Colpita in Iran una scuola femminile: almeno 148 vittime
L'istituto si trovava nella città di Minab, nel sud del Paese, a 60 metri da una base militare, target dei raid di Israele e Usa
E' salito a 148 morti e 95 feriti il bilancio dell'attacco missilistico che ha colpito una scuola femminile nella città di Minab, nella provincia di Hormozgan, nel sud dell'Iran, durante i raid congiunti di Stati Uniti e Israele, secondo il procuratore locale. La scuola Shajaba Tayyiba era situata a circa 60 metri da una base militare. L'edificio in passato era parte del complesso militare, ma immagini satellitari indicano che le due aree sono separate almeno dal 2016. Il governatore locale ha dichiarato per domenica una giornata di lutto cittadino: "E' stato commesso un grande crimine".
La denuncia del governatore locale
Il governo della provincia, definendo l'attacco "un grande crimine" compiuto da "presunti difensori dei diritti umani, che hanno calpestato le regole del diritto internazionale", prendendo di mira scuola e studenti. Le operazioni di ricerca e soccorso, ha affermato il governatore della provincia, "continuano e stiamo facendo tutto il possibile per salvare eventuali persone che potrebbero essere rimaste vive sotto le macerie". Tali operazioni "continueranno fino al completamento e tutte le risorse della provincia sono state mobilitate per aiutare le vittime di questo tragico evento".
Il governatore ha espresso solidarietà alle famiglie delle vittime e alla popolazione di Minab, esortando tutte le autorità sanitarie e di soccorso a dare priorità alle cure urgenti per i feriti. Il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ha condannato l'attacco brutale alla scuola di Minab, definendola una "una pagina oscura" nella storia degli aggressori ed esprimendo "profondo dolore" per la nazione.
"Condannando fermamente questo gesto disumano, esprimo le mie condoglianze alle famiglie delle vittime, al popolo di Minab e all'intero popolo iraniano, condividendo con loro il profondo dolore", ha affermato Pezeshkian in una nota.
In precedenza, il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, aveva pubblicato una foto dell'edificio scolastico distrutto, scrivendo: "Questo luogo è stato bombardato alla luce del giorno, quando era pieno di giovani studentesse". Questi crimini, ha aggiunto, "non resteranno impuniti".
Un video, poi, pubblicato dall'agenzia di stampa statale iraniana Irib mostra almeno otto sacchi per cadaveri sul pavimento dell'edificio dopo l'attacco. Il portavoce del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), Tim Hawkins, ha dichiarato che Washington è a conoscenza delle segnalazioni di vittime civili legate alle operazioni militari in corso, che tali notizie vengono prese seriamente e sono oggetto di verifica, ribadendo che la protezione dei civili resta una priorità e che saranno adottate tutte le precauzioni possibili per ridurre il rischio di danni involontari.
In Consiglio di Sicurezza dell'Onu il segretario generale Antonio Guterres, citando media iraniani, ha riferito del raid aereo che avrebbe ucciso e ferito molte persone nella scuola femminile di Minab.
Un primo bilancio
"Il numero di studenti martiri alla scuola di Minab ha raggiunto quota 108 - aveva reso noto in un primo momento un portavoce della Mezzaluna Rossa, - e le operazioni di soccorso e rimozione delle macerie sono ancora in corso". L'agenzia di stampa Afp non è riuscita ad accedere al luogo per verificare il bilancio delle vittime o le circostanze dell'incidente, mentre l'esercito israeliano non ha rilasciato commenti.
