della Rivoluzione Islamica"


Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato Israele di avere ucciso migliaia di persone, aggiungendo che lo Stato ebraico ne pagherà il prezzo. "Questo Israele sionista ha ucciso centinaia e migliaia di persone", ha detto il leader turco, ieri sera, durante una cerimonia per la conclusione del Ramadan, dopo la preghiera in una moschea di Rize, sulla costa del Mar Nero. "Non ho dubbi che ne pagherà il prezzo", ha aggiunto Erdogan, come riferisce Anadolu, sottolineando che "il Medio Oriente è incandescente in questo momento"


Il presidente dello Sri Lanka, Anura Kumara Dissanayake, ha dichiarato che a inizio marzo il suo Paese ha negato agli Stati Uniti il ;;permesso di stazionare due dei loro aerei da guerra in un aeroporto nel sud dell'isola. "Volevano portare due aerei da guerra armati con otto missili antinave da una base di Gibuti all'aeroporto internazionale di Mattala dal 4 all'8 marzo e noi abbiamo detto di no", ha affermato Dissanayake.


Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei è "vivo e in buona salute" e non si trova nascosto in bunker. Lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano in Francia, Mohammad Amin-Nejad, a BFM Tv. "Non siamo obbligati a mostrarlo dietro una vetrina, è vivo e in buona salute", ha affermato il diplomatico in un'intervista televisiva. Il capo della missione diplomatica ha inoltre smentito le notizie secondo cui i vertici iraniani si troverebbero in rifugi sotterranei.


La guerra contro l'Iran è costata finora oltre 25,3 miliardi di dollari ai contribuenti statunitensi, secondo il sito Iran War Cost Tracker che monitora in tempo reale le spese del conflitto. "Il calcolo si basa sulle informazioni che il Pentagono ha presentato al Congresso: 11,3 miliardi di dollari nei primi sei giorni, più 1 miliardo al giorno in modo continuativo", spiegano i promotori del progetto.


L'esercito statunitense sta accelerando il dispiegamento di navi e migliaia di marines nell'area del Golfo nell'ambito della guerra contro l'Iran. Lo afferma 'Newsmax' citando funzionari americani. In totale - viene spiegato - si prevede l'invio di tre imbarcazioni e circa 4mila militari. Fra loro ci sarebbe anche il gruppo anfibio 'Boxer'. Secondo le fonti marinai e marines avrebbero abbreviato il periodo di congedo dopo aver completato la certificazione e l'addestramento per accelerare il loro dispiegamento.


Le autorità degli Emirati arabi uniti hanno dichiarato di aver smantellato un gruppo operativo nel Paese collegato all'Iran e al movimento libanese Hezbollah. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale Wam. Secondo quanto riportato, il gruppo sarebbe composto da cinque persone ed è accusato di minare l'economia, finanziare il terrorismo, riciclaggio di denaro e minaccia alla sicurezza nazionale.


I prezzi del greggio sono scesi di oltre il 2% dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l'Iran sta subendo una "decimazione" e che la guerra finirà prima di quanto molti temessero. Accolte con favore anche le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, secondo cui le forze israeliane non avrebbero più preso di mira le infrastrutture energetiche di Teheran. Nonostante ciò, con il conflitto che entra nella quarta settimana, la maggior parte dei titoli azionari ha registrato un calo poiché gli investitori sono preoccupati per i mercati energetici, con il petrolio che si mantiene ancora intorno ai 100 dollari e il gas in forte aumento a causa dell'effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz.


Un incendio è scoppiato oggi in una raffineria appartenente alla compagnia petrolifera nazionale del Kuwait a seguito di attacchi di droni, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale del Paese. "La raffineria di Mina Al-Ahmadi, di proprietà della Kuwait National Petroleum Company (Knpc), è stata presa di mira questa mattina presto da diversi attacchi ostili di droni che hanno provocato incendi in alcune delle sue unità", portando alla chiusura di diverse di esse, secondo la Knpc, dopo un attacco avvenuto il giorno precedente allo stesso impianto che aveva già causato un incendio.


Sul piano per la sicurezza di Hormuz "voglio essere chiara perché mi sembra ci siano state delle interpretazioni un po' forzate. Nessuno pensa ad una missione dell'Italia per forzare il blocco dello Stretto". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni dopo il Consiglio europeo. "Quello sui cui ci interroghiamo è che, quando ci dovrebbero essere le condizioni, ma ragionevolmente in una fase post-conflitto, è a come possiamo offrire un contributo, d'accordo con le parti, per difendere la libertà di navigazione", ha aggiunto.


In seguito al recente lancio di missili balistici iraniani contro il nord di Israele, l'esercito israeliano ha annunciato una nuova ondata di attacchi aerei su Teheran. Lo riferiscono i media israeliani. Le Idf affermano che gli attacchi sono diretti contro "le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran".


"Quando la situazione si sarà calmata la Francia è pronta, insieme ad altre nazioni, ad assumersi la responsabilità di un sistema di scorta navale nello Stretto di Hormuz nell'ambito di una missione che non ha lo scopo di essere un'azione di forza e che dovrà essere oggetto di consultazioni e di una risoluzione dei conflitti con l'Iran. Ciò implica il coinvolgimento di tutti gli attori del settore marittimo, dai trasportatori agli assicuratori. Non parteciperemo ad alcuna apertura forzata dello Stretto nel contesto delle operazioni belliche in corso". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron al termine Vertice Ue.

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