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Secondo Jared Kushner, genero del tycoon, la ricostruzione di Gaza avverrà "in tre anni" con la promessa di raggiungere un tasso di occupazione del 100%
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Dopo due anni di bombardamenti su Gaza e l'approvazione del "Piano dei 20 punti", per Jared Kushner ora è il momento della "fase tre": quella di pace, sicurezza, deradicalizzazione, mercato libero e - soprattutto - ricostruzione. È il cosiddetto "Project Sunrise", progetto alba, che il genero di Donald Trump ha illustrato dal palco del World Economic Forum a Davos, in Svizzera, al termine della firma sull'accordo per il Board of Peace di Gaza.
Resort lungo la spiaggia, treni ad alta velocità, smart grid per l'elettricità potenziate dall'intelligenza artificiale: da una lingua di terra massacrata, la Gaza di Trump e Kushner si trasformerebbe in una lussuosa enclave sul Mediterraneo. Una "proprietà immobiliare", come l'ha chiamata lo stesso presidente americano, che farebbe gola alle persone più ricche della terra.
Il piano di ricostruzione totale sarebbe portato avanti in quattro grandi fasi. Inizialmente ampie parti di Rafah e Khan Younis verrebbero ricostruite con l'edificazione di ampie aree residenziali e industriali (con tanto di data center), parchi e strutture sportive, autostrade e reti ferroviarie. Nelle due fasi successive la costruzione delle due città dovrebbe essere terminata per poi dare il via alla riedificazione di Gaza City nella quarta fase.
Kushner ha dato anche una serie di numeri sulla Gaza del futuro. A Rafah, per esempio, saranno create oltre 100mila case, 200 scuole, 180 centri culturali e religiosi e più di 75 strutture mediche e ospedali. Tutta la striscia costiera - evidenziata in rosa nella mappa mostrata da Kushner - sorgeranno circa 180 torri per il "turismo costiero". In poche parole, grattacieli e strutture di ultima generazione che ospiteranno ristoranti, hotel e centri ricreativi che trasformeranno Gaza in una Las Vegas mediorientale. A sud, vicino al confine con l'Egitto, il valico di Rafah sarà affiancato da un aeroporto, un porto e due giganteschi hub logistici per lo stoccaggio e il trasporto merci. Con l'obiettivo di rendere la Striscia anche un centro fondamentale per il commercio e per l'energia e infrastruttura digitale.
"In Medio Oriente costruiscono città come questa - due, tre milioni di persone - in tre anni, quindi cose come questa sono molto fattibili se ci impegniamo a realizzarle", ha detto Kushner dal palco di Davos. Il futuro, almeno quello immaginato a tavolino dalla Casa Bianca, è roseo: entro il 2035 un Pil da 10 miliardi di dollari, 500mila nuovi lavori creati da 25 miliardi di dollari di investimenti nei servizi, 3 miliardi nei distretti dediti al commercio e quasi 2 miliardi nelle scuole e nell'istruzione della forza lavoro. I primi passi devono però essere cauti, con la creazione di una zona economica speciale e il miglioramento delle condizioni abitative con nuovi alloggi temporanei. In attesa che la costruzione della Nuova Gaza prenda effettivamente piede.