LE INIZIATIVE

Giulio Regeni, 10 anni dalla scomparsa

Dal rapimento di Giulio agli stop ai processi: le torture, i depistaggi, l'empasse diplomatiche e le battaglie giudiziarie

25 Gen 2026 - 08:14
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Le iniziative

Sono passati 10 anni da quando, quel 25 gennaio del 2016, Giulio Regeni inviò il suo ultimo messaggio dall'Egitto. Erano le 19:41. Poi il silenzio, di lui non si ebbero più notizie. Il suo cadavere fu ritrovato il 3 febbraio successivo lungo l'autostrada che conduce ad Alessandria. Da allora la famiglia non ha mai smesso di chiedere verità per il giovane ricercatore: un lungo percorso segnato da silenzi, ostacoli e depistaggi, ma anche da una presenza costante di cittadini che, con il giallo come simbolo, hanno trasformato la richiesta di giustizia in un impegno collettivo.

 A Fiumicello (Udine), paese di origine di Giulio, tornerà a essere il fulcro di una mobilitazione civile che non si è mai interrotta: l'appuntamento con "Giulio continua a fare cose…" è alle 14.45 nel palazzetto del pattinaggio. Tra gli ospiti attesi, Elisa, don Luigi Ciotti, Alessandro Bergonzoni, Pif, Gherardo Colombo ed Elly Schlein. Previsti contributi video di Vinicio Capossela, Lella Costa e Roberto Fico. Si inizia con il flash mob "10 anni in giallo: un'onda d'urto!", seguito dall'incontro Parole, immagini e musica per Giulio e dall'anteprima nazionale del documentario Giulio Regeni. Tutto il male del mondo, per la regia di Simone Manetti. L'iniziativa è curata da Paola Deffendi, Claudio Regeni, Alessandra Ballerini, Marina Tuni e dal collettivo Giulio Siamo Noi, in collaborazione con il Comune di Fiumicello Villa Vicentina e Articolo 21. In serata, dalle 19, la manifestazione si sposterà lungo le vie del paese con la Camminata dei diritti fino a raggiungere il Piazzale dei Tigli, dove alle 19.41 si osserverà un minuto di raccoglimento, in filo diretto con tutta Italia. L'appello di 'Giulio siamo noi' è che ci si possa ritrovare in qualsiasi altra città alla stessa ora vicino a una panchina gialla per accendere una candela, leggere un brano dal libro Giulio fa cose e ribadire la necessità di schierarsi per il rispetto e la salvaguardia dei diritti umani. 

Le principali tappe della vicenda: 25 gennaio 2016

 Si perdono le tracce di Giulio: il giovane ricercatore, dottorando a Cambridge, 'sparisce' nei pressi di piazza Tahir, al Cairo.

3 febbraio 2016 Il suo cadavere viene ritrovato sulla strada che collega il Cairo ad Alessandria d'Egitto. Sul corpo segni di tortura: lividi, fratture, ferite, bruciature.

4 febbraio 2016 Il direttore dell'Amministrazione generale delle indagini, Khaled Shalabi, esclude un'azione violenta e la presenza di colpi di armi da fuoco o da taglio: si indaga per incidente stradale. Viene eseguita l'autopsia. La Procura di Roma apre un fascicolo.

7 febbraio 2016 La salma arriva in Italia, viene fatta una nuova autopsia che certifica le torture. Il Cairo intanto cambia versione di giorno in giorno, in quello che appare un depistaggio: si va dall'omicidio a sfondo omosessuale all'uccisione per mano di spie dei Fratelli Musulmani.

14 aprile 2016 La Procura di Roma invia alle autorità egiziane una rogatoria e chiede di acquisire i tabulati telefonici di 13 persone, i video delle zone frequentate dal giovane e una serie di testimonianze. Il 5 maggio arrivano alcuni tabulati.

4 agosto 2016 Emerge che Mohamed Abdallah, capo del sindacato ambulanti su cui Regeni stava facendo una ricerca, aveva segnalato ai servizi egiziani l'attività di Giulio. A dicembre si saprà che era stato lui a denunciarlo. 9 settembre 2016 - Vertice a Roma tra magistrati egiziani e italiani. L'Egitto ammette: Regeni era sorvegliato, impegno a consegnare tutta la documentazione.

4 dicembre 2018 La Procura di Roma iscrive nel registro degli indagati cinque uomini, membri dei servizi segreti civili e della polizia investigativa egiziani, per concorso in sequestro di persona.

30 novembre 2020 Rottura del rapporto di collaborazione tra i magistrati italiani e quelli egiziani. 25 maggio 2021 - Il gup della Capitale dispone il giudizio per quattro imputati.

14 ottobre 2021 La III Corte d'Assise rinvia il procedimento davanti al gup. La decisione è legata all'assenza in aula degli imputati. 3 aprile 2023 - La Procura di Roma chiede al gup di investire la Consulta per superare la "stasi" del processo a carico di quattro 007. Poi la Corte costituzionale accoglie ricorso del gip e sblocca l'iter giudiziario.

20 gennaio 2024 Davanti alla prima Corte d'Assise riparte il processo. I genitori di Giulio: "Abbiamo atteso questo momento per 8 anni".

23 ottobre 2025 Nuovo stop al processo. I giudici, accogliendo una richiesta dei difensori, hanno inviato una nuova istanza alla Consulta relativa al diritto di difesa e alla nomina di consulenti tecnici.

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