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Wall Street in caduta libera, indice Dow Jones chiude a -4,62% ma ha toccato anche il -6%

Alla Fed si insedia Jerome Powell e si scatenano i timori per un imminente rialzo dei tassi. Borse asiatiche in profondo rosso

Wall Street in caduta libera, indice Dow Jones chiude a -4,62% ma ha toccato anche il -6%

Chiusura in forte calo per Wall Street. Il Dow Jones perde il 4,62% a 24.345,23 punti, il Nasdaq cede il 3,78% a 6.967,53 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 4,11% a 2.648,54 punti. L'indice principale, però, è arrivato a perdere anche il 6%. Lo S&P 500 ha bruciato 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione nel mese di febbraio.

Si tratta del calo intraday maggiore della storia del listino in termini di punti. A pesare sono i timori sulla possibilità che il ciclo fatto da bassa inflazione e bassi tassi di interesse sia vicino alla fine. L'inflazione resta a livelli bassi ma i recenti dati sul mercato del lavoro, che hanno mostrato un balzo dei salari ai massimi dal 2009, sono - secondo gli osservatori - un segnale iniziale di un surriscaldamento dell'economia. I rendimenti sui Treasury a dieci anni, che tendono a salire con l'inflazione, sono saliti la scorsa settimana ai massimi da gennaio 2014.

Sprofondano anche le Borse asiatiche - Wall Street affossa anche le Borse asiatiche. Sul finale di seduta Tokyo cede il 4,97%, Hong Kong il 4,1%, Shanghai il 2,7%, Shenzhen il 3,3%, Seul l'1,27%. Sydney ha chiuso in ribasso del 3,3%. Il Nikkei, in calo del 10% dallo scorso 23 gennaio, è entrato in una fase di correzione tecnica. Sui mercati, da tempo ai massimi, domina il timore per una ripresa dell'inflazione e un'accelerazione dei tassi Usa.

"Siamo sempre preoccupati quando il mercato perde valore, ma siamo anche fiduciosi nei fondamentali dell'economia". Lo afferma il una nota la Casa Bianca, commentando il calo di Wall Street, come riporta Cnbc. Il presidente Usa, Donald Trump, ha sottolineato più volte la forte performance del mercato azionario a partire dalla sua vittoria elettorale e non aveva ancora avuto a che fare con un significativo arretramento del mercato. Il Dow Jones è aumentato di oltre il 30% dalle elezioni.

Primo giorno alla Fed per Jerome Powell - A pesare sui listini sono i timori che si stanno diffondendo di un aumento dei tassi da parte della Fed, dove si è appena insediato Jerome Powell, con una politica più aggressiva di quanto finora atteso dagli investitori, che ha già dato una spinta ai rendimenti dei Treasuries Usa mentre restano poco mossi quelli europei.

Analisti: crollo Dj somiglia a "flash crash" 2010 - Il brusco calo registrato a Wall Street poco dopo le 21:00 ora italiana somiglia molto al "flash crash" del 2010. Lo affermano alcuni analisti. Il flash crash è il fenomeno che si verifica sui mercati elettronici in cui il ritiro degli ordini accentua rapidamente il calo dei prezzi. Il Dow Jones nel punto più basso della seduta è arrivato a perdere il 6,12%, ovvero 1.597,08 punti: un calo maggiore rispetto a quello del 6 maggio del 2010 quando si è verificato il flash crash. Allora il Dow Jones aveva perso 1.000 punti anche se in termini percentuali era sceso del 9,2%.

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