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L'Alto rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas ha accettato la richiesta del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani di lavorare a sanzioni contro il ministro israeliano Ben Gvir. Durante la riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 (Coreper II) l'Italia ha chiesto ufficialmente che al Consiglio Affari Esteri del 15 giugno sia discussa la proposta di sanzioni. La richiesta dell'Italia, sostenuta da diversi Paesi, arriva dopo il video pubblicato dallo stesso ministro israeliano nel quale derideva gli attivisti della Flotilla fermati. Inoltre, saranno formalmente approvate a fine maggio, le sanzioni richieste sempre da Tajani contro un gruppo di coloni israeliani responsabili di atti di violenza definiti "inaccettabili. Prelevando gli attivisti in acque internazionali e sottoponendoli a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani".
Il video mentre deride gli attivisti
Polemiche e reazioni nate dopo la pubblicazione da parte dello stesso ministro israeliano della Sicurezza Ben Gvir di un video girato nel porto di Ashdod dove vengono mostrati gli attivisti della Flotilla, tra cui vari italiani (rientrati nella serata del 21 maggio), mentre erano inginocchiati e bendati e venivano derisi. Il filmato è tra gli atti degli indagini della Procura di Roma per cui si ipotizza il sequestro di persona, ma non solo: i Pm valutano anche reati di tortura e violenza sessuale. Dopo le condanne di tutte le istituzioni del nostro Paese, anche l'Unione Europea è pronta, il prossimo 15 giugno, a discutere di eventuali sanzioni ai danni di Gvir.
