Il sindaco ha annunciato che proibirà le candele pirotecniche nei locali della città. E ha dato il via a controlli a tappeto in tutta la città
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Dopo il rientro delle salme dei sei giovanissimi italiani che hanno perso la vita nella strage di Capodanno a Crans-Montana, i fari sono puntati sull'amministrazione. Accusato di non aver rispettato i controlli periodici nel locale "Le Constellation", durante una conferenza stampa il sindaco Nicolas Feraud ha ammesso le mancanze del Comune nel prevenire il tragico rogo, in cui sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite. "L'ultima ispezione risaliva al 2019", ha spiegato. Al momento sono indagati solo i due proprietari del locale, accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi. I gestori del Constellation: "Siamo devastati, non ci sottrarremo alle nostre responsabilità"
"Non cercheremo in alcun modo di sottrarci" alle nostre responsabilità. Così, in una nota diffusa dalla testata Rts, i coniugi Moretti, gestori del Constellation, il bar di Crans-Montana teatro dell'incendio di Capodanno. "Siamo devastati e sopraffatti dal dolore, i nostri pensieri sono costantemente rivolti alle vittime, ai loro cari che subiscono un lutto così brutale e prematuro, e a tutti coloro che stanno lottando per la propria vita", hanno scritto. Aggiungono di avere "piena fiducia negli inquirenti affinché facciano luce sulla vicenda e rispondano a tutte le domande" e ribadiscono la loro "piena collaborazione".
Aperta la camera ardente per Emanuele Galeppini, 16 anni, una delle vittime della strage di giovani di Crans-Montana. Alcune persone sono entrate a pregare per la maggior parte infermieri e personale medico del Policlinico. Alla porta le corone di fiori di Regione Liguria e del Comune di Genova e i fiori inviati dal Genoa cfc, squadra di cui era tifoso il ragazzo. Anche i frati Cappuccini hanno voluto portare dei fiori. Alle 18.00 il rosario in forma privata nella navata centrale della cappella della chiesa dei frati Cappuccini che si trova all'interno del Policlinico San Martino di Genova. La famiglia, in rispetto per il proprio dolore, ha chiesto che non vengano divulgati l'ora e il luogo del funerale
Prima di recarsi a Parigi, dove è attesa al vertice della Coalizione dei Volenterosi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, ha fatto tappa a Milano per fare visita, all'ospedale Niguarda, ad alcuni dei giovani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana. Meloni si è intrattenuta con i familiari dei ragazzi ricoverati, rinnovando a tutti la piena vicinanza e il sostegno del governo in questo momento di grande dolore. La premier ha voluto esprimere un personale ringraziamento ai medici e agli infermieri per l'impegno e la professionalità dimostrati nell'assistenza ai pazienti.
Le famiglie colpite dall'incendio di Crans Montana riceveranno sostegno finanziario e amministrativo dalle autorità cantonali vallesane. Lo ha deciso oggi il Consiglio di Stato, riunitosi in seduta straordinaria a Sion. Gli aiuti saranno erogati attraverso i centri di assistenza alle vittime, conformemente a quanto previsto dalla Legge. "Il governo non dimentica nemmeno le squadre di soccorso intervenute durante la tragedia: finanzierà il supporto psicologico per il personale d'emergenza, occupandosi anche del coordinamento delle misure di assistenza", spiega l'emittente svizzera Rsi.
La procura di Parigi ha avviato un'inchiesta parallela sulla strage di Crans-Montana, in cui hanno perso la vita 9 giovani francesi (il più giovane aveva 14 anni) e altri 23 sono rimasti feriti. Lo ha annunciato la procuratrice della Repubblica francese, Laure Beccuau, spiegando che si tratta di una decisione presa "per accompagnare le famiglie francesi nelle indagini condotte dalle autorità svizzere". Beccuau ha ribadito che "le autorità svizzere rimangono competenti per indagare sullo svolgimento dei fatti e ricercare eventuali responsabilità". L'indagine, infatti, ha il semplice scopo di "consentire alle vittime francesi e alle loro famiglie di beneficiare di un interlocutore comune in Francia e di facilitare se necessario i loro scambi con le autorità svizzere".
Lezioni sospese il 7 gennaio al liceo scientifico Stanislao Cannizzaro nel quartiere Eur a Roma per i funerali del sedicenne Riccardo Minghetti, studente dell'istituto tra le vittime dell'incendio di Capodanno a Crans-Montana, che si terranno alle 11 nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo. "In segno di rispetto e per consentire a quanti lo desiderassero di prendere parte alla funzione - si legge in una circolare firmata dalla dirigente Giuseppa Tomao e pubblicata sul sito della scuola - le lezioni termineranno alle ore 10.10. Gli studenti che intendano partecipare ai funerali potranno lasciare autonomamente la sede scolastica alle ore 10.10 previa autorizzazione dei genitori (tramite registro elettronico). Al termine della funzione faranno rientro autonomamente al proprio domicilio. I docenti che lo vorranno potranno prendere parte ai funerali". La preside raccomanda che "la partecipazione avvenga nella massima compostezza, sobrietà, raccoglimento e rispetto, in considerazione della particolare delicatezza del momento e nel pieno rispetto della famiglia. L'intera comunità scolastica si stringe attorno ai familiari nel loro immenso dolore"
Di uscita d'emergenza, nel seminterrato del "Le Constellation", ce n'era solo una. Nascosta in fondo alla sala fumatori, secondo due ex dipendenti del locale era chiusa a chiave da anni. In questo modo i titolari risparmiavano lo stipendio di un buttafuori e impedivano che i giovanissimi entrassero e uscissero senza pagare dal locale. Durante il rogo, un inserviente del locale per aprirla avrebbe dovuto forzarla, quando ormai era troppo tardi per decine di giovani. Secondo il Comune di Crans-Montana, invece, di uscite di sicurezza se ne registravano due in tutto il locale. Una al piano inferiore, appunto, e una tra i pannelli di plexiglass risultati infrangibili ai pugni dei giovani rimasti intrappolati. C'era poi un'altra uscita, non di emergenza ma di servizio, che era usata dai fornitori del bar per scaricare fusti di birra e casse di bevande. Questa apertura non dava sull'esterno, ma sull'interrato dell'edificio residenziale. Per riuscire a raggiungere l'aria aperta, bisognerebbe risalire le scale fino al piano stradale e attraversare la porta residenziale che permette l'accesso agli appartamenti.
"Abbiamo ancora difficoltà nel trasferimento di due pazienti per via delle loro condizioni. Quando sarà possibile, procederemo come abbiamo fatto per gli altri 11". Lo ha detto Alberto Zoli, direttore generale dell'ospedale Niguarda, durante un punto stampa. "Anche se il viaggio non è lungo, il paziente deve essere ampiamente stabilizzato e stabile per poter arrivare in condizioni critiche ma sufficienti per essere gestito all'arrivo. Quando saranno dichiarati trasportabili vedremo cosa deciderà la centrale remota di organizzazione dei soccorsi sulla loro destinazione". Zoli ha ammesso che il trasporto è sicuramente più probabile per uno dei due pazienti, ancora ricoverati in terapia intensiva in Svizzera.
Il governo del Canton Vallese sosterrà con aiuti finanziari e psicologici le famiglie delle vittime del rogo di Capodanno. Lo ha deciso il Consiglio di Stato del Valleis in una sessione speciale. Le modalità di questo sostegno devono ancora essere stabilite, mentre è già stato mobilitato un team di psicologi da mettere a disposizione delle famiglie, dei cari e da dispiegare anche in tutte le scuole del Cantone.
Venerdì 9 gennaio sarà una giornata di lutto nazionale in Svizzera. In quella data, a partire dalle 13.45, si terrà una cerimonia ufficiale commemorativa per le vittime della strage nella località di Martigny, più a valle rispetto a Crans-Montana e dotata di spazi più ampi che permettono di garantire meglio la sicurezza. La cerimonia sarà aperta anche al pubblico, previa registrazione nel centro congressi di Crans-Montana, e sarà anche trasmessa in diretta video. Presenti, oltre alle autorità locali e nazionali svizzere, anche il presidente italiano Sergio Mattarella e quello francese Emmanuel Macron. Alle 14:00 tutte le campane delle chiese svizzere suoneranno per cinque minuti e si osserva un minuto di silenzio.
Romain Jordan, legale delle famiglie di molte vittime del rogo di Capodanno, ha condannato con forza la richiesta del Comune di Crans-Montana di costituirsi parte civile nel processo: "Cercare di presentarsi come vittima equivale a privare le vere vittime di questa tragedia del loro status, cosa inaccettabile in queste circostanze drammatiche".
Dopo il rogo di Capodanno a Crans-Montana, il governo del Canton Vallese ha ribadito con una nota a tutti i comuni di rispettare "i loro obblighi legali" in merito alla "protezione contro gli incendi", in particolare gli obblighi di "ispezione periodica da parte di un professionista della protezione incendi". L'amministrazione cantonale ha inoltre chiesto ai singoli Consigli comunali di "prendere contatto con le strutture pubbliche competenti" e di "procedere a una verifica delle procedure interne, della formazione del personale e dei dispositivi di sicurezza". Il governo del Canton Vallese si è poi impegnato in prima persona a rielaborare una "legislazione sulla protezione contro gli incendi", che "dovrà essere adattata a seguito di questo avvenimento drammatico".
"Abbiamo 11 pazienti ricoverati, tutti critici e sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata. Alcuni sono piùgravi, alcuni meno". Lo ha detto Alberto Zoli, direttore generale dell'ospedale Niguarda, in un punto stampa. "Le loro condizioni variano da ustioni molto estese, anche al 70% del corpo, fino a ustioni molto meno estese ma con compromissioni delle funzioni vitali. Abbiamo ancora pazienti ricoverati in terapia intensiva, altri in semi intensiva o meno intensiva. Ma parliamo di grandi ustionati con compromissioni a volte di funzioni vitali come la respirazione. Dato che questo è il quadro, la prognosi rimane riservata".
"Sulle mie responsabilità decideranno i tribunali, per ora le mie dimissioni sono fuori discussione". Così il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Feraud, durante la conferenza stampa sulla strage di Capodanno. "Ho vissuto questa settimana in modo estremamente difficile. È qualcosa che so sarà insormontabile e porterò questo fardello e la tristezza di tutte queste famiglie per la mia vita".
Stando a quanto riferito in conferenza stampa dal sindaco Nicolas Feraud, a settembre 2025 il Comune aveva inviato una ditta specializzata esterna a controllare se fosse in regola la schiuma fonoassorbente installata sul soffitto del seminterrato del bar. I risultati avevano confermato il rispetto delle norme antirumore e "non aveva rilevato altri problemi". Il primo cittadino ha spiegato che, nell'ambito di quei sopralluoghi, gli ispettori non sono tenuti a verificare se quel materiale sia conforme anche con altre normative, come quelle antincendio.
Secondo i documenti in possesso del Comune di Crans-Montana, il limite di capienza del bar "Le Constellation" sarebbe di 200 persone: 100 al piano terra e altrettanti nel seminterrato dove era stata organizzata la festa per giovanissimi. Starà agli inquirenti stabilire se i limiti prescritti siano stati rispettati la notte di Capodanno. Stando al quotidiano zurighese Neue Zürcher Zeitung, la notte di Capodanno sarebbero state presenti fino a 400 persone.
Alle domande dei giornalisti presenti, che insistevano sul tema sicurezza, il Comune ha risposto confermando che il numero di uscite d'emergenza presenti al "Le Constellation" era perfettamente in linea con ciò che la legge prescrive per un locale di quelle dimensioni. E anche il fatto che ci fosse a disposizione un solo estintore nel discobar non violerebbe alcuna norma. Un rilevatore antincendio - assente al "Le Constellation" - non è invece richiesto dalla legge vallese.
Durante la fase di domande e risposte della conferenza stampa, il Comune ha annunciato l'ispezione a tappeto di tutti i locali di Crans-Montana. Un lavoro che avverrà con un focus specifico sulle uscite di sicurezza e sui materiali nonostante - come ha specificato il sindaco - questo tipo di sopralluogo non sia richiesto dalla legge. Gli ispettori devono infatti controllare se le misure di protezione antincendio siano rispettate, ad esempio in cucina o sulle uscite d'emergenza. Nulla però indica la necessità di controllare i materiali durante i sopralluoghi periodici.
I controlli sono stati compiuti nel 2016, 2018 e 2019. Sarebbero stati sopralluoghi che coinvolgevano anche l'efficacia delle norme antincendio. Proprio rispetto a queste norme l'amministrazione aveva avanzato delle "richieste specifiche di modifiche", si legge in un documento prodotto proprio dal Comune di Crans-Montana in vista della conferenza stampa. Richieste che, stando a quanto dichiarato dal sindaco, non sarebbero state assecondate dai proprietari del locale.
Il Comune ha annunciato una nuova misura, che vieterà l'uso di candele pirotecniche o fuochi al chiuso in tutti i locali pubblici. Questo divieto entrerà in vigore immediatamente e varrà per tutti i locali di Crans-Montana.
"Ci assumiamo tutte le eventuali responsabilità che la giustizia determinerà", ha chiuso il sindaco Nicolas Feraud. Nonostante ciò il Comune ha deciso di costituirsi comunque parte civile negli eventuali processi - civili e penali - riguardo alla tragedia: "Questo ci dà accesso al dossier e ci permette di aiutare a portare alla luce tutti i fatti e trarre conclusioni", ha spiegato il primo cittadino.
L'unica domanda ricevuta dal Comune in merito a interventi nel locale "Le Constellation" sarebbe quella di allargamento della veranda, presentata dai coniugi due settimane prima della tragedia. Un progetto che prevedeva la rimozione di una delle porte d'uscita e che il Comune aveva approvato senza battere ciglio. Il dito del sindaco di Crans-Montana rimane però puntato sia sulle proprie mancanze sia su quelle dei proprietari: "Sono stati estremamente negligenti, si sono assunti rischi non giustificabili", ha detto Feraud riferendosi al video girato da un avventore nel 2020 in cui un cameriere chiedeva di far attenzione alle candele pirotecniche perché avrebbero potuto incendiare la schiuma fonoassorbente sul soffitto.
Durante la conferenza stampa, il primo cittadino di Nicolas Feraud ha confermato le indiscrezioni che alcuni quotidiani svizzeri già ieri avevano anticipato: i lavori del 2015 - in cui la scala del locale era stata ristretta e un'uscita era finita "incastrata" dietro al bancone del bar - non erano stati comunicati alle autorità. Ma semplicemente perché, trattandosi di ristrutturazioni interne, la legge non prevede l'obbligo di richiesta all'amministrazione. In quei mesi, prima dell'apertura a dicembre 2015, gli ispettori "controllarono giù, pretesero vari cambiamenti ma poi il bar fu aperto. E nessuno fece più nulla".
Risaliva al 2020 l'ultimo controllo ordinato dal Comune di Crans-Montana nel bar "Le Constellation",, perlopiù gravemente. Lo ha ammesso il sindaco della località montana svizzera, Nicolas Feraud, in una conferenza stampa indetta dall'amministrazione per "fornire elementi fattuali" sulla strage. Per cinque anni il locale dei coniugi Moretti è stato dunque ignorato dal Comune di Crans-Montana, nonostante la legge vallese preveda l'obbligo di almeno un controllo annuale nei locali per verificare la conformità delle uscite di sicurezza: "Siamo terribilmente dispiaciuti. Al momento non abbiamo una spiegazione per questo, la magistratura dovrà chiarire tutto", ha detto il sindaco Feraud.