battuta d'arresto per il capo dello stato

Francia, Corte Costituzionale boccia il divieto dell'uso dei social agli under 15 | Macron ordina di riscrivere la norma

Il capo dell'Eliseo ha incaricato il premier Lecornu di procedere per arrivare a una soluzione "entro la primavera 2027"

14 Ago 2026 - 15:52
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Sonora bocciatura del Consiglio costituzionale francese sul divieto di utilizzo dei social network per i minori di 15 anni in Francia. L'interdizione, spiegano i giudici costituzionali, costituisce una "limitazione sproporzionata" della loro libertà di espressione. La misura è stata voluta fortemente dal presidente francese Emmanuel Macron che, dopo la bocciatura dei saggi, ha ordinato di riscrivere il testo della norma. 

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La decisione

 I giudici costituzionali ritengono che l'articolo 1 della legge, volta a proteggere i minori dai rischi legati all'utilizzo dei social network, determini una limitazione della libertà di espressione e comunicazione degli under 15 perché "non è adeguata, necessaria e proporzionata". Essendo stata chiamata a pronunciarsi solo sull'articolo 1 della norma, la massima autorità giudiziaria francese, non si è pronunciata sul divieto di utilizzo dei telefoni cellulari nelle scuole superiori, incluso nella stessa legge. Il divieto sarebbe dovuto entrare in vigore il 1° settembre, con uno stop dei principali social network - come TikTok, Snapchat, X e Instagram - e di alcuni videgames online ai minori di 15 anni. 

L'ordine del capo dell'Eliseo

 Macron, appresa la decisione del Consiglio costituzionale di bocciare alcune parti della legge adottata dal parlamento che vieta i social network ai minori di 15 anni, ha incaricato il premier, Sébastien Lecornu, di procedere a una nuova redazione della norma per arrivare a una soluzione "entro la primavera 2027". Il capo dello Stato, infatti, aveva fatto di questa misura uno dei suoi principali obiettivi del suo mandato e aveva ipotizzato la chiusura degli account già a settembre 2026. La decisione del Consiglio costituzionale rappresenta quindi una battuta d'arresto per Macron.

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