Argentario, caccia al tesori notturna
Porto Ercole, ore 22, venerdì 17 aprile. Tutto ad un tratto siamo nel 1509. Ad occhi chiusi indirizziamo lo sguardo verso la cala che, a sud del promontorio dellArgentario, protegge ogni galeone in arrivo dallalto mare in tempesta. Una bandiera nera sventola nel buio della notte, una flebile luce si avvicina, percorre il robusto molo sotto la rocca spagnola, finché non illumina un volto barbuto e minaccioso dallocchio bendato. Apriamo gli occhi: la notte dei pirati sta per cominciare. Sembra tutto vero, anzi per questo fine settimana lo è. A Porto Ercole da venerdì a domenica è come fare un salto nel passato di 500 anni, in mezzo alle stradine, nei locali, sulle spiagge, ed in ogni cantuccio nei pressi del porto dovremo guardarci dal fare brutti incontri. Potremmo imbatterci in brutti ceffi stravaccati davanti ad una pinta di rum, come Long John Silver, Henry Morgan, il pirata Barbanera, Jack Sparrow. Ognuno di loro si prepara alla caccia ad un ricco tesoro.
Tutta Porto Ercole in questo weekend rievoca le atmosfere della vita dei pirati spagnoli che già nel Cinquecento presidiavano questa insenatura felice, in posizione strategica per gli Spagnoli, collocata fra lo Stato Pontificio e i Duchi di Toscana. Il paese sarà insomma il covo dei pirati, organizzati in squadre-ciurme, pronti a tutto pur di recuperare lambito tesoro.
Con particolari e curati abiti nello stile dellepoca, i perfidi pirati spagnoli sbarcheranno sulle spiagge del porto, per sfilare poi lungo le strade del paese, fermandosi qua e là nei locali allestiti come locande, ognuno di questi covi allestirà una speciale festa.
Dopo la prima nottata, che serve per prendere confidenza con i corsari, sabato pomeriggio si può votare la ciurma più bella e divertente ed eleggere il miglior covo. Allimbrunire scoppieranno i colpi di cannone: quando vedremo salire una cortina di fumo allora vorrà dire che i pirati saranno sbarcati sulle spiagge del porto di Porto Ercole pronti a consultare le pergamene con impresse le mappe per la ricerca del tesoro. La notte sarà lunga, alla ricerca del forziere. Non appena verrà ritrovato il bottino, si udiranno cinque colpi di cannone in rapida successione, che sanciranno la fine della caccia al tesoro e decreteranno il vincitore.
Al risveglio, che per alcuni sarà sulla fiabesca spiaggia della Feniglia, lunga lingua di sabbia ruvida abbracciata da una fitta pineta e lambita da morbide curve dacqua, e che per altri sarà alla Cala Galera, lantico porticciolo dove sostavano e si rifornivano un tempo le galere (le navi a remi dei corsari), così come oggi fanno yacht e barche a vela, si potrà tornare in paese e ammirare altri pirati moderni: i motociclisti in sella alle roboanti Harley Davidson sfileranno sul lungomare fino alla parte alta del paese, quella affacciata sul mare sovrastata dalle case dei pescatori, raccolte intorno alla piazza di Santa Barbara e al Palazzo del Governatore con la facciata rinascimentale.
Un dedalo di vicoli in ripida salita conduce alla suggestiva chiesa di SantErasmo dove è conservato da secoli il documento di morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, deceduto per malattia proprio qui il 18 luglio 1609, data da interpretarsi come 1610, secondo il calendario gregoriano . Spingendosi ancora più su per le irregolari scale in pietra si raggiunge la poderosa Rocca Aldobrandesca. Varcato il maestoso ingresso dal ponte elevatoio, larchitettura e gli arredi degli edifici (in parte privati), i giardini colorati e profumati ci riporteranno ancora per qualche ora in un passato magico e turbolento, affascinante e travagliato. un tuffo nello straordinario universo dei pirati.
Nadia Baldi