Corea del Sud, un dolce a base di formiche fa rischiare il carcere allo chef di un ristorante di lusso
Chiesto un anno di reclusione e una pesante multa per lo chef che avrebbe usato gli insetti per regalare una nota di acidità ai piatti
© Istockphoto
I dolci con guarnizione di formiche non sembrano proprio "Gangam style", anche se gli insetti venivano serviti proprio nell'elegante quartiere di Seul che ha ispirato la dimenticabile hit. Questa almeno è la tesi dei pubblici ministeri coreani, che hanno chiesto di condannare a un anno di carcere il proprietario di un ristorante di alto profilo della capitale. L'uomo, anche chef del lussuoso locale, è accusato di aver servito ai propri clienti dessert guarniti da insetti vietati. Reato per cui ora rischia qualche anno di reclusione e una salata multa.
Galeotti furono i post
Il proprietario del ristorante e la società a cui lo stesso fa riferimento sono stati incriminati per violazione della legge nazionale sull'igiene alimentare. L'indagine è partita mesi fa, quando a catturare l'attenzione degli inquirenti sarebbero stati dei riferimenti a piatti a base di formiche in diversi post sui social media. In particolare il posto d'onore nel menu sarebbe stato ricoperto da un particolare sorbetto, cui l'aggiunta di insetti illegali regalava un'ulteriore nota acidula e rinfrescante.
Cavallette sì, formiche no
È bene ricordare che in Corea del Sud non è vietata la consumazione per ragioni alimentari di tutti gli insetti, al contrario. Sono ben dieci le specie che si possono mangiare senza problemi a quelle latitudini e tra queste troviamo anche le cavallette o i bachi da seta. Una lista non nutrita ma interessante insomma, da cui sono tuttavia escluse le formiche. Chi volesse utilizzare queste ultime per le proprie ricette può comunque farlo, a patto di aver incassato un permesso speciale temporaneo. Peccato solo che nel caso specifico detta autorizzazione non fosse nemmeno mai stata richiesta dal ristorante.
Multe salate per formiche acidule
Ora lo chef, che può vantare ben due stelle Michelin, rischia fino a cinque anni di reclusione e una multa pari a 50 milioni di won (quasi trentamila euro). Una cifra importante ma proporzionata alla portata del business. Secondo l'accusa il dessert incriminato sarebbe stato infatti servito 12.200 volte, fruttando al proprietario all'incirca 120 milioni di won. Si parlerebbe a grandi linee di circa cinquantamila esemplari sfruttati per decorare dolci dal 2021. Cifre ampiamente contestate dallo staff del locale, che si difende facendo notare come certi numeri diano per scontato che tutti i clienti consumino quel dessert, una fattispecie altamente improbabile.
La difesa dello chef
Sia come sia, lo stesso chef non ha negato che le formiche venissero utilizzate per garantire un layer di gusto in più ai propri piatti. Un'usanza che l'uomo avrebbe importato dagli Stati Uniti, il Paese da dove veniva spedito il grosso degli insetti insieme alla Thailandia. D'altra parte le formiche sono ormai un ingrediente accettato anche in Paesi europei come la Danimarca o in luoghi tutt'altro che marginali come l'Australia o il Regno Unito. Proprio in ragione di questo l'incriminato basa quindi tutta la sua tesi difensiva sul non sapere che in Corea del Sud le cose funzionassero diversamente. Un alibi che può reggere, quasi quanto la tentazione di provare sul proprio palato quel tocco di acidità garantito dalle formiche.
