La ristrutturazione del 2015

Crans-Montana: mancano i documenti dei lavori al Constellation, persi in due allagamenti

Ad ammetterlo, a poche ore dall'incidente, il proprietario Jacques Moretti: "Non li ho più"

14 Gen 2026 - 22:47
 © Afp

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Tra le tante carte sequestrate dalla polizia svizzera ai coniugi Jacques e Jessica Moretti, titolari del Constellation, non vi è traccia di quelle relative ai lavori di ristrutturazione eseguiti nel 2015. La documentazione amministrativa sui lavori effettuati nel disco-bar teatro del rogo di Capodanno, in cui sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite, è tra quelle più importanti ma, appunto, mancherebbe all'appello, come ha ammesso lo stesso Moretti. "Non ci sono più i documenti" le parole pronunciate davanti ai poliziotti poco dopo l'incidente. E' quanto emerge dai verbali dell'inchiesta che vede la coppia indagata per i reati di omicidio, lesioni e incendio colposi. Jacques Moretti si trova nel carcere di Sion, in attesa che il tribunale definisca l'importo della cauzione. La moglie Jessica invece è libera, ma con l'obbligo di firma e il divieto di espatrio.

Sulla strage del primo gennaio c'è ancora tanto da chiarire, a partire proprio dalla ristrutturazione del locale. "Sono devastato. Ci tenevo ad accogliere le persone in un luogo dove non dovessero affrontare pericoli. Mi sento responsabile per non aver saputo proteggerle", le parole pronunciate da Moretti nel primo interrogatorio, reso come persona informata sui fatti.

Archivi distrutti per allagamento

 Ma delle fatture e della documentazione tecnica di quegli anni non c'è più traccia - secondo l'imprenditore - per una sfortunatissima concatenazione di eventi. Il primo - ha raccontato agli investigatori - è stato un allagamento della sinagoga confinante che ha interessato anche l'archivio del disco-bar. Poi un secondo allagamento, a casa Moretti: "Tre mesi fa - si legge ancora nel verbale dell'interrogatorio - una seconda inondazione ha colpito l'ufficio della nostra abitazione dove avevamo depositato gli archivi rimanenti. In quell'occasione, abbiamo gettato diversi scatoloni di documenti contabili danneggiati".

Le dichiarazioni durante l'interrogatorio

 Durante il drammatico interrogatorio, il proprietario, che non era presente nel momento dell'incendio, disegna di suo pugno la planimetria del piano interrato. Abbozza la scala di ingresso che immette nella salone centrale, i servizi igienici per uomini e donne con accesso per persone disabili, una stanza per fumatori, un ripostiglio, un ufficio e numerosi box, tipo privé, con divani in stile chesterfield. In totale 250 metri quadri per una capienza massima di cento persone.

Crans-Montana, l'uscita di sicurezza bloccata e la mappa del seminterrato

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© Tgcom24
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"Ci sono due uscite di sicurezza - ha spiegato Moretti nell'interrogatorio - una nell'interrato che porta nella tromba delle scale della palazzina e una a piano terra dove la porta principale è indicata anche come uscita di sicurezza". Poi c'è una "porta di servizio che dà accesso alle gallerie commerciali", aggiunge, "ma non è indicata come uscita di sicurezza". Di quest'ultima dirà nello stesso interrogatorio: "l'abbiamo scoperta chiusa e bloccata, con altre due persone l'abbiamo forzata e ha finito per cedere aprendosi all'esterno...ci siamo imbattuti in 5 o 6 persone inanimate, a terra, ammassate dietro la porta". E tra queste c'era la sua figlioccia Cyane Panine, di 25 anni, che era anche la cameriera che avrebbe incendiato la schiuma fonoassorbente del soffitto con la candela sulla bottiglia di champagne.

Crans-Montana, la questione risarcimenti

 Oltre alla vicenda giudiziaria si apre ora il complesso capitolo dei risarcimenti. Il primo passo lo ha fatto il Cantone del Vallese deliberando un primo aiuto di emergenza di 10mila franchi per ciascuna famiglia coinvolta. Inoltre, un conto corrente raccoglierà le donazioni dei privati che saranno poi conferite a una fondazione indipendente che gestirà la distribuzione dei fondi.

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