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Continuare a videogiocare dopo la fine della storia o no? Lo scontro tra due filosofie

Siete tra quelli che videogiocano anche dopo i titoli di coda, magari anche per tantissimo tempo, oppure cambiano subito gioco per passare a qualcosa di diverso?

Il termine "endgame" è generalmente utilizzato per indicare l’insieme di contenuti e/o attività che si rendono disponibili dopo i titoli di coda della campagna principale. In molti giochi open-world, in genere, è lo stesso mondo di gioco, magari pieno zeppo di missioni e opportunità, a rappresentare un forte incentivo per continuare a giocare anche dopo la fine della trama.

Una regione non ancora esplorata, una questline secondaria lasciata in sospeso, ma molto affascinante, la possibilità di raggiungere con il proprio personaggio un livello adeguato a sconfiggere finalmente quel drago che proprio non ne voleva sapere di cadere giù e tante altre cosette del genere fanno parte delle attività che è possibile affrontare in buona parte dei videogiochi moderni.

Gears 5 offre diverse modalità multiplayer (sia competitivo che cooperativo) in aggiunta alla campagna principale.

In altri giochi, invece, terminata la campagna principale, si sbloccano modalità alternative che permettono di sfruttare i progressi ottenuti finendo il gioco per gustarsi altri contenuti o una rivisitazione degli stessi, magari con meccaniche leggermente diverse.

Tra i giochi disponibili in questi giorni abbiamo tre diversi esempi di endgame. Gears 5 punta su diverse cose: la possibilità di rigiocare la campagna a difficoltà più elevate, il corposissimo multiplayer competitivo e un paio di modalità molto intriganti come la classica Orda (dedicata al multiplayer cooperativo) e la novità Fuga. Borderlands 3, invece, più in stile open world, punterà sul completamento delle missioni secondarie e sull’esplorazione dell’universo di gioco, oltre che sulla possibilità di raggiungere il level cap con il proprio personaggio, alla ricerca ovviamente delle migliori armi possibili.

Quello di Monster Hunter World: Iceborne è l’endgame più caldo del momento, capace di tenere impegnati i giocatori per centinaia di ore di gioco.

E poi c’è Monster Hunter World: Iceborne, che è paradossale, in questo contesto: è contemporaneamente uno dei più grandi contenuti endgame di un altro gioco (Monster Hunter World) e a sua volta praticamente un prodotto a parte, con un endgame tutto suo, che tra l’altro è più o meno infinito. La formula trovata da Capcom per tenere i giocatori incollati all’universo di MHW per così tanto tempo non ve la so spiegare, ma quello che posso garantirvi è che funziona, eccome! Il mio salvataggio segna 330 ore di gioco, di cui "solo" 120 dedicate alle trame principali del prodotto base e dell’espansione. Di conseguenza, oltre 200 ore le ho dedicate ai contenuti endgame. E ho tutt’altro che smesso. Che ci giochi da solo, in compagnia di amici, o anche di perfetti sconosciuti, faccio proprio fatica a staccarmi da Monster Hunter World.

C’è da dire che io sono sicuramente un tipo da endgame. Se un gioco mi piace, sono felicissimo di continuare a giocarlo anche dopo i titoli di coda, soprattutto se i contenuti di fine gioco sono interessanti e magari accompagnati da obiettivi stimolanti, con ricompense gustose. Altri giocatori, invece, preferiscono finire solo la trama principale di un gioco, per poi passare subito all’avventura successiva. Un po’ come si consumano i libri, i film o le serie TV, insomma. Sono due filosofie abbastanza contrapposte, e non credo che tra le due ce ne sia una migliore.

Borderlands 3 propone un vasto mondo di gioco da esplorare, personaggi da livellare e un’infinità di armi da provare.

E non si tratta solo di quantità e basta, eh. Tutt’altro. Io, che gioco per 300 ore a Bloodborne o a Monster Hunter World, ho trovato un po’ lunghetti alcuni giochi da 15-20 ore. Perché è una questione di ritmo, di tipo di contenuti. La trama principale di un Uncharted, per esempio, funziona se è ben ritmata per tutto il tempo. Se un paio di capitoli sono un po’ più moscetti, rischiano di rovinare un po’ l’esperienza (e ti spingono a pensare che sarebbe stato meglio non averli). Quindi non è che "di più è meglio". Assolutamente no. Non sempre, almeno. Sia le avventure più brevi, sia i giochi dall’endgame praticamente infinito, devono trovare il modo di risultare attraenti per tutta la loro durata.

E voi, da che parte siete? Endgame infinito o passaggio rapido da una trama principale all’altra?

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