"Dopo un anno nessun cambiamento: non cerchiamo risarcimenti ma impegni concreti"
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A un anno dalla morte di Mattia Cossettini, il bambino friulano di 9 anni deceduto il 6 gennaio 2025 a Marsa Alam durante una vacanza con i genitori, la famiglia torna a denunciare gravi carenze sanitarie e organizzative e sostiene che "nulla è cambiato". I legali hanno avviato un'azione formale nei confronti dell'ospedale di Marsa Alam e della direzione sanitaria egiziana, e anche del tour operator e della direzione del villaggio turistico.
Secondo la ricostruzione dei familiari, il bimbo ebbe un malore improvviso e grave durante un'escursione in barca organizzata dal villaggio. L'attività non sarebbe stata interrotta e non sarebbe stata fornita assistenza immediata sul posto. Il trasferimento alla clinica del villaggio sarebbe avvenuto solo dopo diverse ore, senza l'attivazione di protocolli di emergenza e senza un invio tempestivo verso una struttura ospedaliera attrezzata adeguatamente.
La famiglia contesta anche la gestione successiva: le condizioni del bambino sarebbero peggiorate rapidamente e il trasferimento all'ospedale sarebbe stato tardivo. A giudizio dei genitori, la struttura non era in grado di affrontare un'emergenza neurologica pediatrica, per carenze di dotazioni, competenze specialistiche e procedure.
Viene messa in discussione anche la diagnosi iniziale formulata dai sanitari locali: l'autopsia eseguita in Italia, all'ospedale di Udine, avrebbe smentito quanto comunicato in Egitto, attribuendo il decesso a un'emorragia causata da un aneurisma cerebrale. Particolarmente critica, secondo i familiari, anche la gestione della comunicazione dopo la morte. Il 9 gennaio l'ospedale di Marsa Alam diffuse una nota che indicava in un tumore cerebrale e una polmonite batterica le cause del decesso, informazioni ritenute non veritiere e in violazione dei principi di riservatezza e della dignità del minore, che "generarono un'eco mediatica internazionale".
"Non cerchiamo risarcimenti che non potranno mai colmare la perdita - afferma il padre - ma impegni concreti e verificabili: potenziamento delle strutture sanitarie, protocolli di emergenza efficaci e formazione specialistica del personale, per evitare che tragedie simili si ripetano". La vicenda, che ha suscitato attenzione anche fuori dai confini nazionali, riaccende il dibattito sulla sicurezza sanitaria nelle destinazioni turistiche internazionali. Martedì 6 gennaio, nel primo anniversario della morte, Mattia sarà ricordato con una messa a Tavagnacco e Tricesimo, in provincia di Udine.