Egitto, spedizione italiana scopre necropoli con 35 mummie
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Da tempo gli archeologi si interrogavano sulla funzione del papiro con i versi di Omero. L'ipotesi di Gianluca Miniaci, egittologo dell'Università di Pisa, sembra quella più accreditata ed è anche quella meno... romantica
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Cosa ci faceva un frammento dell'Iliade di Omero all'interno di una mummia di epoca greco-romana rinvenuta negli scavi di un sito archeologico in Egitto? Aveva forse un significato simbolico? O forse uno più religioso legato al culto dei morti? Interrogativi che si sono posti gli archeologi dell'Istituto del Vicino Oriente Antico (IPOA) della Facoltà di Filologia e Comunicazione dell'Università di Barcellona, impegnati negli studi sul ritrovamento, tra novembre e dicembre 2025, del primo testo letterario greco documentato in un'imbalsamazione romana di circa 1.600 anni fa, nella città egiziana di al Bahnasa, l'antica Ossirinco. Si era pensato, in particolare, a un testo destinato ad accompagnare il defunto nel suo viaggio nell'aldilà. A risolvere il giallo Gianluca Miniaci, egittologo dell'Università di Pisa: "E' un 'semplice' elemento funzionale alla mummificazione".
L'egittologo Miniaci ha chiarito il recente ritrovamento avvenuto nella necropoli di Ossirinco, nella tomba 65 del settore 22, di una mummia di epoca romana che presentava un elemento insolito: un papiro posto sull'addome come parte del rituale di imbalsamazione. In precedenti campagne, la Missione Archeologica di Ossirinco aveva già documentato papiri scritti in greco in posizioni simili, ma tutti di contenuto magico o rituale. Un testo letterario come l'Iliade non era mai stato rinvenuto in questo contesto. Il sito non è lontano dall'area in cui l'ateneo pisano conduce ricerche archeologiche dal 2015.
La scoperta, effettuata da una missione archeologica spagnola a Ossirinco, nel governatorato di Minya, aveva riportato alla luce una tomba romana con numerose mummie e oggetti preziosi, tra cui un papiro contenente un passo del secondo libro dell'Iliade, il cosiddetto "Catalogo delle navi" (II, 494-759), che elenca i contingenti greci diretti a Troia, uno dei testi più emblematici della letteratura occidentale.
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Un ritrovamento eccezionale, come sottolineato: è la prima volta nella storia dell'archeologia che viene rinvenuto un testo letterario greco deliberatamente incorporato nel processo di imbalsamazione di una mummia. Un rinvenimento che inizialmente poteva suggerire un significato simbolico o religioso legato al culto dei morti, ma che invece ha una spiegazione del tutto diversa.
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"Al contrario di quello che si suppone, questo frammento non indicava l'idea di portarsi una parte dell'Iliade nel proprio percorso funerario, si tratta piuttosto di un papiro utilizzato come materiale per riempire l'addome ed evitare il cedimento della pelle e dei tessuti dopo la rimozione delle viscere, un po' come se noi avessimo utilizzato dei vecchi fogli di giornale", spiega Miniaci. Il papiro, dunque, non aveva una funzione simbolica o religiosa, bensì una funzione pratica, per stabilizzare il corpo del defunto nel processo di imbalsamazione.
"Il ritrovamento del papiro - sottolinea Miniaci - è avvenuto in un'area di straordinaria importanza archeologica: la necropoli di Ossirinco si trova infatti nelle vicinanze del sito di Zawyet Sultan, dove l'Università di Pisa è impegnata da oltre dieci anni in campagne di scavo che hanno già portato alla luce strutture funerarie di grande interesse, tra cui una piccola piramide incompiuta che stiamo studiando per capirne uso e funzioni".