Il progetto americano

Grattacieli futuristici, turismo e lavoro per tutti: ecco la "Nuova Gaza" secondo Trump | Le immagini

Secondo Jared Kushner, genero del tycoon, la ricostruzione di Gaza avverrà "in tre anni" con la promessa di raggiungere un tasso di occupazione del 100%

22 Gen 2026 - 14:08
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Dopo due anni di bombardamenti su Gaza e l'approvazione del "Piano dei 20 punti", per Jared Kushner ora è il momento della "fase tre": quella di pace, sicurezza, deradicalizzazione, mercato libero e - soprattutto - ricostruzione. È il cosiddetto "Project Sunrise", progetto alba, che il genero di Donald Trump ha illustrato dal palco del World Economic Forum a Davos, in Svizzera, al termine della firma sull'accordo per il Board of Peace di Gaza.

L'opportunità immobiliare sul Mediterraneo

 Resort lungo la spiaggia, treni ad alta velocità, smart grid per l'elettricità potenziate dall'intelligenza artificiale: da una lingua di terra massacrata, la Gaza di Trump e Kushner si trasformerebbe in una lussuosa enclave sul Mediterraneo. Una "proprietà immobiliare", come l'ha chiamata lo stesso presidente americano, che farebbe gola alle persone più ricche della terra.

I progetti per Rafah e Khan Younis

 Il piano di ricostruzione totale sarebbe portato avanti in quattro grandi fasi. Inizialmente ampie parti di Rafah e Khan Younis verrebbero ricostruite con l'edificazione di ampie aree residenziali e industriali (con tanto di data center), parchi e strutture sportive, autostrade e reti ferroviarie. Nelle due fasi successive la costruzione delle due città dovrebbe essere terminata per poi dare il via alla riedificazione di Gaza City nella quarta fase. 

I grattacieli per il turismo e gli hub commerciali

 Kushner ha dato anche una serie di numeri sulla Gaza del futuro. A Rafah, per esempio, saranno create oltre 100mila case, 200 scuole, 180 centri culturali e religiosi e più di 75 strutture mediche e ospedali. Tutta la striscia costiera - evidenziata in rosa nella mappa mostrata da Kushner - sorgeranno circa 180 torri per il "turismo costiero". In poche parole, grattacieli e strutture di ultima generazione che ospiteranno ristoranti, hotel e centri ricreativi che trasformeranno Gaza in una Las Vegas mediorientale. A sud, vicino al confine con l'Egitto, il valico di Rafah sarà affiancato da un aeroporto, un porto e due giganteschi hub logistici per lo stoccaggio e il trasporto merci. Con l'obiettivo di rendere la Striscia anche un centro fondamentale per il commercio e per l'energia e infrastruttura digitale. 

Le previsioni future, tra Pil e investimenti miliardari

 "In Medio Oriente costruiscono città come questa - due, tre milioni di persone - in tre anni, quindi cose come questa sono molto fattibili se ci impegniamo a realizzarle", ha detto Kushner dal palco di Davos. Il futuro, almeno quello immaginato a tavolino dalla Casa Bianca, è roseo: entro il 2035 un Pil da 10 miliardi di dollari, 500mila nuovi lavori creati da 25 miliardi di dollari di investimenti nei servizi, 3 miliardi nei distretti dediti al commercio e quasi 2 miliardi nelle scuole e nell'istruzione della forza lavoro. I primi passi devono però essere cauti, con la creazione di una zona economica speciale e il miglioramento delle condizioni abitative con nuovi alloggi temporanei. In attesa che la costruzione della Nuova Gaza prenda effettivamente piede. 

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