La testimonianza

Medioriente sotto attacco, un italiano dal Qatar a Tgcom24: "Viviamo nella pseudonormalità"

Lanfranco Fiorentino, da 4 anni a Doha, racconta dell'attuale situazione in cui missili iraniani vengono intercettati nello spazio aereo attualmente chiuso

di Gabriella Persiani
02 Mar 2026 - 16:33
 © Tgcom24

© Tgcom24

"Viviamo in una pseudonormalità: lo Stato del Qatar è riuscito a trasmettere un senso di serenità con informazioni costanti e precise, tale da consentire uno svolgimento regolare della vita di tutti i giorni evitando di generare panico". Racconta in tutta tranquillità a Tgcom24 la situazione nel Paese del Golfo dove risiede da quattro anni Lanfranco Fiorentino, ex militare e attualmente dipendente di una ditta privata che opera nel settore della difesa. "Sono rimasto all'interno del mio campo - precisa. E anche guardando le cose con occhio critico, posso dire che effettivamente il senso di sicurezza che viene trasmesso, poi corroborato dalle azioni che vengono messe in atto. In soldoni, non ci si può proprio lamentare".

E come sta?
"Stiamo bene, ci troviamo bene. Qui la sensazione è quella di pseudonormalità. Preciso pseudo, perché non capita tutti i giorni di ritrovarsi nel mezzo di una crisi del Golfo. Lo status quo è identico a quello di un paio di giorni fa quando abbiamo ricevuto l'avviso di stare a casa e di evitare gli spostamenti se non strettamente necessari proprio perché c'era attività militare in corso".

Usa comunque il termine di "normalità".
"C'è da dire che lo Stato del Qatar sta facendo un ottimo lavoro nel trasmettere serenità a tutti i residenti, anche gli expat come me che lavorano qui. Le attività praticamente procedono regolarmente, non si avverte alcun 'disturbo'. Uffici, supermercati, tutto aperto, i negozi sono assortiti. Continuano addirittura anche le consegne a domicilio; le attività non essenziali sono in smartworking. Non c'è stata quella sensazione di panico che si sarebbe generata in altri contesti".

E come procede la vita degli italiani in Qatart?
"Siamo una comunità abbastanza nutrita qui a Doha. Siamo regolarmente in contatto tra noi e monitoriamo gli sviluppi della situazione. Qui c'è l'ambasciata italiana che ci ha avvisato nel momento in cui c'è stata l'escalation da parte dell'Iran".

Chi sono gli italiani in Qatar?
"Per la stragrande maggioranza si lavora nel campo del gas, perché il Qatar ha una grossa produzione di gas. Ci sono anche tanti nella finanza e nelle costruzioni, come ingegneri e architetti. Poi, con Qatar Airwais c'è una comunità di piloti e tutto ciò che ruota intorno alla compagnia aerea. Pochi, invece, i turisti. Qualcuno può essere rimasto bloccato. Non è neanche stagione turistica, perché siamo nel bel mezzo del Ramadan, e il Qatar forse è anche meno attraente degli Emirati".

 

Ma quanto è lontana l'eco della guerra?
"La guerra è vicina, come no. Anche se il Qatar ne ha risentito poco di passaggi di missili molto meno rispetto ad Emirati e Barhein. Ma anche il Qatar ha subito attacchi da parte dell'Iran e la stragrande maggioranza di questi attacchi è stata intercettata con successo, il che significa che il Paese ha un sistema di difesa che sta funzionando molto bene".

Non è stato consigliato dall'ambasciata di lasciare il Paese?
"Non c'è stato consigliato di lasciare il Paese. Anche perché lasciare il Qatar non è possibile per via aerea perché l'aeroporto di Doha è chiuso, quindi l'unico modo per uscire è andare in Arabia Saudita attraversando la frontiera in auto. Ma devo essere sincero e ribadisco che non c'è quella percezione di dover lasciare il Paese".

videovideo

Lei vorrebbe?
"Sinceramente mi sento più tranquillo a Doha di quanto potrei sentirmi da qualsiasi altra parte. Ovviamente questo riguarda ogni singolo soggetto. Chi sente il botto di un intercettore che intercetta un missile iraniano e non è avvezzo alla questione e non sa cosa sta avvenendo può avere più paura rispetto a chi come me conosce le dinamiche".

Quindi per lei oggi è una giornata lavorativa normale?
"Assolutamente sì. E ripeto che ciò che sta facendo lo Stato del Qatar nei confronti dei residenti è quello di fare un'informazione precisa su ciò che sta avvenendo. Non si dà spazio così alla speculazione e al chiacchiericcio, che poi possono portare a situazioni di panico".

videovideo

Quali sono i canali informativi?
"Ci sono canali ufficiali con il quale il Qatar comunica. Vengono utilizzate piattaforme come Instagram, usate per diffondere dei comunicati. Ma in caso di emergenza c'è un sistema di allerta nazionale che praticamente si sovrappone a qualsiasi altro sistema sul cellulare e compare il messaggio d'allarme. Un po' come succedeva in Italia ai tempi del Covid".

© Tgcom24

© Tgcom24

Ma sono stati indicati punti di raccolta?
"Non ci sono rifugi veri e propri, ma ci sono grossi parcheggi sotterranei. Così come negli Emirati, se si avverte l'esigenza di rifugiarsi si può andare in questi parcheggi sotterranei o nella metropolitana. Però, ripeto, anche perché ci sono stati molti meno attacchi rispetto agli Emirati e si sono concentrati in particolare nelle zone delle basi americane, la necessità di cercare rifugio sinceramente non c'è stata".

Ti potrebbe interessare

videovideo