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Speciale Guerra in Iran

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Guerra in Iran, colpito principale impianto di Gnl del Qatar dopo la minaccia dei Pasdaran

Due raid israeliani colpiscono il centro di Beirut: il bilancio provvisorio è di sei morti e 24 feriti

18 Mar 2026 - 20:35
 © Afp

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La guerra in Medio Oriente che vede Stati Uniti e Israele alleati contro l'Iran è ormai alla terza settimana. Nella notte, due persone sono morte per le gravi ferite riportate nell'impatto di un missile balistico iraniano nel sobborgo di Ramat Gan, a Tel Aviv. Lo annunciano i servizi di emergenza israeliani. L'attacco è arrivato poche ore dopo la conferma da parte della Repubblica islamica del fatto che Israele ha ucciso Ali Larijani, presidente del Consiglio di Sicurezza nazionale iraniano - uomo chiave del Paese dalla morte di Ali Khamenei - e Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij. Insieme a Larijani, deceduto anche il figlio: il capo dell'esercito iraniano promette vendetta. Intanto, il Comando centrale americano ha annunciato di aver colpito siti lungo la costa iraniana, in prossimità dello Stretto di Hormuz. Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che due raid israeliani sul centro di Beirut avvenuti nelle prime ore di oggi hanno ucciso almeno dodici persone e ne hanno ferite altre 24. Il ministro della difesa iraniano, Israel Katz, ha confermato l'uccisione di Ismail Khatib, ministro dell'Intelligence iraniano. La Nato ha deciso di inviare un ulteriore sistema di difesa aerea Patriot Pac-3 nel sud della Turchia. Intanto, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno emesso un avviso di evacuazione per gli impianti petrolchimici in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato dai media statali citati da Iran International, dopo che raid israeliani hanno colpito alcune parti degli impianti di gas di South Pars.


L'Iran ha avvertito che distruggerà l'industria petrolifera e del gas dei suoi vicini del Golfo, che considera interessi americani, se il suo settore energetico verrà nuovamente colpito. "Vi avvertiamo ancora una volta che avete commesso un grave errore attaccando le infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica, e la nostra risposta è già in atto", hanno annunciato le Guardie Rivoluzionarie in una dichiarazione diffusa dai media iraniani. "Se ciò dovesse ripetersi, gli attacchi alle vostre infrastrutture energetiche e a quelle dei vostri alleati non si fermeranno finché non saranno completamente distrutte, e la nostra risposta sarà molto più severa degli attacchi di questa sera". 


Donald Trump non vuole altri attacchi ai siti e agli impianti energetici iraniani. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il presidente era stato informato in anticipo del raid di Israele contro il giacimento di gas di South Pars, il più grande al mondo. Trump ha ritenuto l'attacco come un messaggio a Teheran in risposta al blocco dello Stretto di Hormuz. Secondo il commander-in-chief, l'Iran ha recepito il messaggio. Per questo ora - riferiscono alcuni funzionari americani - si oppone a ulteriori attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane.


Quattro donne palestinesi sono stati uccise in seguito a un attacco missilistico iraniano vicino a Hebron, in Cisgiordania: lo ha riferito la Mezzaluna Rossa. 


Il ministero dell'Interno del Kuwait ha annunciato che i servizi di sicurezza statali hanno sventato con successo un attentato terroristico pianificato contro infrastrutture critiche del Paese. Lo riporta Al Jazeera. Secondo il ministero, le autorità hanno arrestato 10 cittadini appartenenti a una cellula affiliata a Hezbollah. Funzionari della sicurezza hanno confermato che il gruppo aveva pianificato e coordinato le proprie attività con entità straniere. Il ministero ha aggiunto che le indagini hanno rivelato che i membri della cellula hanno ricevuto addestramento esterno in campi appartenenti a Hezbollah. L'addestramento comprendeva l'uso di armi e l'utilizzo di droni, nell'ambito dei preparativi per condurre operazioni di sabotaggio volte a minare la sovranità dello Stato e a destabilizzarne la sicurezza.


Il ministero degli Esteri del Qatar ha annunciato su X di aver dichiarato "persone non grate" gli addetti militari e della sicurezza dell'Ambasciata iraniana, così come il personale dei loro uffici. Il ministero ha affermato di aver richiesto che lascino il Paese entro 24 ore. La decisione, ha spiegato, è arrivata dopo ripetuti attacchi e atti di aggressione da parte dell'Iran nei confronti del Qatar.


L'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Lo riferiscono i media internazionali, citando fonti Ue. La conversazione ha riguardato la navigazione nello Stretto di Hormuz e la de-escalation in Medio Oriente. Kallas ha spiegato alla controparte che garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz è una priorità per l'Ue, che sostiene una soluzione diplomatica al conflitto in corso.


Un attacco missilistico iraniano ha causato un incendio nella zona industriale di Ras Laffan, in Qatar. Lo ha reso noto la compagnia petrolifera statale QatarEnergy, secondo cui il missile ha causato "pesanti danni". Non sono tuttavia registrati feriti, secondo l'azienda


Il vicepresidente degli Stati Uniti, James David Vance, ha dichiarato di ritenere appropriate le dimissioni di Joe Kent, direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo, in quanto non supportava l'agenda del presidente Trump in quella regione. Parlando in Michigan, Vance ha affermato che "è normale avere un disaccordo di opinioni", che secondo lui Trump accoglie, ma ha aggiunto che "se fai parte della squadra e non puoi contribuire a mettere in pratica le decisioni della sua amministrazione, decisioni che lui ha il diritto di prendere, allora è giusto dimettersi". "Qualunque sia la tua opinione, quando il presidente degli Stati Uniti prende una decisione, il tuo compito è contribuire a renderla il più efficace e riuscita possibile," ha sottolineato Vance.


"L'esecuzione di un cittadino svedese da parte del regime iraniano è un atto brutale di violenza insensata e lo condanniamo". Lo scrive in una nota l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, tornando "invitare l'Iran a fermare tutte le esecuzioni e ad abolire la pena di morte". "La situazione dei diritti umani in Iran, estremamente grave, e il preoccupante aumento delle esecuzioni sono inaccettabili e mostrano il vero volto del regime", sottolinea. "Il cittadino svedese era detenuto dal giugno 2025. L'Ue esprime le sue più sentite condoglianze alla famiglia della vittima e manifesta la sua piena solidarietà alla Svezia", aggiunge.


QatarEnergy conferma che la zona industriale di Ras Laffan è stata oggetto di attacchi missilistici iraniani che hanno causato "ingenti danni" all'impianto del gas. "Le squadre di pronto intervento sono state immediatamente dispiegate per contenere gli incendi che ne sono derivati, a causa dei danni ingenti. Tutto il personale è stato rintracciato e al momento non si segnalano vittime" scrive QatarEnergy in una nota assicurando che "continuerà a fornire aggiornamenti non appena disponibili". 


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Le ripercussioni economiche della guerra in Medio Oriente sull'economia americana sono "incerte". Lo afferma la Fed nel comunicato diffuso al termine della due giorni di riunione. La banca centrale "è attenta ai rischi", ha aggiunto la Fed.


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L'Europa "è pienamente solidale con Cipro in un contesto di instabilità causata dalla crisi in Medio Oriente". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, in un messaggio rivolto al presidente cipriota Nikos Christodoulides. "Insieme, continuiamo a impegnarci per la de-escalation, proseguendo la nostra collaborazione con i partner regionali. Domani, in seno al Consiglio europeo, discuteremo di come attenuare l'impatto di questa crisi sulla nostra economia europea. Soprattutto in materia di energia. Lavorerò a stretto contatto con te e con la presidenza cipriota dell'Ue su questo tema", spiega von der Leyen. 


L'agenzia marittima delle Nazioni Unite, ha richiesto l'istituzione di un corridoio marittimo sicuro per liberare circa 20.000 marittimi bloccati nel Golfo Persico a causa della guerra in Iran. La proposta, presentata durante una riunione del consiglio di governo dell'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) a Londra, da Bahrain, Giappone, Panama, Singapore ed Emirati Arabi Uniti, e sostenuta dagli Stati Uniti, reclama "un quadro operativo come un corridoio marittimo sicuro... con lo scopo di facilitare l'evacuazione sicura delle navi mercantili e proteggere la vita dei marittimi", si legge nella nota redatta. Il Segretario Generale dell'IMO, Arsenio Dominguez, ha ricordato ai delegati dei Paesi aderenti la proposta che almeno sette marinai mercantili sono stati uccisi a causa del conflitto, sottolineando che i marittimi "non devono diventare vittime di tensioni geopolitiche più ampie".


Il primo ministro iracheno ad interim, Mohammed Shia' al Sudani, ha ricevuto oggi l'ambasciatore d'Italia in Iraq, Niccolo' Fontana. Secondo quanto ha reso noto in un comunicato l'ufficio di Al Sudani, il capo del governo di Baghdad ha "elogiato" la decisione dell'Italia di non prendere parte alla guerra in corso in Iran, "che ha gettato la sua ombra su tutti i Paesi della regione". Durante l'incontro, si legge nel comunicato, le parti hanno esaminato gli ultimi sviluppi regionali alla luce del conflitto in corso, comprese le ripercussioni sulla sicurezza e la stabilità. Al Sudani ha espresso la condanna agli attacchi che hanno preso di mira i quartieri generali delle Forze di mobilitazione popolare (Fmp, coalizione di milizie integrate nell'apparato statale iracheno) e le missioni diplomatiche, confermando gli sforzi di Baghdad "a sostegno della stabilita', per prevenire l'escalation e per dare priorità al dialogo nella risoluzione delle crisi". Il primo ministro, inoltre, stando al comunicato, ha "sottolineato la necessità di intensificare gli sforzi internazionali per allentare le tensioni e porre fine immediatamente agli attacchi, evidenziando l'importanza di sostenere l'iniziativa irachena di formare una coalizione diplomatica per far cessare la guerra e affrontare le minacce che ostacolano l'attività economica e di sviluppo a livello regionale e internazionale".


Il conflitto in Medio Oriente e nella regione circostante sta ostacolando le principali rotte di consegna degli aiuti umanitari, ritardando le spedizioni di materiale medico salvavita per quasi mezzo milione di bambini. In particolare, solo in Sudan, Yemen e Afghanistan, stiamo parlando di almeno 410.000 bambini. Lo dichiara Save the Children, l'organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, avvertendo che l'impatto globale non potrà che aumentare. L'escalation del conflitto sta avendo gravi ripercussioni sulle forniture di aiuti globali a causa delle interruzioni delle principali rotte aeree, marittime e terrestri, con il rischio di un aumento nei costi di spedizione necessari per reindirizzare gli aiuti che vanno dal 10 al 50 per cento. Attualmente gli aiuti salvavita di Save the Children destinati ai bambini e alle loro famiglie in Sudan, Yemen e Afghanistan sono bloccati in Medio Oriente.


L'attacco al giacimento di South Pars, nel sud dell'Iran, "equivale a un suicidio" per Stati Uniti e Israele; "l'equazione occhio per occhio è in vigore e un nuovo livello di confronto è iniziato". Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, dopo che questa mattina sono stati colpiti alcuni impianti di South Pars situati nel governatorato iraniano di Asaluyeh. "Ieri notte il popolo iraniano ha vanificato tutti i piani dei nemici (Usa e Israele). Sono arrabbiati e delusi dal popolo iraniano e, attaccando le infrastrutture, cercano di nascondere le loro sconfitte sul campo", ha affermato Ghalibaf. Secondo quanto dichiarato dal governatore di Asaluyeh, "l'incendio causato dall'attacco americano-sionista (Stati Uniti e Israele) ad alcune parti di South Pars è stato domato e la situazione è sotto controllo". South Pars viene considerato il più grande giacimento di gas al mondo, di proprietà sia dell'Iran che del Qatar. 


A Riad, la capitale dell'Arabia Saudita, si sono uditi diversi forti boati e alcuni residenti hanno ricevuto per la prima volta avvisi sui cellulari che li mettevano in guardia da una minaccia aerea ostile. Lo riporta Times of Israel citando Reuters.


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha ancora preso una decisione definitiva sull'eventualità di inviare forze di terra in Iran per sequestrare il materiale nucleare del Paese. Lo hanno riferito a Cbs News fonti a conoscenza della questione. In conversazioni private, Trump ha detto a persone a lui vicine: "Ho molte decisioni da prendere". Trump ritiene che le capacita' militari dell'Iran siano state drasticamente ridotte ma è preoccupato per la capacita' iraniana di posare mine, hanno aggiunto le fonti, secondo cui il presidente teme che gli iraniani possano ostacolare il traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz.


"Trump non è interessato a farci entrare nei tipi di pantani a lungo termine che abbiamo visto negli ultimi anni", ha dichiarato oggi il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, specificando che "conosco il presidente. Conosco il modo in cui pensa alla sicurezza nazionale americana. Con questo presidente, non c'è assolutamente alcun rischio". "L'Iran non può avere un'arma nucleare, e lui è disposto a intervenire, diplomaticamente, idealmente, ma anche militarmente, se necessario, per assicurarsi che ciò non accada", ha specificato Vance.


Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che l'Idf ha attaccato e distrutto altri due ponti sul fiume Litani, nel Libano meridionale, utilizzati a suo dire per il contrabbando di armi e per consentire ai membri di Hezbollah di dirigersi verso sud. La scorsa settimana, l'esercito aveva già colpito un primo ponte sul fiume, e questa mattina l'Idf aveva fatto sapere che avrebbe preso di mira altri viadotti per interrompere i movimenti dei terroristi dell'organizzazione sciita.


"L'assassinio" di Ali Larijani "dimostra la sua importanza e l'odio che i nemici dell'Islam nutrono nei suoi confronti. Gli anti-islamisti devono comprendere che versare questo sangue ai piedi dell'albero del sistema islamico non fa che rafforzarlo. E naturalmente, ogni sangue ha un prezzo che i criminali assassini dei martiri dovranno presto pagare". Lo ha dichiarato la Guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei in un messaggio di condoglianze per l'uccisione di Ali Larijani, secondo quanto riportato da Tasnim. Khamenei ha descritto Larijani come "una figura di spicco" nella Repubblica islamica.


Gli impianti di Gnl di Ras Laffan, in Qatar, sono in fase di evacuazione. Lo scrive Times of Israel citando Reuters: una fonte informata ha affermato che l'evacuazione è stata disposta a seguito della minaccia iraniana di attaccare le infrastrutture energetiche del Golfo. L'Iran ha emesso un avviso di evacuazione per diverse infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, affermando che sarebbero state colpite da attacchi "nelle prossime ore", come riportato in precedenza dai media statali iraniani. Ras Laffan è un importante polo energetico del Qatar.


E' salito a 968 morti e 2.432 feriti il bilancio della nuova offensiva delle Forze di difesa di Israele (Idf) in Libano, avviata il 2 marzo a seguito del lancio di missili da parte del movimento sciita filo-iraniano Hezbollah. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese, precisando che tra le vittime figurano 77 donne, 116 bambini e 40 operatori sanitari.


"Se ci fosse qui Donald Trump gli direi di finirla al più presto, perché il pericolo dell'escalation è alle porte. Direi di lasciare stare il Libano, e questo messaggio va rivolto anche agli israeliani": bisogna "cercare di risolvere i problemi che ritengono esserci attraverso le vie pacifiche della diplomazia e del dialogo". Lo dice il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine della presentazione di un libro su Leone XIV alla Camera.


La Forza d'interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) ha lanciato l'allarme sul "preoccupante peggioramento" della situazione nel sud del Paese, dove l'intensità degli scontri tra il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah e le Forze di difesa di Israele (Idf) continua ad aumentare, mentre prosegue l'offensiva aerea e terrestre israeliana. In una dichiarazione, la forza Onu ha segnalato "intensi scambi di fuoco", una "intensificazione delle operazioni aeree e terrestri" e una "maggiore presenza" di forze israeliane in territorio libanese, definendo questi sviluppi "profondamente preoccupanti". Unifil ha inoltre espresso preoccupazione per la ripresa degli ordini di evacuazione emessi dalle Idf e da Hezbollah, "che colpiscono i civili su entrambi i lati della Linea blu (il confine de facto tra Libano e Israele)".


Tre aerei privati parcheggiati all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in Israele, sono stati danneggiati negli ultimi giorni a causa dell'impatto di frammenti di missili intercettati, provenienti dall'Iran. Lo riferisce il sito web d'informazione Ynet, secondo cui, non ci sono stati feriti negli attacchi. Uno degli aerei avrebbe preso fuoco e sarebbe stato completamente distrutto. 


Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica (Irgc, pasdaran) ha annunciato la 62ma ondata di attacchi contro obiettivi di Stati Uniti e Israele, riferendo di aver preso di mira con missili avanzati e droni di precisione "tutte le basi statunitensi in tutta la regione e i punti di raccolta militari israeliani, oltre ai centri di supporto al combattimento". I pasdaran hanno riferito di aver colpito obiettivi ad Haifa, Tel Aviv, e Beersheba, e le basi Usa Ali Al Salem e Arifjan (in Kuwait), Victoria (in Iraq), Al Kharj (in Arabia Saudita), Al Udeid (in Qatar), Al Udeirah e Al Dhafra (negli Emirati Arabi Uniti), Al Azraq (in Giordania), e la quinta base navale in Bahrain. 


La futura portarerei francese, chiamata a prendere il posto dell'attuale ammiraglia Charles de Gaulle nel 2038, si chiamerà 'France Libre': è quanto annunciato dal presidente, Emmanuel Macron, presentando il progetto di futuro colosso dei mari nei cantieri del gruppo Naval Group. France Libre è il nome dello storico movimento di resistenza fondato dalla stesso De Gaulle durante la Seconda Guerra Mondiale.


L'attacco alla base aerea tedesca di Al Azraq, in Giordania, avvenuto all'inizio della scorsa settimana, è stato più grave di quanto si pensasse in precedenza. Le immagini satellitari, secondo quanto riferito dal settimanale tedesco Der Spiegel mostrano che gran parte di un edificio adibito ad alloggi nella sezione tedesca della base è stata completamente distrutta dall'impatto. Un grande cratere si apre ora nell'edificio a un solo piano dove solitamente dormono i soldati tedeschi.


Il governo degli Emirati Arabi Uniti ha condannato l'attacco al giacimento iraniano di gas di South Pars, affermando che "prendere di mira le infrastrutture energetiche" legate a tale stabilimento "rappresenta una minaccia per la sicurezza energetica globale" e costituisce "una pericolosa escalation". Lo si legge in un comunicato del ministero degli Esteri emiratino, rilasciato dopo la notizia dell'attacco. Colpire infrastrutture energetiche, si legge nella nota, minaccia la stabilità della regione e dei suoi abitanti, e "comporta inoltre gravi ripercussioni ambientali ed espone i civili, la sicurezza marittima e le infrastrutture civili e industriali vitali a rischi diretti". Abu Dhabi ha sottolineato la necessità di "evitare in qualsiasi circostanza di prendere di mira infrastrutture vitali, evidenziando l'importanza di rispettare il diritto internazionale e di preservare la sicurezza e la stabilità nella regione". L'attacco è stato eseguito dall'esercito israeliano in coordinamento con gli Stati Uniti, ha riferito una fonte israeliana al sito di informazione statunitense Axios.


Ora anche gli impianti petroliferi legati agli Stati Uniti presenti nella regione del Golfo potrebbero essere presi di mira, insieme alle basi militari. Lo ha dichiarato il comandante della marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (pasdaran, Irgc), Alireza Tangsiri. In un post su X. "Con l'aggiornamento del database degli obiettivi, gli impianti petroliferi collegati agli Stati Uniti saranno equiparati alle basi americane e saranno oggetto di attacchi", si legge nel messaggio di Tangsiri. "Avvertiamo i cittadini e i lavoratori di stare lontani da queste strutture", ha aggiunto. 


L'Iran non ha tentato di ricostruire gli impianti di arricchimento dopo l'attacco americano del giugno 2025. Lo ha detto la direttrice dell'intelligence americana Tulsi Gabbard in un'audizione, smentendo Donald Trump e la posizione ufficiale della Casa Bianca. La numero uno dell'agenzia ha poi nella sua testimonianza ha aggiustato il tiro. "Prima dell'operazione Epic Fury, l'Iran stava cercando di riprendersi dagli attacchi di giugno e continuava a rifiutarsi di rispettare gli obblighi dell'Aiea", ha dichiarato. 


Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver colpito decine di siti infrastrutturali attribuiti al movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah "in tre diverse zone del Libano". In una nota su Telegram, le Idf hanno precisato di aver colpito i centri di comando di Hezbollah a Beirut, oltre "ai numerosi altri centri di comando colpiti durante la notte" nella capitale libanese. Sono stati danneggiati "tre siti di lancio nella zona della Bekaa, in profondità nel territorio libanese. Da questi siti, i terroristi di Hezbollah lanciano razzi verso lo Stato di Israele", sottolineano le Idf. Colpiti anche lanciatori e depositi di armi "destinati a essere utilizzati dai terroristi dell'organizzazione per compiere attacchi terroristici contro i militari e i civili israeliani", si legge nella nota.


"Gli alleati della Nato stanno lavorando insieme per trovare il modo migliore per riaprire alla navigazione lo Stretto di Hormuz". È quanto dichiarato dal Segretario generale della Nato, Mark Rutte, durante una conferenza stampa con i ministri della Difesa e degli Esteri norvegesi, Tore O. Sandvik ed Espen Barth Eide. "Per quanto riguarda l'Iran e il rischio che si doti di capacità nucleari o missilistiche balistiche - ha sottolineato Rutte - come Nato abbiamo sempre affermato collettivamente che ciò non può accadere, quindi è fondamentale che le sue capacità missilistiche, balistiche e nucleari vengano gravemente indebolite".


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha temporaneamente sospeso per 60 giorni il Jones Act, una legge introdotta nel 1920 per ridurre i costi di trasporto di petrolio, gas e altre materie prime negli Usa: ad annunciarlo la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. "La decisione del presidente Trump di concedere una deroga di 60 giorni al Jones Act è solo un altro passo per mitigare le perturbazioni a breve termine del mercato petrolifero, mentre le forze armate statunitensi continuano a raggiungere gli obiettivi dell'Operazione Epic Fury", ha dichiarato Leavitt in un comunicato. "L'amministrazione resta impegnata a continuare a rafforzare le nostre catene di approvvigionamento critiche". La mossa autorizza le navi battenti bandiera straniera a trasportare una serie di merci tra i porti statunitensi per i prossimi 60 giorni. La deroga è stata presentata dall'amministrazione Trump come un modo per agevolare la spedizione di prodotti energetici vitali per la sicurezza nazionale e prevenire carenze che potrebbero interrompere le operazioni militari.


Il presidente israeliano Isaac Herzog ha visitato il luogo dell'attacco missilistico iraniano a Ramat Gan, città israeliana della periferia est di Tel Aviv dove la notte scorsa sono stati uccisi due civili. Secondo quanto riferito dal suo ufficio, Herzog ha commentato: "Persone innocenti sono state uccise la scorsa notte da un feroce missile balistico proveniente dall'Iran. Siamo una coalizione di nazioni moderate che vogliono cercare la pace nella regione. Di fronte a noi c'è un impero del male con proxy, tutti riconducibili a Teheran". Secondo il presidente israeliano, "andando avanti e con il verificarsi di ulteriori sviluppi in Iran attraverso le nostre azioni, vedremo un cambiamento anche tra il popolo iraniano". "Voglio augurare al popolo dell'Iran, mentre si appresta a celebrare il Capodanno, il Nowruz, che spero porti un cambiamento. Meritano molto di più, ma per ottenerlo è nelle loro mani svegliarsi e chiedere un cambiamento", ha dichiarato.


Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno emesso un avviso di evacuazione per gli impianti petrolchimici in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato mercoledì dai media statali citati da Iran International. L'avviso è giunto dopo che raid israeliani hanno colpito alcune parti degli impianti di gas di South Pars, in Iran.


La Svezia ha convocato l'ambasciatore dell'Iran per protestare contro l'esecuzione di uno dei suoi cittadini. "Il ministero degli Esteri ha fermamente condannato l'applicazione della pena di morte, così come il processo iniquo che l'ha determinata. La pena di morte è una punizione disumana, crudele e irreversibile. La Svezia, come il resto dell'Ue, ne condanna l'applicazione in ogni circostanza", ha dichiarato il ministero in un comunicato.


La televisione di Stato iraniana ha diffuso una minaccia, affermando che la Repubblica Islamica avrebbe attaccato le infrastrutture petrolifere e del gas in Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. L'Iran ha minacciato in particolare la raffineria Samref dell'Arabia Saudita e il suo complesso petrolchimico di Jubail. Ha inoltre minacciato il giacimento di gas Al Hasan degli Emirati Arabi Uniti, nonché gli impianti petrolchimici e una raffineria in Qatar. La notizia arriva dopo che l'Iran ha dichiarato che il suo giacimento di gas South Pars e le relative infrastrutture sono stati oggetto di un attacco mercoledì mattina.


La prossima decisione di Donald Trump sarà se, a prescindere dai rischi, sequestrare o distruggere il materiale nucleare iraniano quasi a livello di bomba che si ritiene sia immagazzinato ancora sotto una montagna a Isfahan. Lo riporta il New York Times, secondo il quale l'operazione sarebbe fra le più audaci e rischiose della storia americana, di gran lunga più complessa dell'uccisione di Osama bin Laden o della cattura di Nicolas Maduro. Nessuno sa infatti con esattezza dove si trova tutto il combustibile, senza contare che se i contenitori venissero perforati fuoriuscirebbe gas tossico e radioattivo. Se invece i contenitori si avvicinassero troppo, il pericolo sarebbe quello di una reazione nucleare accelerata.


La Svezia ha reso noto che l'Iran ha giustiziato un cittadino svedese arrestato dalle autorità di Teheran nel giugno 2025. "È con sgomento che ho appreso della notizia dell'esecuzione di un cittadino svedese avvenuta oggi in Iran", ha dichiarato la ministra degli Esteri Malmer Stenergard in un comunicato citato dall'agenzia Tt.


Si sono riuniti stamane, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto e del sottosegretario con la delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i vertici militari e dell'intelligence. Si tratta di un incontro di aggiornamento sulla crisi nell'area del Golfo e in tutto il Medioriente.


Dopo la notizia dell'attacco all'impianto petrolifero iraniano a Asaluyeh, si è registrato un rincaro del prezzo del petrolio. Il greggio Wti che in mattinata perdeva terreno con un ribasso di oltre il 3%, ha cambiato subito andamento e ora è risalito a 95,5 dollari al barile con un calo dello 0,7%.


L'esercito israeliano e lo Shin Bet hanno comunicato che durante gli attacchi di domenica sulla città libanese di Sidone, è stato ucciso un importante funzionario che si occupava della raccolta fondi per Hamas. Si tratta di Wissam Mustafa Hussein Taha che secondo l'intelligence dello Stato ebraico si adoperava "per raccogliere centinaia di milioni di dollari in tutto il mondo" per l'organizzazione.


Alcuni impianti dell'industria petrolifera situata nel giacimento di South Pars, nella regione di Asaluyeh, nel sud dell'Iran, sono stati attaccati. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, riferendo che si tratta di un'operazione congiunta tra Stati Uniti e Israele. Non sono stati resi noti i dettagli dell'attacco. South Pars è il più grande giacimento di gas naturale al mondo, situato nel Golfo Persico e la sua proprietà è condivisa tra Iran e Qatar.


Le forze armate iraniane hanno affermato di aver lanciato attacchi contro aerei in fase di rifornimento all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in Israele, in rappresaglia per l'assassinio di Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano. Lo rende noto l'agenzia di stampa Fars. "Da stamattina, in segno di rappresaglia per il sangue dei coraggiosi soldati della fregata Dena, i martiri Ali Larijani e Gholamreza Soleimani (comandante dei Basij, la forza paramilitare dei pasdaran), le postazioni di rifornimento strategico dell'esercito sionista (israeliano) presso l'aeroporto Ben Gurion sono state attaccate dai droni", si legge in una dichiarazione delle forze armate iraniane.


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Il presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha presieduto stamane a Baabda, a est di Beirut, una riunione di sicurezza dedicata all'esame della "situazione nel Paese alla luce del persistere delle aggressioni israeliane e delle loro conseguenze". Lo riferisce una nota della presidenza. Secondo il comunicato, i vertici militari e di sicurezza hanno illustrato un quadro segnato dall'estensione delle operazioni israeliane dal sud alla Bekaa fino a Beirut e alla periferia sud, con un bilancio crescente di uccisi, feriti, sfollati e distruzioni di proprietà. Solo a Beirut nelle ultime ore sono state uccise 12 persone dai raid israeliani in pieno centro della capitale. Alla riunione di Baabda hanno partecipato, tra gli altri, i ministri della difesa e dell'interno, il comandante dell'esercito libanese e i responsabili delle principali agenzie di sicurezza e intelligence. Nel corso dell'incontro è stata esaminata anche la situazione al confine libano-siriano e il coordinamento in atto con le autorità della vicina Siria per "garantire la stabilità". I partecipanti hanno inoltre discusso della presenza dei siriani in Libano e delle misure adottate dalla Sicurezza generale per favorirne il rientro. Aoun ha sottolineato la "piena prontezza" delle forze armate e delle istituzioni di sicurezza, invitando a un discorso politico "improntato all'unità nazionale e al rifiuto delle divisioni comunitarie e delle provocazioni". Il capo dello Stato ha richiamato anche il ruolo dei media e dei social network nel "contenere tensioni". Il presidente ha chiesto a governatori, prefetti e municipalità di coordinarsi con le istituzioni di sicurezza per rafforzare la gestione dell'emergenza, in particolare garantendo nuovi centri di accoglienza per gli sfollati e monitorando prezzi e speculazioni sul mercato.


Il ministro della difesa iraniano, Israel Katz, ha confermato l'uccisione di Ismail Khatib, ministro dell'Intelligence iraniano. Ha poi aggiunto: "Nel corso della giornata, sono previste importanti sorprese su tutti i fronti che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l'Iran e Hezbollah", ha aggiunto Katz, annunciando ad esempio la distruzione di tutti i ponti sul fiume Litani nel sud del Libano. "Siamo nel mezzo di una fase decisiva. La politica di Israele è chiara e inequivocabile: nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel mirino".


Emmanuel Macron, durante una conferenza stampa, ha ribadito il netto rifiuto già opposto alla richiesta americana di partecipare alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz. "La Francia non prenderà parte al conflitto in Iran", ha detto il presidente francese. "Non è una guerra scelta dalla Francia, ne rimarremo fuori. La Francia non si lascerà costringere a partecipare e non si unirà alle operazioni militari in corso". 


La Nato ha deciso di inviare un ulteriore sistema di difesa aerea Patriot Pac-3 nel sud della Turchia. Lo ha comunicato l'Alleanza atlantica dopo che nelle ultime settimane per tre volte è stato necessario attivare le difese per intercettare missili iraniani diretti verso la base aerea di Incirlik, ad Adana. L'unità Patriot andrà ad affiancare i due sistemi spagnoli già presenti e a quello dispiegato a Malatya. 


È salito a 12 morti e 41 feriti il bilancio dei raid israeliani su alcuni quartieri densamente popolati nel centro di Beirut. Lo rende noto il ministero della Sanità libanese.


In un'intervista rilasciata ad Al Jazeera, Araghchi ha toccato anche il tema dello Stretto di Hormuz proponendo agli altri Paesi del Golfo di sedersi a un tavolo al termine del conflitto e rinegoziare il protocollo di passaggio delle navi attraverso il collo di bottiglia: "Bisogna garantire che una navigazione sicura attraverso quelle acque avvenga a determinate condizioni, allineate agli interessi iraniani e della regione".


La posizione dell'Iran contro lo sviluppo di armi nucleari non cambierà in modo significativo, lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ad Al Jazeera. Araghchi ha infatti spiegato che Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema iraniana, deve ancora esprimere pubblicamente la sua opinione su una eventuale fatwa, vale a dire un parere giuridico o un'interpretazione dotta basata sulla legge sacra. Ali Khamenei, nei primi anni Duemila, si era opposto allo sviluppo di armi di distruzioni di massa promulgando proprio un editto religioso. Al momento non è chiaro se, con il figlio a capo della Repubblica islamica, la dottrina nucleare sia destinata a cambiare. 


"Noi siamo sempre stati leali con gli Stati Uniti e con qualsiasi presidente, ma questa guerra non coinvolge un'area di competenza della Nato". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ospite di Agorà su Rai3, ha risposto alle lamentele mosse da Donald Trump agli alleati, criticati per aver preferito rimanere fuori dal conflitto in Medio Oriente. "Noi rimaniamo a presidiare la libertà di navigazione nel Mar Rosso e nella lotta anti-pirateria nell'area più orientale e naturalmente siamo a difesa di Cipro perché è un paese europeo che è stato attaccato", ha aggiunto il vicepremier. "Non siamo in guerra, nessuno ci ha chiesto di entrare in guerra. Israele e Usa hanno attaccato senza dirci nulla".


Un raid mirato israeliano ha preso di mira un alto ufficiale di Teheran, in particolare il ministro dell'Intelligence ismail Khatib. Lo ha confermato un funzionario israeliano dopo le prime notizie diffuse da Iran International. Khatib ha ricoperto l'incarico sia nel governo di Ebrahim Raisi sia in quello di Pezeshkian. Sono ancora in corso le valutazioni dell'Idf sul risultato dell'attacco, ma da una prima analisi sembra che Khatib sia stato ucciso. 


"Ricorreremo ad armi aggiuntive che non abbiamo ancora utilizzato nel conflitto". Lo ha annunciato un portavoce delle forze armate iraniane in un discorso trasmesso dalla tv di Stato di Teheran. Si attende dunque una ulteriore escalation del conflitto. 


I servizi segreti israeliani avrebbero contattato alcuni comandanti iraniani, avvertendo loro e le loro famiglie di tenersi alla larga in caso di qualsiasi rivolta. Lo riferisce il Wall Street Journal dopo aver avuto accesso alla registrazione di una telefonata di un agente del Mossad. Gli 007 di Tel Aviv sarebbero in contatto con i singoli comandanti.

In una telefonata a un alto comandante della polizia iraniana, l'agente dice: "Sappiamo tutto di te, sei nella nostra lista nera e abbiamo tutte le informazioni che ti riguardano. Ti ho chiamato per avvertirti in anticipo che dovresti stare dalla parte del tuo popolo. E se non lo farai, il tuo destino sarà lo stesso del tuo leader. Mi senti?". L'ufficiale risponde: "Fratello, lo giuro sul Corano, non sono tuo nemico. Sono già un uomo morto. Per favore, venite ad aiutarci".


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Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che, una volta terminato il conflitto, servirà definire "un nuovo protocollo" sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, messo a punto dai Paesi che vi si affacciano, in quanto "parti principali su questa questione". "Credo che, una volta terminata la guerra, il primo passo debba essere la stesura di un nuovo protocollo per lo Stretto di Hormuz - ha detto Araghchi in un'intervista ad Al Jazeera - naturalmente questo dovrebbe essere messo a punto dai Paesi che si affacciano sullo Stretto, in quanto parti principali su questa questione, e dovrebbe garantire che il passaggio sicuro attraverso lo Stretto avvenga a determinate condizioni".


Quotazioni del greggio in calo questa mattina sui mercati asiatici. Il future a un mese sul Brent viaggia a quota 100,91 dollari al barile, mentre ieri sera a New York era a quota 103,42 dollari. Il Wti, il petrolio di riferimento statunitense, è a quota 92,08 dollari (-3,61%). Lo stretto di Hormuz resta bloccato. Ieri una petroliera è stata colpita da un proiettile al largo della costa di Fujairah, dove è stato colpito anche un importante snodo per l'esportazione di petrolio che aggira il passaggio di Hormuz.


Un nuovo attacco israeliano ha colpito il quartiere di Zuqaq al-Blat, nel centro di Beirut, secondo quanto riportato dai media statali. Si tratta del secondo attacco in quest'area densamente popolata dalle prime ore del mattino, senza alcun preavviso. Un'esplosione è stata udita in tutta la capitale e la diretta televisiva dell'Afptv ha mostrato colonne di fumo levarsi dalla zona. Un edificio a Bashoura, sempre nel centro di Beirut, era stato colpito in precedenza, dopo un avvertimento israeliano.


La Protezione civile libanese riferisce che 11 membri del proprio personale sono rimasti feriti in un attacco israeliano avvenuto nella notte nella città meridionale di Nabatieh. Secondo le autorità libanesi, dall'inizio dei raid il 2 marzo, gli attacchi israeliani hanno causato almeno 912 morti e oltre un milione di sfollati nel Paese, evidenziando un forte aggravamento della crisi umanitaria nel sud del Libano.


Gli Emirati Arabi Uniti e altri Paesi del Golfo stanno sollecitando gli Stati Uniti a colpire in modo decisivo l'Iran e renderlo del tutto inoffensivo prima di qualsiasi accordo che ponga fine al conflitto, ritenendo la Repubblica islamica una minaccia esistenziale. È quanto si legge sul quotidiano statunitense Wall Street Journal. Secondo Abu Dhabi, oltre 2.000 missili sono stati lanciati contro gli Emirati Arabi Uniti dall'inizio della guerra, più dell'80% dei quali diretti contro infrastrutture civili - tra cui impianti petroliferi, aeroporti e porti - con conseguenti vittime e danni diffusi. Nonostante ciò, i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo hanno evitato una risposta diretta, limitandosi alla difesa. Il ministro dell'Industria emiratino, Sultan al Jaber, ha sottolineato che un eventuale accordo per la fine delle ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran dovrà includere non solo il programma nucleare iraniano, ma anche missili balistici e reti di gruppi alleati nella regione. Per il momento, Teheran si dice disponibile a discutere un cessate il fuoco solo in cambio di riparazioni e garanzie contro futuri attacchi, sostenendo di colpire esclusivamente obiettivi statunitensi: un'affermazione respinta dai Paesi del Golfo, che denunciano attacchi indiscriminati contro civili. La crisi nello stretto di Hormuz - snodo chiave per il petrolio e il gas globali - è definita dagli Emirati una "guerra economica globale", con rischi concreti di aumento dell'inflazione e rallentamento economico a livello mondiale.


Le Forze di difesa israeliane hanno riferito di aver colpito a Teheran centri di comando, siti missilistici e altre infrastrutture tramite una nuova ondata di raid aerei. Tra gli obiettivi figurano un centro di comando dei Guardiani della rivoluzione, incaricato della gestione dell'ordine pubblico e delle proteste, e una struttura logistica delle forze di sicurezza interne. Colpiti anche un centro di comando della difesa missilistica e sistemi di difesa aerea, secondo fonti militari israeliane.


Almeno quattro persone sono morte in un attacco israeliano che ha preso di mira quattro case nella città di Sahmar, nella valle della Bekaa, in Libano. Lo riporta l'agenzia di stampa libanese Nna.


L'uccisione del segretario del Consiglio supremo per la sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, non destabilizza il sistema politico iraniano. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista ad Al Jazeera. "Non capisco perché americani e israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica Islamica dell'Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate - ha dichiarato Araghchi - la presenza o l'assenza di un singolo individuo non intacca questa struttura".


L'Iran ha giustiziato un uomo accusato di spionaggio per conto del Mossad israeliano. Lo ha riferito l'agenzia d'informazione Tasnim. La condanna a morte, approvata dalla Corte suprema, è stata inflitta a un individuo che avrebbe fornito ai servizi di intelligence israeliani immagini e informazioni su aree sensibili del Paese. Secondo le autorità, l'uomo sarebbe stato reclutato online mentre si trovava in Svezia e arrestato a Savojbolagh dai Guardiani della rivoluzione lo scorso giugno, durante il conflitto di 12 giorni con Israele. Al momento dell'arresto era in possesso di apparecchiature avanzate per comunicazioni e raccolta di informazioni.


Le Forze di difesa israeliane hanno ordinato ai residenti di diversi villaggi del sud del Libano, tra cui Khirbet Selm, Beit Yahoun, Sarafand e Deir Qanoun En Nahr, di lasciare immediatamente le proprie case e spostarsi a nord del fiume Zahrani, in vista di nuovi attacchi. Gli ordini di evacuazione sono stati estesi fino al Zahrani, circa 40 chilometri a nord del confine israeliano, oltre le precedenti linee fissate sul fiume Litani. Secondo il Consiglio norvegese per i rifugiati, le aree interessate coprono oltre 1.470 chilometri quadrati, pari a circa il 14% del territorio libanese complessivo. Nelle ultime ore attacchi israeliani sono stati segnalati nella valle della Bekaa, tra cui Sahmar e Yahmar, oltre che a Beirut e nel sud del Paese. Nel centro della capitale un bombardamento ha causato il crollo di un intero palazzo. Le autorità libanesi riferiscono di almeno sei morti a Beirut e undici nel sud del Paese.


Il capo dell'esercito iraniano, il generale Amir Hatami, ha dichiarato che l'uccisione di Ali Larijani sarà "vendicata". "Il suo sangue puro e quello degli altri amati martiri sarà vendicato", ha assicurato il generale Hatami in un comunicato diffuso dall'agenzia Tasnim, dopo la morte del capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, ucciso insieme a molti altri in un attacco israeliano a Teheran.


Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che due raid israeliani sul centro di Beirut avvenuti nelle prime ore di oggi hanno ucciso almeno sei persone e ne hanno ferite altre 24, precisando che il bilancio è preliminare. "Sul luogo sono stati recuperati anche resti umani e le loro identità saranno determinate tramite test del dna", si legge nella dichiarazione del dicastero.


Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato a tutte le sedi diplomatiche Usa nel mondo di avviare "immediatamente" valutazioni di sicurezza di emergenza, citando "la situazione in corso e in evoluzione in Medio Oriente e il rischio di ripercussioni", secondo un cablogramma inviato martedì e visionato dal Washington Post. Sebbene ordini simili siano stati inviati alle sedi diplomatiche in Medio Oriente nelle scorse settimane, l'ordine di martedì, firmato dal segretario di Stato americano Marco Rubio, rappresenta la prima volta che alle ambasciate viene chiesto di rivedere le proprie misure di sicurezza a causa della guerra con l'Iran.


"Poche ore fa, le forze statunitensi hanno impiegato con successo diverse munizioni a penetrazione profonda da 5.000 libbre contro siti missilistici iraniani fortificati situati lungo la costa iraniana, in prossimità dello Stretto di Hormuz. I missili da crociera antinave iraniani presenti in questi siti rappresentavano un pericolo per la navigazione internazionale nello stretto". È quanto si legge in un post dell'account X del CentCom, il Comando Centrale degli Stati Uniti.


Due persone sono morte per le gravi ferite riportate nell'impatto di un missile balistico iraniano nel sobborgo di Ramat Gan, a Tel Aviv. Lo annunciano i servizi di emergenza israeliani.


Due persone sono rimaste gravemente ferite alla periferia di Tel Aviv e la stazione ferroviaria di Savidor devastata dall'ultimo lancio di missili dall'Iran. Frammenti di missile sono caduti nel cortile di una scuola a Gerusalemme. Lo riferiscono i soccorritori.

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