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20.2.2012

Fujifilm salva le foto dopo lo tsunami

Il progetto Photo Rescue

In Giappone, a quasi un anno dal devastante sisma e dallo tsunami, dal fango emergono foto e immagini che chi ha avuto tutto distrutto vuole recuperare. E’ un progetto che Fujifilm, uno dei più grandi produttori nipponici di macchine fotografiche, porta avanti con la consapevolezza che la fotografia è qualcosa di più di una fotocamera digitale. Tataaki Kurose, in Italia per presentare i nuovi modelli, ce lo ha spiegato con l’orgoglio e la fierezza di un popolo spesso piegato ma mai spezzato.

La tragedia del terremoto e dello tsunami hanno colpito il Giappone quasi un anno fa: Fujifilm ha avuto danni materiali alle sue sedi operative? Il business ne ha risentito?
Ovviamente anche Fujifilm ha riportato dei danni. Alcuni dei nostri stabilimenti e degli edifici collocati nell’area interessata dal terremoto e dallo tsunami sono stati danneggiati anche se fortunatamente le nostre attrezzature non hanno riportato danni rilevanti, perciò siamo comunque riusciti a ritornare presto a lavoro e a lanciare i nuovi prodotti entro i tempi che avevamo prefissato.

Per quanto riguarda la produzione e il mercato ora si può dire che siamo tornati alla situazione precedente al sisma. Come’è la situazione nel Paese?
Anche per il Giappone in generale la situazione è praticamente tornata alla normalità anche se c’è bisogno di tempo e ancora dovremo lottare per andare avanti, ma la popolazione ha un forte volontà di rialzarsi e tutti stiamo lavorando per questo.

Nell’aprile 2011 Fujifilm ha lanciato anche un progetto chiamato Photo Rescue con la finalità di recuperare le foto appartenenti alla popolazione e danneggiate dall’acqua e dal fango, vuole parlarmi di questa iniziativa?
Le foto sono molto importanti per la vita delle persone. Noi produciamo fotocamere e pellicole ma crediamo che il nostro prodotto finale siano, in realtà, le foto perché le immagini possono suscitare forti emozioni nelle persone . In questo disastro in Giappone molta gente ha perso praticamente tutto: la casa, i familiari, il lavoro. Per le persone che rischiano di perdere completamente anche i propri ricordi le foto sono importanti e vederle sommerse dal fango o rovinate dall’acqua è molto triste. Come azienda fotografica noi abbiamo pensato di poterci rendere utili: abbiamo le tecnologie e le competenze per aiutare le persone a recuperare le proprie foto. Ancora ad un anno dal disastro molte delle persone che lavorano per noi, volontariamente ogni week end si recano nell’area colpita per trovare tutte le foto disperse e danneggiate. L’iniziativa sta coinvolgendo, tra l’altro, sempre più persone non solo della Fujifilm, ora davvero molta gente partecipa a questo progetto cercando di recuperare il passato di persone che hanno perso praticamente tutto.

Fujifilm ha lanciato diciotto nuove fotocamere al Ces di Las Vegas per questo 2012, è l’inizio di una nuova strategia commerciale? Fujifilm ambisce a diventare una delle prime tre aziende al mondo nel settore della fotografia digitale perciò continueremo a lanciare molti nuovi modelli di fotocamere in futuro. Questo è solo l’inizio di una serie di migliorie tecnologiche alle quali non ci stancheremo di lavorare. Di anno in anno metteremo sul mercato nuovi prodotti destinati non solo ai professionisti ma anche agli appassionati di fotografia.

Luisa Casanova Stua
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