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Pil Italia, S&P taglia le stime: nel 2019 scende al +0,1% dal +0,7%

Per la numero uno dellʼFmi, Christine Lagarde, lʼEurozona "non è pronta ad affrontare unʼaltra crisi economica"

Pil Italia, S&P taglia le stime: nel 2019 scende al +0,1% dal +0,7%

L'agenzia di rating S&P ha tagliato le stime di crescita sull'Italia. Nel 2019, si legge in un report dedicato all'Eurozona, l'aumento del Pil italiano è stato rivisto allo 0,1%, dallo 0,7% previsto a dicembre, con il nostro Paese che si conferma fanalino di coda dell'area euro. Nel 2020 la crescita si fermerà allo 0,6%, in calo rispetto allo 0,9% previsto a dicembre.

Il titolo del report ("L'economia europea sta avanzando, ma nella corsia lenta") sintetizza il problema che riguarda l'Eurozona, alle prese con una crescita che resta anemica, anche se in fase di ripresa, con il 2020 e il 2021 che vedranno un miglioramento delle prospettive (+1,4% nel biennio).

I fattori destabilizzanti - L'economia della zona euro "si sta scuotendo di dosso la debolezza dovuta a un calo della domanda esterna sul finire del 2018", come le proteste dei gilet gialli in Francia e il brusco calo della produzione di auto in Germania legata ai nuovi test sulle emissioni. "Se gli investitori e i mercati finanziari hanno calmato i loro nervi", dopo l'impennata di volatilità di fine anno, S&P ritiene "che sia parzialmente dovuto al fatto che la debolezza economica sia stata temporanea e ora sia alle spalle".

"Prospettive migliorate" - In quest'ottica "le prospettive" per il 2019 "sono in qualche modo migliorate", con l'attesa stabilizzazione della crescita in Cina, secondo partner commerciale dell'Eurozona, mentre difficoltà che colpiscono alcun mercati emergenti, come la Turchia, sarebbero "meno negative per la crescita dell'export". Detto ciò, gli esperti si aspettano che "la domanda esterna resti modesta e che l'economia tedesca e italiana, i più grandi hub industriali dell'Europa, abbiano una perfomance significativamente peggiore di quella europea quest'anno". La Germania, il cui pil dovrebbe salire nel 2019 dello 0,5%, è il Paese che crescerà meno dopo l'Italia.

Il sostegno della Bce - L'Eurozona potrà inoltre godere del sostegno della Bce, "che ha rinviato la normalizzazione della politica monetaria", escludendo aumenti dei tassi per il 2019 e annunciando un nuovo round di prestiti agevolati alle banche (Tltro). "Questo aiuterà Paesi come l'Italia, dove i costi di raccolta sul mercato sono saliti per effetto dell'aumento del premio al rischio sui titoli di Stato".

Fmi: "Eurozona non pronta a un'altra crisi" - Secondo il direttore generale dell'Fmi, Christine Lagarde, l'area euro non è pronta per la prossima crisi: "è più preparata" per un'inattesa tempesta economica perché più "resistente rispetto a dieci anni fa, ma non abbastanza resistente". Il sistema bancario "è più sicuro, ma non abbastanza sicuro". La Lagarde ha auspicato che si compiano progressi sul fronte dell'unione bancaria e del mercato dei capitali e ha sottolineato come l'euro abbia giocato un ruolo "centrale per rafforzare l'integrazione europea, che si è tradotta in un aumento degli standard di vita nel Continente". Dopo una "formidabile corsa fatta di una crescita relativamente forte negli ultimi anni, l'attività economica nell'area euro sta ancora una volta rallentando e i rischi aumentando".

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