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Accordo sulla Brexit, via libera dei 27 leader Ue | Lʼincognita Westminster

Lʼok al vertice straordinario di Bruxelles. Tusk: "Si apre un difficile percorso di ratifica". Juncker: "Questo divorzio è una tragedia". Occhi puntati su Westminster dove il voto potrebbe essere il 10-11 dicembre

I 27 leader europei hanno dato il via libera all'accordo sulla Brexit. L'ok è arrivato durante il vertice straordinario di Bruxelles. L'auspicio dell'Ue è che entri in vigore il 30 marzo 2019, per assicurare un'uscita ordinata di Londra. Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha definito il divorzio "una tragedia". Occhi puntati ora su Westminster, dove il voto potrebbe essere il 10 o l'11 dicembre: lo scoglio, oltre al Labour, potrebbero essere i falchi tories e gli unionisti.

Brexit, i leader dei Paesi Ue al vertice straordinario di Bruxelles

E' un passaggio che mette un punto fermo dopo circa due anni di negoziati, ma che apre anche la strada alla nuova difficile tappa del voto a Westminster, dove la premier britannica Theresa May per ora non ha la maggioranza, e dove l'intero processo rischia di deragliare. E' un giorno "triste in cui non c'è nulla da celebrare", ha detto il presidente dell'esecutivo comunitario Jean-Claude Juncker, indicando al tempo stesso che l'intesa per il divorzio del Regno Unito non è solo "il miglior accordo possibile" per entrambe le parti, ma anche "l'unico possibile". "Se qualcuno alla Camera dei Comuni pensa di bocciarlo, credendo di poterne spuntare uno migliore, resterebbe deluso", ha avvertito.

Una posizione condivisa in modo compatto da tutti i capi di Stato e di governo, May compresa. "Non c'è un piano B", ha messo in guardia il premier olandese Mark Rutte, mentre l'irlandese Leo Varadkar ha respinto qualsiasi ipotesi di una riapertura dei negoziati. Sulla stessa linea anche lo spagnolo Pedro Sanchez, che con le sue minacce di veto sull'accordo per la mancanza di rassicurazioni su Gibilterra (poi ottenute grazie anche all'intervento del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk) ha tenuto in bilico il vertice fino alla vigilia.


D'altra parte, il premier Giuseppe Conte ha spiegato che i preparativi per la "hard Brexit" - il tanto temuto salto nel buio che si potrebbe concretizzare se il voto alla Camera dei Comuni dovesse essere negativo - proseguono. E se il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato "a trarre lezione dalla Brexit e a proteggere" l'Unione "da chi dimentica che è garanzia di pace, sicurezza e prosperità", la cancelliera tedesca Angela Merkel ha definito l'accordo di divorzio "un capolavoro diplomatico", parlando di "un giorno storico, che tuttavia scatena sentimenti misti, anche tragici".

Tutti mesti, ma non la premier britannica, che combattiva, rivolgendosi ai cittadini della Corona, ha indicato un "futuro radioso alle porte" se l'accordo andrà a buon fine, in un appello diretto a sostenerlo. "Metterò anima e cuore" perché vada in porto, ha insistito la May in una lettera aperta, escludendo al tempo stesso l'ipotesi di un secondo referendum.

Le tappe della Brexit

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