Dai cinema ai barbieri in Europa, col caldo aumentano i "rifugi climatici" e le alternative
A Parigi si proiettano film in sale munite di aria condizionata, a Berlino la polizia usa gli idranti per far dimenticare l'afa e a Barletta ci si fa i capelli gratis e "al fresco"
© ansa
L'Europa scotta e ogni città del Continente mette in campo le proprie armi per combattere l'ondata di calore. Esistono chiaramente rimedi all'afa condivisi, come il necessario proliferare dei cosiddetti "rifugi climatici", ma in situazioni sempre più estreme non sorprende vedere comparire soluzioni altrettanto estreme e spesso creative.
Parigi all'avanguardia
"Allons enfants de la Patrie. La journée la plus chaude est arrivé". Parigi è una delle metropoli europee più attive nel gestire quella che a quelle latitudini chiamano "la canicule". La Ville lumiere negli ultimi anni ha fatto il possibile per aumentare le "oasi verdi" in cui ripararsi dalle alte temperature, piantando oltre 150.000 alberi e creando 63.000 ettari di spazi verdi solo sotto la precedente sindaca, Anne Hidalgo. Contro il logorio del caldo estremo poi il comune ha varato questa estate un ampio pacchetto di misure che comprende sale climatizzate in municipio, permessi di balneazione nel Canal Saint-Martin, e apertura notturne di parchi e giardini come il Villemin, in questi giorni accessibile fino a mezzanotte. Tra le iniziative più interessanti e particolari ci sono però anche idee come Ciné-clim, una rassegna di proiezioni pomeridiane gratuite in sale climatizzate nel decimo arrondissement, tutte previste nella fascia oraria in cui si raggiunge notoriamente il picco dell’ondata di calore, tra le 13 e le 16.
Soluzioni iberiche
Mentre Parigi mette a disposizione i cinema, Lisbona apre le proprie stazioni della metro Oriente, Rossio e Santa Apolónia anche al di fuori del normale orario di esercizio per offire le "aree più fresche durante la notte" ai senzatetto. Non si tratta anche stavolta di casi isolati visto che pure la capitale portoghese trabocca ormai di "rifugi climatici": tra questi ci sono il Parco Forestale Monsanto, il Giardino Campo Grande, il Giardino Príncipe Real, l'Avenida da Liberdade, il MUDE – Museo del Design, la Casa dos Bicos e diverse biblioteche municipali. Lisbona può ormai rivaleggiare con metropoli pioniere nella progettazione urbana e famose per i suoi "superisolati" come Barcellona, dove i rifugi climatici sono diventati popolari negli anni e il loro numero è aumentato fino a superare i 400 dal 2020.
Docce nebulizzate e volontari danesi
Chiaramente non basta offrire spazi per il refrigerio collettivo. Mentre in Danimarca circa 1.700 volontari si alternano nel telefonare agli anziani che vivono da soli per un breve controllo del loro benessere in Germania puntano anche su soluzioni più "casarecce". Hanno fatto il giro del web le immagini di Berlino, dove la polizia schiera due idranti, di solito usati per le proteste, per raffreddare le strade. Vienna da parte sua propone invece docce di acqua nebulizzata in molte piazze, parchi e strade della città. Per esempio, in Neubaugasse. Oppure nell’Esterházypark, considerato il “Cooling Park” più famoso d'Austria. In questo parco è stata ormai da tempo predisposta un’area di circa 30 metri quadrati come “coolspot” con piante ombreggianti e getti di acqua nebulizzata. Mentre in Karlsplatz, nelle giornate di caldo estremo vengono addirittura posizionati dei tubi con doccino.
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Le iniziative particolari a casa nostra
Anche nella nostra Italia non mancano tuttavia proposte particolari per gestire le temperature, anche in provincia o lontano dalle grandi città. In provincia di Rimini, a Poggio Torriana, hanno per esempio deciso di trasformare il teatro in un rifugio climatico mentre a Barletta si è brevettato il barbiere gratis contro il caldo. "Era una esigenza che da un po' veniva richiesta e che è diventata più pressante con l'arrivo del caldo", hanno spiegato i volontari in un video postato sui social. Si tratta di piccole iniziative che possono anche far anche sorridere ma che rappresentano bene la capacità di ingegnarsi dei nostri connazionali, capaci di non "scaldarsi troppo" nemmeno quando il termometro sale a livelli di guardia.
