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Crackdown 3: azione esplosiva in compagnia di Terry Crews

Figlia di una lunga gestazione, la nuova esclusiva Xbox One e PC è finalmente arrivata. Ecco il parere di Mastergame

Crackdown 3: azione esplosiva in compagnia di Terry Crews

A volte cerchi un videogioco che sappia divertirti e stimolarti offrendo un sistema di gioco raffinato e moderno, una storia cesellata con classe o comunque una interessante variazione sul tema, altre volte invece vuoi semplicemente spaccare tutto nel modo più fracassone possibile. Nel secondo caso Crackdown 3 è probabilmente il gioco che fa per voi, soprattutto se volete tornare indietro di una decina di anni.

Come sappiamo Crackdown 3 nasce per rispondere alla domanda “Come potremmo utilizzare il cloud computing nei videogiochi?” la risposta si è fatta attendere molto tempo e forse ha perso anche parte della sua importanza, di sicuro non riguarda la modalità single player, dove sappiamo già che la decantata distruzione totale non è presente, ma partiamo da qua.

Dieci anni dopo i fatti di Crackdown 2 (del quale potete anche non sapere niente prima di iniziare a giocare) un attacco terroristico non meglio identificato rende inutilizzabile gran parte della tecnologia mondiale (o degli Stati Uniti, tanto nei film d’azione succede tutto là), i rifugiati cercano riparo nella città di New Providence che non solo è magicamente rimasta illesa, ma sembra offrire un ambiente idilliaco in cui ripartire da zero. Dietro a tutto c’è ovviamente la più classica delle multinazionali cattive, la TerraNova WorldWide, che dietro la maschera del bene comune sta compiendo strani esperimenti e tiene in pugno la città con la sua gang di criminali, scienziati pazzi e guerrafondai vari. Ovviamente toccherà all’Agenzia risolvere le cose nell’unico modo possibile: spaccando tutto. Il tutto è raccontato con pochissime scene di intermezzo che sfruttano il motore del gioco e alcune illustrazioni che ricordano un po’ i fumetti degli anni ’90 (scelta coerente, se non altro).

Il sistema di combattimento è senza dubbio divertente: ci sono un sacco di armi, un sacco di gente a cui fare male, pezzi auto che volano e fucili in grado di creare buchi neri e altre amenità, però gli incarichi sono troppo ripetitivi e tutto sa di già visto, anche visivamente, nonostante una buona profondità visiva. Ogni azione che faremo andrà a incrementare la nostra capacità di uso delle armi da fuoco, degli esplosivi, della guida (anche se le auto non le userete mai, se non come proiettili, fidatevi) o del corpo a corpo, sbloccando abilità e oggetti aggiuntivi. L’agilità invece andrà potenziata collezionando dei globi verdi sparsi in giro per la mappa.

Tutta la storia può essere affrontata in compagnia di un amico (e lui può anche giocare via PC), anche se nei nostri test abbiamo incontrato alcuni problemi di bilanciamento proprio scontrandoci contro un boss che si è rivelato praticamente impossibile affrontato in coppia.

Per quanto riguarda l’online, al momento abbiamo provato due modalità: una è un team deathmatch in cui bisogna confermare l’uccisione raccogliendo degli stemmi che restano sul campo di battaglia dopo la morte dell’avversario per pochi secondi e l’altra è la classica riproposizione delle zone da controllare per far aumentare il proprio punteggio che ogni tot secondi cambiano posizione nella mappa. L’architettura delle arene è intricata e premia la verticalità, ricordandoci che è importante raccogliere i globi arancioni, con cui caricare una delle due abilità speciali disponibili: scudo temporaneo o salti aumentati.

In questo caso finalmente possiamo apprezzare la famigerata distruzione degli ambienti, ma onestamente non è niente di così assurdo e straordinario da giustificare addirittura l’uso del cloud computing. Parliamo di pezzi muro o pavimento che si spaccano ed esplodono come se fossero di polistirolo. Non sappiamo se in futuro verranno aggiunte altre modalità di gioco, ma di sicuro questa parte del gioco, pur divertendo, non rappresenta quell’incredibile valore aggiunto che potrebbe decretarne il successo, perché anche qua non c’è niente che non si sia già visto altrove.

E quindi? E quindi Crackdown 3 è inevitabilmente il risultato di un progetto nato attorno a una singola idea (“Sarebbe bello usare il cloud computing per la distruzione degli ambienti!”) ma che poi ha faticato a giustificare la sua esistenza con tutto ciò che dovrebbe esserci di contorno. Ha i suoi momenti divertenti, questo è ovvio, e probabilmente potrebbe apparire ancora più spettacolare per un’utenza che si affaccia oggi al mondo dei videogiochi, tuttavia rimane un prodotto debole e datato sia nelle meccaniche che nei concetti che nella visione. Nell’incredibile offerta odierna di titoli online e offline, alcuni dei quali persino gratuiti, rischia di perdersi e forse lo dimenticheremo presto. Microsoft, puoi fare di meglio.



Come lo abbiamo giocato

La nostra recensione di Crackdown 3 nasce dall'aver giocato tutta la campagna single player fino alla fine, con alcune sessioni in cooperativa. Abbiamo poi giocato il mulitplayer prima dell'uscita del gioco in un paio di sessioni di circa due ore con altri giornalisti, il tutto sia su una Xbox One X che su un portatile gaming di ultima generazione.


Può piacere a chi…
… cerca un gioco semplice, senza tanti fronzoli che ricordi i vecchi film d’azione
… vuole interpretare un gioco nei panni di Terry Crews
… si affaccia per la prima volta a titoli di questo tipo

Potrebbe deludere chi…
… cerca un gioco con meccaniche innovative
… vuole un gioco ricco di varietà
… non ama i giochi d'azione

Crackdown 3 è un gioco consigliato ai maggiori di 18 anni.
 


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