LIVE
Ultimo aggiornamento: 2 mesi fa
Speciale Guerra in Iran

GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

Iran, il Presidente Pezeshkian agli Usa: "Mettete l'America al primo posto o agite per Israele?" | 007 Usa: "Teheran non disposto a trattative sul fine guerra"

Golfo ancora sotto attacco, gli Emirati vietano ingresso agli iraniani. Nella notte italiana attesa per un discorso di Trump alla nazione

01 Apr 2026 - 23:40
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Ansa

© Ansa

Falliti tutti i tentativi di pace, in Medio Oriente missili e aerei militari continuano a colpire Iran, Israele e i Paesi del Golfo. Un nuovo raid con droni ha mandato in fiamme un deposito di carburanti nell'aeroporto nazionale del Kuwait, mentre gli Usa hanno iniziato a usare i bombardieri B-52 per colpire obiettivi strategici nel territorio di Teheran. Nella serata americana, la notte italiana tra mercoledì e giovedì, Donald Trump terrà un discorso sulla situazione in Iran dopo che nelle scorse ore ha predetto: "La guerra durerà ancora due o tre settimane". Tensioni tra Washington e la Nato, la Casa Bianca avverte: "Al termine del conflitto, dovremo riesaminare il rapporto". Rapita a Baghdad la freelance americana Shelly Kittleson, avviate le ricerche. Dopo 21 ore dall'ultimo attacco, missili iraniani hanno ripreso a piovere su Israele. Quattro sarebbero caduti nel centro del Paese causando almeno 18 feriti. Il Presidente della Repubblica dell'Iran, Masoud Pezeshkian, in una lettera aperta a tutti i cittadini degli Stati Uniti ha voluto sottolineare come il suo Paese "non prova nessuna ostilità verso i cittadini comuni", ponendosi però un interrogativo: se gli Stati Uniti stessero mettendo "l'America al primo posto" con la guerra all'Iran o se stessero agendo come "strumento" di Israele.


L'Iran non è disposto ad avviare negoziati sostanziali per mettere fine alla guerra perché non crede agli Stati Uniti e non ritiene Donald Trump serio nelle trattative. Lo riporta il New York Times citando diverse agenzie di intelligence americane, secondo le quali Teheran si ritiene in una posizione di forza nel conflitto e non ritiene di dover accogliere le richieste americane.


Gli Stati Uniti stanno parlando con il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che è abbastanza ragionevole. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Abc registrata martedì, secondo quanto riferito dal giornalista che l'ha condotta su X. Trump - aggiunge Abc - ha poi aggiunto, in tono quasi di minaccia: "sappiamo dove vive". Il riferimento è a tutti i leader del regime iraniano uccisi nei raid.


L'ex ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharazi è rimasto "gravemente ferito" e ricoverato in ospedale dopo che la sua casa a Teheran è stata colpita da attacchi aerei di Israele e Usa. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale iraniana Nournews, secondo cui la moglie di Kharazi è rimasta uccisa nell'attacco. L'ex ministro è stato in carica dal 1997 al 2005 e in seguito è stato consigliere dell'ex Guida suprema Ali Khamenei.


Il Pentagono ha presentato a Donald Trump un piano per sequestrare i quasi 500 chilogrammi di uranio altamente arricchito in Iran. Lo riporta il Washington Post, sottolineando che il piano è stato richiesto dal presidente e gli è presentato nell'ultima settimana. L'operazione prevede il trasporto aereo di attrezzature per scavare e la costruzione di una pista di atterraggio per consentire a velivoli cargo di prelevare il materiale radioattivo. A Trump sono stati spiegati i rischi operativi della missione.


Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera aperta agli americani ha sollevato dubbi sul fatto che gli Stati Uniti stessero mettendo "l'America al primo posto" con la guerra all'Iran o se stessero agendo come "strumento" di Israele. "Non è forse evidente che Israele ora mira a combattere l'Iran fino all'ultimo soldato americano e all'ultimo dollaro del contribuente americano, scaricando il peso delle sue illusioni sull'Iran, sulla regione e sugli stessi Stati Uniti, perseguendo interessi illegittimi?", si è chiesto Pezeshkian, senza fare allusioni al cessate il fuoco che, secondo Donald Trump, Teheran ha chiesto agli Usa.


Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera aperta al popolo americano ha respinto le descrizioni dell'Iran come una minaccia alla sicurezza, definendo il suo Paese "un'antica civiltà con una solida tradizione difensiva". Lo scrivono i media internazionali. Pezeshkian ha però avvertito inoltre che gli attacchi contro il popolo iraniano "hanno conseguenze che si estendono ben oltre i confini dell'Iran", in una minaccia apparentemente velata. "Nella sua storia moderna, l'Iran non ha mai scelto la via dell'aggressione, dell'espansione, del colonialismo o del dominio... L'Iran non ha mai iniziato una guerra. Eppure ha respinto con risolutezza e coraggio coloro che lo hanno attaccato". "Presentare l'Iran come una minaccia non è coerente né con la realtà storica né con i fatti osservabili oggi. Tale percezione è il prodotto dei capricci politici ed economici dei potenti: la necessità di crearsi un nemico per giustificare le pressioni, mantenere il predominio militare, sostenere l'industria degli armamenti e controllare i mercati strategici", prosegue il presidente iraniano.


"Il popolo iraniano non nutre alcuna ostilità verso altre nazioni, inclusi gli americani, gli europei o i paesi confinanti. Anche di fronte a ripetuti interventi e pressioni straniere nel corso della loro gloriosa storia, gli iraniani hanno sempre tracciato una netta distinzione tra i governi e i popoli che governano. Questo è un principio profondamente radicato nella cultura e nella coscienza collettiva iraniana, non una posizione politica temporanea". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera indirizzata agli americani, diffusa dal media statale Press TV. "Le recenti aggressioni americane lanciate proprio da queste basi hanno dimostrato quanto minacciosa sia una tale presenza militare. Naturalmente, nessun Paese, di fronte a tali condizioni, rinuncerebbe a rafforzare le proprie capacità difensive. Ciò che l'Iran ha fatto - e continua a fare - è una risposta misurata, fondata sulla legittima autodifesa, e non costituisce in alcun modo l'inizio di una guerra o di un'aggressione", ha spiegato. "Le relazioni tra Iran e Stati Uniti non erano inizialmente ostili, e le prime interazioni tra i popoli iraniano e americano non furono caratterizzate da ostilità o tensione. Il punto di svolta, tuttavia, fu il colpo di stato del 1953, un intervento illegale americano volto a impedire la nazionalizzazione delle risorse iraniane. Quel colpo di stato interruppe il processo democratico iraniano, ristabilì la dittatura e seminò una profonda sfiducia tra gli iraniani nei confronti delle politiche statunitensi", ha aggiunto.


"Il testo di un'importante lettera del presidente Pezeshkian al popolo americano sarà pubblicata nelle prossime ore". È quanto ha annunciato con un post su X Mehdi Tabatabei, dell'ufficio della comunicazione del presidente iraniano. L'annuncio arriva a poche ore dall'atteso discorso alla nazione di Donald Trump che, secondo quanto anticipato, dovrebbe dare un aggiornamento sulla guerra con l'Iran, rivendicando i successi degli Usa. 


Donald Trump minacciò di interrompere la fornitura di armi all'Ucraina per esercitare pressioni sugli alleati europei affinché si unissero a una "coalizione dei volenterosi" per riaprire lo Stretto di Hormuz: lo scrive il Financial Times. Il mese scorso il presidente Usa chiese alla Nato di aiutarlo a riaprire lo stretto, ma fu respinto dalle capitali europee. Tre funzionari a conoscenza delle discussioni hanno affermato che Trump rispose minacciando di interrompere le forniture al Purl, l'iniziativa della Nato per l'approvvigionamento di armi all'Ucraina finanziata dai Paesi europei.


Il Pentagono sta valutando la possibilità di condurre due diversi attacchi di terra in Iran, tra cui l'attacco all'isola di Kharg, nello Stretto di Hormuz: è quanto pubblica The Atlantic, citando fonti dell'Amministrazione Trump. La seconda operazione riguarderebbe invece la cattura delle scorte di uranio arricchito immagazzinate dall'Iran, il che ne limitebbe le capacità nucleari militari; la decisione finale su un eventuale intervento terrestre spetta al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, la cui approvazione è ancora in sospeso. Il 28 marzo scorso il Centcom aveva reso noto l'arrivo nella zona della nave d'assalto anfibio USS Tripoli, con a bordo 2.500 Marines; altre unità anfibie stanno convergendo nella regione.


Le Forze di Difesa Israeliane affermano che due razzi lanciati da Hezbollah dal Libano poco fa sono caduti in aree aperte, non essendo stati intercettati secondo le procedure militari. I razzi hanno fatto scattare le sirene in tutto il centro di Israele. Al momento non si segnalano feriti.


Nel discorso alla nazione di questa sera, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump "fornirà un aggiornamento operativo sui progressi dell'Operazione Epic Fury, che sta raggiungendo o superando tutti i suoi obiettivi", ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca al giornale israeliano Times of Israel, osservando che potrebbe dire che il conflitto si prolungherà per altre due o tre settimane. "Metterà in evidenza il successo delle forze armate statunitensi nel raggiungimento di tutti gli obiettivi dichiarati prima dell'operazione", ha specificato il funzionario americano al giornale israeliano


videovideo

Migliaia di iraniani hanno partecipato oggi a Teheran ai funerali di Alireza Tangsiri, comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, ucciso da un attacco israeliano il 26 marzo. Il corteo funebre si è svolto nel giorno del 47/mo anniversario della Repubblica islamica, proclamata il 1/mo aprile 1979, all'indomani della Rivoluzione che rovesciò l'ultimo scià Mohammad Reza Pahlavi, ponendo fine a oltre 2.500 anni di monarchia. Al 33esimo giorno del conflitto che ha incendiato il Medio Oriente, i sostenitori della Repubblica islamica hanno gremito piazza Enghelab ('rivoluzione'), nel cuore della capitale. Un bambino teneva a braccia tese un cartello con la scritta in inglese 'Vengeance' ('Vendetta'), mentre la folla intonava all'unisono slogan tra cui 'Allah Akbar, Khamenei Rahbar' ('Dio è il più grande, Khamenei è la guida suprema'). Gli iraniani scesi in piazza hanno reso omaggio ai parenti caduti dall'inizio della guerra, tenendo in mano cartelli con i loro volti. A guidare il corteo, la bara di Tangsiri, considerato l'artefice del blocco dello stretto di Hormuz, nonché uno dei militari più conosciuti dai cittadini iraniani.


Durante una serie di raid aerei su Teheran avvenuti nella notte, l'aeronautica israeliana ha colpito circa 15 siti iraniani di produzione di armi. Lo riferisce l'esercito, secondo cui tra i siti individuati figurava un 'complesso centrale' del ministero della Difesa iraniano, destinato alla produzione e allo sviluppo di missili antiaerei 'avanzati'. Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver colpito anche sistemi di difesa aerea, siti di lancio e siti di produzione e stoccaggio di missili balistici e antiaerei nell'ambito dell'ondata di attacchi. Secondo quanto dichiarato dall'Idf, negli ultimi due giorni sono stati effettuati oltre 400 attacchi in Iran, utilizzando più di 650 munizioni.


JD Vance ha avuto contatti con gli intermediari per la guerra in Iran. Lo riporta Reuters citando alcune fonti, secondo le quali il vicepresidente avrebbe fatto sapere in via riservata che Donald Trump si sarebbe mostrato favorevole a un cessate il fuoco a condizione che venissero soddisfatte alcune richieste americane, fra le quali la riapertura dello Stretto di Hormuz. Vance ha anche comunicato che Trump sta perdendo la pazienza.


La coalizione dei Paesi che intendono impegnarsi per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz si riuniranno domani per discutere - a quanto si apprende - "un piano concreto" per la riapertura dello Stretto "quando le circostanze lo consentiranno". A coordinare sarà il ministero degli Esteri britannico, che riunirà i Paesi della coalizione, incluso quelli che hanno firmato la dichiarazione (in origine sottoscritta da Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Olanda e Giappone). A questo primo incontro seguiranno "riunioni tecniche" per definire i dettagli


"Siamo sconvolti dalla drammatica situazione in Libano, dove si contano già 1,2 milioni di sfollati interni, pari a circa il 25% della popolazione totale. Le operazioni militari israeliane in Libano e gli attacchi di Hezbollah devono cessare. Esortiamo Israele a rispettare pienamente la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e invitiamo tutte le parti, sia Hezbollah che Israele, a sospendere le azioni militari". È quanto dichiarano in una dichiarazione congiunta i ministri di Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Islanda, Italia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Moldavia, Norvegia, Polonia, San Marino, Spagna e Svezia.


Sono in corso trattative fra gli Stati Uniti e l'Iran su un cessate il fuoco in cambio dell'apertura dello Streetto di Hormuz. Lo riporta Axios citando tre fonti americane, secondo le quali non è ancora chiaro se un accordo può essere raggiunto.


Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha smentito le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui Teheran avrebbe richiesto un cessate il fuoco, definendole "false e senza fondamento". Lo riporta Press Tv. In un post su Truth, Trump ha affermato che prenderà in considerazione una tregua solo dopo la riapertura dello stretto di Hormuz.


Le Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane hanno rivendicato l'attacco nelle acque territoriali del Qatar alla petroliera noleggiata dalla compagnia statale qatarina QatarEnergy. "Aqua One è stato colpito con precisione nella regione centrale del Golfo Persico durante uno scontro missilistico", hanno riferito i media statali citando le Guardie Rivoluzionarie, che hanno descritto l'imbarcazione come appartenente a Israele, aggiungendo che era stata colpita da un attacco missilistico sferrato dalle proprie forze navali e che era in fiamme.


Le autorità iraniane hanno avviato una campagna di reclutamento di volontari nel timore di un'offensiva terrestre statunitense: è quanto pubblica il Financial Times, citano fonti iraniane


Adolescenti armati di mitragliatrici a pattugliare le strade di Teheran, anche a 12 anni. La stretta sulla sicurezza imposta dalle autorità iraniane dall'inizio della guerra ha portato alla comparsa di questo fenomeno, causando disagio e preoccupazione tra i residenti. Dalle prime settimane del conflitto, scatenato dall'offensiva israelo-americana del 28 febbraio, i posti di blocco presidiati da veicoli della polizia o militari hanno invaso le strade della capitale. Alcuni sono stati colpiti dai raid aerei e sono scomparsi, altri sono rimasti, mentre adolescenti, persino bambini, stanno ora rinforzando i pattugliamenti. Le autorità iraniane hanno confermato che stanno reclutando anche ragazzini di dodici anni per ingrossare le fila dei Basij, la forza paramilitare responsabile, tra le altre cose, del mantenimento dell'ordine. Il reclutamento di bambini sotto i 15 anni "per scopi militari" costituisce "un crimine di guerra", ha ricordato Human Rights Watch.


Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) afferma che la situazione nello Stretto di Hormuz è "saldamente e pienamente" sotto il suo controllo e "non sarà aperta ai nemici di questa nazione dalle ridicole esibizioni del Presidente degli Stati Uniti". Lo riporta Al Jazeera. Poco fa, Trump ha scritto in un post sul social Truth che il presidente iraniano aveva chiesto un cessate il fuoco, aggiungendo che lo prenderà in considerazione "quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sgombro".


Trump ha annunciato su Truth che l'Iran ha chiesto agli Usa "un cessate il fuoco". "Ci penseremo quando lo stretto di Hormuz sarà aperto e libero", ha detto il tycoon aggiungendo che nel frattempo gli attacchi continuano.


Alla Nato al momento vige una parola d'ordine: "Mantenere la calma". E' quanto confidano fonti alleate interpellate dall'Ansa. Il presidente Donald Trump non è infatti nuovo a quelle che vengono definite "provocazioni" e, in un certo senso, la Nato ha sviluppato in questi ultimi mesi una sorta di tolleranza alle dichiarazioni forti. L'attitudine è di guardare ai fatti e, si sottolinea, sia l'opinione pubblica americana sia il congresso sono, in maggioranza, "favorevoli" all'alleanza transatlantica.


"Non prometto che questa sarà l’ultima guerra di Israele", lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz allontanando l'ipotesi che al termine del conflitto con l'Iran Tel Aviv voglia allentare alle tensioni nella regione. 


Giorno dopo giorno, la chiusura dello Stretto di Hormuz pesa sempre di più sull'economia globale. A fare i primi conti è l'Agenzia internazionale dell'energia: "La guerra in Medio Oriente ha causato una perdita di 12 milioni di barili di petrolio al giorno", ha detto il direttore dell'Aie. Ha poi aggiunto che l'attuale crisi energetica è peggiore degli shock petroliferi degli anni '70 che dell'interruzione delle forniture di gas russo del 2022 messi insieme. E il peggio potrebbe ancora arrivare: "Le perdite nelle forniture di petrolio ad aprile potrebbero raddoppiare rispetto ai livelli di marzo".


L'Idf ha comunicato di aver ucciso a Beirut Hajj Youssef Ismail Hashim, comandante del Fronte sud di Hezbollah. Secondo le milizie israeliane, Hashim supervisionava le unità responsabili degli attacchi contro civili israeliani e le forze dell'Idf nel Libano meridionale. Secondo l'esercito israeliano, la sua eliminazione "indebolisce significativamente la capacità di Hezbollah di condurre attacchi contro i civili israeliani e di mantenere le operazioni di combattimento nel sud del Libano".


videovideo

"Non si tratta di scacchi in 3D, ma di scacchi a 12 dimensioni". Così un funzionario dell'amministrazione Trump ha spiegato ad Axios l'intricatezza della situazione in Medio Oriente. E in questo contesto, ha inserito la particolare strategia comunicativa del presidente americano: "Si contraddice continuamente, quindi nessuno sa cosa gli passi per la testa. Lo fa apposta".


Dopo le parole di critica rivolte da Donald Trump a Keir Starmer e in generale all'esercito della corona, il premier britannico in conferenza stampa non ha ceduto di un millimetro: "Questa non è la nostra guerra. Non ci faremo trascinare nel conflitto. Non è nell'interesse nazionale. A prescindere dalle pressioni esercitate su di me e sugli altri, a prescindere dal clamore che si solleverà, nelle decisioni che prenderò agirò nell'interesse nazionale britannico". Sulla Nato, da cui gli Usa starebbero valutando di ritirarsi, ha aggiunto: "È l'alleanza militare più efficace in assoluto".


In un'intervista al Telegraph, Trump ha affermato di stare "valutando seriamente" l'ipotesi di ritirarsi dalla Nato e ha definito l'alleanza atlantica una "tigre di carta", cioè qualcosa che sembra minaccioso e pericoloso ma che in realtà è inefficace. "Direi che è ben oltre la fase della riconsiderazione", ha commentato Trump riguardo all'adesione di Washington alla Nato. "Non mi sono mai lasciato influenzare dalla Nato. Ho sempre saputo che erano una tigre di carta, e tra l’altro lo sa anche Putin".


L'Iran non sta conducendo negoziati con gli Stati Uniti, ma ha solo ricevuto dei messaggi - alcuni diretti e altri tramite Paesi della regione - a cui ha risposto solo se necessario. Lo ha detto il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, in un'intervista all'emittente Al Jazeera. "Non ci sono basi per negoziati", ha aggiunto specificando che alcuni messaggi sono scambiati in maniera diretta con l'inviato speciale Usa, Steve Witkoff.  "Non abbiamo alcuna fiducia che i negoziati con gli Stati Uniti porteranno a risultati. Il livello di fiducia è pari a zero. Non vediamo onestà".


È pronto un nuovo taglio delle accise. Lo ha annunciato il ministro degli Affari europei, Tommaso Foti: "Il taglio delle accise lo faremo in settimana, tra pochi giorni", ha detto a Sky Tg24. "In una situazione di emergenza, si devono dare risposte di emergenza. Se la guerra si chiude in 15-20 giorni possiamo "tenere botta". Ma se perdura, come successo con il Covid, dobbiamo cercare di impedire che le imprese mettano i lavoratori in cassa integrazione e che si blocchi il sistema produttivo", "Sforare il 3% potrebbe essere una decisione che il Consiglio europeo adotta in relazione al perdurare" del conflitto. "Noi stiamo facendo i conti a casa nostra".


In alcune zone della Cisgiordania è in corso uno sciopero generale per protestare contro la legge approvata lunedì dalla Knesset che prevede la pena di morte per impiccagione per i palestinesi condannati per atti terroristici mortali. Lo sciopero è stato annunciato ieri dal movimento Fatah del presidente dell'Autorità palestinese, Mahmoud Abbas.


La Guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha promesso di continuare a sostenere il gruppo libanese Hezbollah. Lo ha scritto in un messaggio al segretario generale di Hezbollah, Sheikh Naim Qassem: "L'Iran sosterrà con tutto il cuore il movimento di resistenza".


Piazza Affari apre in netto rialzo. Il Ftse Mib segna un +2,07%, in linea con la chiusura positiva delle Borse asiatiche e con l'inizio delle contrattazioni negli altri listini europei. L'ottimismo dei mercati, dopo l'annuncio di Donald Trump secondo cui il ritiro dei militari Usa dal Medio Oriente dovrebbe avvenire "tra due o tre settimane", è arrivato anche nel Vecchio Continente. Avvio positivo per Francoforte (+2,85%), Parigi (+2,4%) e Londra (+1,1%). Oltre che un corrispettivo calo del petrolio e del gas.

In Asia, al termine delle contrattazioni, tutte le Borse erano in positivo. Tokyo addirittura segnava un +5,24% e Seoul un +8,44%. Positive anche Hong Kong (+2,43%), Shanghai (+1,33%), Shenzhen (+1,48%) e Mumbai (+2,38%).


I ribelli Houthi hanno rivendicato una raffica di missili balistici lanciati contro Israele. Non si sono registrate nell'immediato segnalazioni di impatti. Il generale di brigata Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, ha dichiarato in un comunicato che sono stati presi di mira "obiettivi sensibili". Si tratta del terzo attacco da quando gli Houthi sono entrati in guerra lo scorso venerdì lanciando il loro primo missile verso Israele.


Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sarebbe stato praticamente confinato in un angolo durante l'attuale conflitto. A riportarlo Iran International, secondo cui i pasdaran avrebbero di fatto esautorato il presidente di tutti i suoi poteri prendendo in mano la situazione e il potere decisionale, affidato a un "consiglio militare". Gli stessi pasdaran avrebbero poi formato un cordone di sicurezza intorno al nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei, ancora non comparso in pubblico, impedendogli di comunicare con Pezeshkian e con qualunque altro esponente politico. 


Il gas apre in forte calo ad Amsterdam. Il contratto Ttf di maggio dopo i primi scambi scende sotto la soglia dei 50 euro/MWh e si attesta a 49,01 euro/MWh (-3,43%).


Sono almeno 20 le persone ferite in Israele centrale, tra cui una ragazzina di 11 anni in gravissime condizioni, in seguito all’attacco missilistico sferrato dall’Iran questa mattina. Lo riferiscono i servizi di soccorso israeliani. La bambina è stata colpita da schegge, gravi anche una donna di 36 anni e un ragazzo di 13 feriti dall'onda d'urto. I missili iraniani sarebbero stati dotati di una testata a grappolo, che ha disseminato bombe di piccole dimensioni su un'ampia area. Era il primo attacco missilistico dell'Iran contro Israele da quasi 21 ore.


La Cina sarebbe pronta a prorogare per tutto il mese di aprile il divieto di esportazione di carburanti raffinati. Lo riporta Reuters, spiegando che potrebbero essere concesse deroghe per piccoli volumi destinati ai Paesi della regione che hanno richiesto assistenza come Bangladesh, Myanmar, Sri Lanka, Maldive e Vietnam. Per questi sono infatti in corso discussioni per la spedizione di volumi limitati di diesel, carburante per aerei e benzina.


Gli Emirati Arabi Uniti si starebbero preparando ad aiutare gli Stati Uniti a liberare lo Stretto di Hormuz con la forza militare. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti arabe qualificate. 


L'esercito israeliano ha condotto pesanti raid su Teheran. Testimoni iraniani hanno descritto il bombardamento come "senza precedenti". Secondo un comunicato stampa dell'Idf, le forze israeliane hanno "completato un'ondata di attacchi su vasta scala contro siti infrastrutturali del regime terroristico iraniano a Teheran". 

© X

© X


Le Borse asiatiche hanno registrato un forte rialzo dopo che i mercati statunitensi hanno toccato il loro massimo giornaliero in quasi un anno, sulla scia della speranza che la guerra in Iran possa concludersi a breve. L'indice Kospi della Corea del Sud ha guadagnato il 6,4%, mentre il Nikkei 225 di Tokyo è salito del 4%. L'indice Hang Seng di Hong Kong è salito dell'1,9%, mentre l'indice Shanghai Composite è salito dell'1,4%. L'indice australiano S&P/ASX 200 è salito dell'1,7% e il Taiex di Taiwan è salito del 4,3%. L'ottimismo su una possibile distensione della guerra in Iran è cresciuto dopo che martedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti smetteranno di attaccare l'Iran "probabilmente tra due o tre settimane".


Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha messo in discussione il rapporto transatlantico con la Nato dopo il no di diversi Paesi a fornire basi d'appoggio per i raid in Medio Oriente. Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti "riesamineranno" la loro relazione con l'alleanza atlantica una volta terminata la guerra contro l'Iran: "Credo che purtroppo non ci siano dubbi sul fatto che, una volta terminato questo conflitto, dovremo riesaminare questa relazione. Dovremo riesaminare l'interesse che presenta la Nato per il nostro Paese nel quadro di questa alleanza", ha detto il segretario di Stato in un'intervista a Fox News.


Gli Emirati Arabi Uniti hanno vietato agli iraniani l'ingresso e il transito nel Paese. Lo hanno reso noto mercoledì le compagnie aeree Emirates, Etihad e la low cost FlyDubai. Il provvedimento stabilisce che solo i titolari di Golden Visa, permessi di soggiorno decennali nel Paese, possono ancora entrare. A Dubai ha già chiuso l’Iranian Hospital e l’Iranian Club nella città, due istituzioni della città-stato risalenti all’epoca dello scià.


Il presidente americano Donald Trump terrà un discorso "per fornire un importante aggiornamento sull'Iran" questa sera alle 21 ora locale, le 3 della mattina di giovedì in Italia. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un post sui social media.


L'aeroporto internazionale del Kuwait è stato nuovamente colpito da "attacchi con droni provenienti dall'Iran e dalle fazioni armate che sostiene". Lo ha riferito un portavoce della Direzione generale dell'aviazione civile, secondo cui "i raid hanno preso di mira i depositi di carburante", provocando un vasto incendio nell'area. Le squadre di emergenza sono al lavoro per contenere le fiamme.


Gli Stati Uniti hanno iniziato a far volare bombardieri B-52 sopra l'Iran. Lo ha riferito il capo dello stato maggiore congiunto Usa, Dan Caine, in un briefing pubblico al Pentagono: "Negli ultimi 30 giorni abbiamo colpito oltre 11.000 obiettivi. Con una crescente superiorità aerea, abbiamo anche lanciato le prime missioni dei B-52 su terraferma".

Ti potrebbe interessare

videovideo