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Piano di ripresa e resilienza, si punta su nuovi progetti mentre è scontro sul Superbonus

Il Pnrr del governo Draghi stanzierà maggiori risorse rispetto a quello presentato a gennaio dal Conte-bis

 mario draghi
Ansa

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza messo a punto dal governo Draghi stanzierà maggiori risorse per i nuovi progetti rispetto a quanto previsto nel Pnrr presentato a gennaio dal Conte-bis, ma - in vista del consiglio dei ministri che esaminerà probabilmente venerdì il nuovo pacchetto di interventi - nella maggioranza scoppia la polemica sul Superbonus.

La misura bandiera del Movimento 5 Stelle, il Superbonus appunto, ideata e fortemente sponsorizzata dall'ex sottosegretario alla presidenza Riccardo Fraccaro, rischierebbe, infatti, secondo indiscrezioni, di essere ridimensionata.

 

Un'eventualità giudicata inaccettabile e contro cui i pentastellati alzano le barricate, minacciando di non votare l'intero Pnrr in arrivo. "Mi auguro che il governo rispetti la volontò unanime del Parlamento e finalizzi la proroga di questa misura almeno fino alla fine del 2023", tuona Fraccaro, invocando un chiarimento dal ministero dell'Economia e ritenendo "un problema pensare di poter votare il Pnrr se non si tiene fede al mandato arrivato forte e chiaro dalle forze parlamentari".

 

Draghi inizierà a fare il punto con i ministri maggiormente coinvolti nelle principali missioni del Piano domani mattina, in un giro di tavolo a Palazzo Chigi con Daniele Franco, Roberto Cingolani, Vittorio Colao e Enrico Giovannini. L'obiettivo è quello di portare il documento all'attenzione del cdm prima di illustrarlo in Parlamento lunedì e martedì, per consegnarlo poi all'Europa nei tempi stabiliti.

 

I numeri del Pnrr - Secondo l'analisi dell'Ufficio parlamentare di bilancio, basata sui numeri contenuti nel Def, il Piano varrà 191,5 miliardi, un po' meno rispetto ai 196,5 di gennaio scorso. Un ritocco dovuto all'aggiornamento del Pil e delle variabili macroeconomiche utilizzate per conteggiare le risorse del RRF destinate a ciascuno dei Paesi membri.

 

Agli stanziamenti europei bisogna però aggiungere anche le risorse nazionali che il governo punta ad affiancare ai prestiti e alle sovvenzioni Ue: 31,5 miliardi, secondo l'Upb. In tutto il Pnrr allargato salirebbe così a 223 miliardi e ad aumentare in modo "rilevante" rispetto alla versione del Pnrr presentata dal precedente governo sarebbero proprio le risorse finalizzate a progetti aggiuntivi.

 

"Nell'orizzonte temporale 2021-26 il complesso delle risorse aggiuntive del Pnrr allargato (ovvero, il piano di interventi comprensivo delle risorse nazionali che andranno a integrare quelle provenienti da Ngeu) indicato dal Def - scrive l'Autorità dei conti pubblici - ammonta a 168,9 miliardi, risultando più elevato di 46,5 miliardi rispetto alla proposta di gennaio scorso".

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