La sicurezza "in gioco"

Dalla bambolina vodoo alla carota elastica, è tornato l'incubo dei giocattoli contenenti amianto

Dopo un 2025 tutto sommato tranquillo è bastata una cava cinese per far riemergere di nuovo il pericolo legato ai balocchi poco sicuri. Un rischio che l'Europa sta provando a eliminare una volta per tutte, attraverso nuove normative in grado di controllare l'intera filiera del prodotto

10 Set 2026 - 09:30
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Ansa

© Ansa

È una "toy story" piuttosto triste quella che racconta questa estate. Giugno, luglio e agosto sono stati infatti mesi caldi anche per i giocattoli contenenti amianto. La sorridente carota elastica era diventata addirittura un must have per ogni bambino prima che ci si rendesse conto di come al suo interno non ci fosse solo innocua sabbia. Poi è toccato alla bambolina vodoo anti-stress, venduta come "feel better buddy": anche in questo caso il prodotto è stato ritirato per evitare che qualcuno, rompendolo, potesse finire per inalarne le pericolose microfibre. E poi un topo bianco, vermi e scimmiette da tirare e schiacciare, un lupacchiotto azzurro. Il pericolo è nascosto dietro gli oggetti più innocui e family friendly e l'Europa sta prendendo provvedimenti.

L'allarme partito dall'Australia

 Il 2025 era stato un anno tranquillo per i giocattoli nel Vecchio Continente. Mentre in Australia  più di trenta scuole chiudevano per la possibile presenza di amianto nella sabbia colorata per disegnare, i casi segnalati nella stessa categoria in Europa rimanevano pari a zero. Un risultato idilliaco che tuttavia si è presto scontrato con una triste realtà all'inizio del 2026: quegli stessi prodotti messi sotto la lente di ingrandimento tra Sidney e dintorni sarebbero arrivati alla fine anche sui nostri mercati, o forse c'erano già da tempo. Secondo l’autorità vigilante ad Adelaide, la Australian Competition and Consumer Commission, alcuni dei prodotti coinvolti nel sequestro circolavano infatti già dal 2020 e provenivano probabilmente dallo stesso luogo.

Leggi anche

Sequestrati 2,6 milioni giocattoli pericolosi: due cinesi denunciati

Tutto prodotto in Cina

  In particolare la sabbia contaminata sembrerebbe provenire da una precisa cava cinese, di cui non si sa tuttavia molto. Ciò che è certo è che tutti i lotti di giocattoli incriminati siano stati prodotti proprio in Cina. Il sospetto forte è quindi che la materia prima venisse estratta in un luogo dove si trovavano anche altri minerali contenenti fibre di amianto, come la tremolite.

Quando abbiamo scoperto che l'amianto era cattivo

  Sul Safety Gate (la rete attraverso cui i Paesi europei si scambiano le informazioni sui prodotti a rischio) le segnalazioni sui giocattoli contaminati si sono moltiplicate a partire dall'inizio dell'anno in corso senza mai fermarsi. Va detto che l'Ue ha già norme molto restrittive sull'uso dell'amianto, che in pochi decenni è passato dall'essere il materiale dei sogni (grazie alle sue proprietà isolanti, ignifughe e di resistenza) a rappresentare il pericolo numero uno per la salute di chi lo inalava. Da quando si è scoperto infatti che quei piccoli filamenti sono capaci di entrare nel nostro corpo e provocare grandi danni senza uscirne sostanzialmente più, l'Europa è stata in prima linea per vietarne l'uso. Oggi formalmente si può mettere in commercio un prodotto che contenga amianto al massimo per uno 0,1 per cento del peso.

Anche se in realtà quasi sempre si procede al sequestro anche quando si sta entro questo limite.  L'attenzione ancora più alta quando si tratta di giocattoli destinati ai bambini in quanto questi ultimi tendono a fare un uso continuato dell’oggetto contaminato, arrivando nei casi più estremi anche a portarselo alla bocca.

La risposta anglo-europea

  I primi a intercettare il rischio dato da certi prodotti a queste latitudini sono stati gli olandesi, i quali hanno scoperto quanto il pericolo fosse concreto eseguendo dei controlli campione: su 106 prodotti analizzati infatti ben quaranta contenevano amianto. Anche se forse la risposta migliore all'emergenza è arrivata da un Paese che ufficialmente non sarebbe più europeo (quantomeno nel senso di membro dell'Unione). Il Regno Unito ha chiesto infatti già da luglio alle aziende che importano prodotti contenenti sabbia nella terra di Albione di non limitarsi a controllare il giocattolo finito, ponendo piuttosto attenzione a tutta la catena che ha portato quel prodotto a trovarsi lì. I balocchi possono apparire d'altra parte esteriormente simili ma possono contenere dei materiali ricavati da punti diversi anche di una stessa cava o miniera.

Le nuove norme Ue

 Non che l'Unione stia con le mani in mano sul tema. È stato al contrario già varato un nuovo regolamento europeo sulla sicurezza dei giocattoli, che  applicherà gran parte delle sue disposizioni da agosto 2030. Una delle novità più interessanti tra quelle introdotte è sicuramente il passaporto digitale del prodotto, con informazioni su fabbricante e materiale. Una misura che dovrebbe rendere anche in questo caso più semplice seguire la vita di una bambola o un pupazzo dall'inizio alla fine della filiera. Perché in fondo, è il caso di dirlo, molto spesso "in gioco" c'è ben più del divertimento del bambino.

Ti potrebbe interessare

videovideo

Sullo stesso tema

OPERAZIONE DELLA GDF

Sequestrati 2,6 milioni giocattoli pericolosi: due cinesi denunciati

16 Lug 2019 - 08:08