Ti abbiamo visto alla Milano Fashion Week sfilare per Philipp Plein. Com’è nata la passione per la moda? Quali sono le sensazioni provate in passerella?
Ho sempre cercato di usare la moda con i mezzi che avevo a disposizione, ovviamente, quando ero più giovane, perché sapevo che, se fossi stato ben vestito, sarei riuscito ad attirare l’attenzione di persone che avevano una condizione sociale e finanziaria migliore della mia, a farmi ascoltare e a far sì che credessero nei progetti che realizzavo all’epoca. Molte persone pensano che la moda sia soltanto frivolezza ma, al contrario, ho sempre capito che avevo bisogno di questa armatura sociale per arrivare più lontano. Sono sempre stato un ragazzo che veniva dalla povertà e non aveva soldi ma un certo stile, che ho usato a mio favore. È stata Fernanda Rigon a darmi l’opportunità di vivere questa esperienza con Philipp Plein a Milano: è stato un invito molto speciale, un momento che ha significato molto per me, la ciliegina sulla torta di qualcosa che faccio fin da bambino.
Seduti nel front row a Milano c’erano i tuoi genitori. Quanto è importante ricevere il supporto della propria famiglia e degli affetti?
Ho portato i miei genitori proprio per umanizzare il mio passaggio in passerella, che molte volte può sembrare qualcosa di irraggiungibile per le persone. Sapevo di non essere un modello professionista e di non avere nemmeno l’altezza per esserlo. Volevo che fosse chiaro che, su quella passerella per Philipp Plein, non c’era soltanto qualcuno che sfilava per un grande brand: c’era anche un ragazzo proveniente da un minuscolo villaggio dell’entroterra brasiliano, che è riuscito ad arrivare molto lontano perché è stato adottato e perché la sua vita è stata salvata da quelle due persone: i miei genitori, che erano lì tra il pubblico. Per me, poter condividere questa esperienza con loro, ha reso l’invito di Fernanda Rigon e di Philipp Plein ancora più emozionante. L’ultima volta che il brand mi aveva invitato, infatti, mio padre aveva il cancro: questa volta sono riuscito a sfilare con lui guarito e seduto in prima fila. Questo ha significato davvero molto per me.