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Pensioni, ad aprile via ai "tagli": ricalcolo sullʼadeguamento al costo della vita

Non si toccano gli assegni fino a 1.500 euro lordi al mese. Le sforbiciate riguarderanno soprattutto chi guadagna oltre i 2mila euro

Pensioni, ad aprile via ai "tagli": ricalcolo sull'adeguamento al costo della vita

Tagli in arrivo per molti pensionati: molti dei loro assegni stanno per essere ricalcolati in seguito al ritocco delle rivalutazioni previste per l'adeguamento al costo della vita, misura che è stata inserita nell'ultima legge di Bilancio. L'Inps sta preparando in questi giorni le comunicazioni da inviare agli interessati, per i quali i nuovi importi scatteranno tra aprile e maggio, ma con valore retroattivo anche per i primi tre mesi del 2019.

Lettere in partenza - Agli anziani toccati dal provvedimento, spiega il "Messaggero", arriverà infatti una lettera che informa del ricalcolo della pensione "a decorrere dal 1 gennaio 2019, in applicazione dell'articolo 1, comma 260 della legge 30 dicembre 2018, n. 145". La comunicazione riporterà poi le tabelle che illustreranno il vecchio trattamento e il nuovo, con il conguaglio che, riprende il testo, "sarà trattenuto sulle prossime rate di pensione".

Obiettivo incassare 2 miliardi - Per la gran parte dei pensionati il taglio sarà nell'ordine di pochi euro. Saranno le pensioni più alte ad avere i tagli più pesanti. Dietro il ricalcolo c'è la norma che diminuisce la rivalutazione delle pensioni nel 2019 e nei due anni successivi. La legge di Bilancio aveva infatti messo in cantiere tagli con l'obiettivo di incassare 2,29 miliardi di euro da qui al 2021.

Niente tagli sotto i 1.500 euro - La pensione di aprile sarà la prima ricalcolata in base ai nuovi criteri, secondo i quali ci saranno riduzioni sugli aumenti tra il 15 e il 40% per i trattamenti superiori ai 100mila euro lordi l'anno. Non saranno toccati i pensionati che guadagnano fino a 1.500 euro lordi al mese, e anche per chi arriva ai 2.030 euro le riduzioni saranno minimi, con il riconoscimento del 97% dell'inflazione. Oltre questa soglia la rivalutazione scende al 77, al 52, fino al 40% oltre i 4.565 euro.

Gli assegni più ricchi recupereranno dunque meno della metà rispetto all'aumento dei prezzi. A introdurre il nuovo meccanismo è proprio quel comma 260 a cui fa riferimento la lettera dell'Inps. Prima della sua introduzione, le percentuali di riduzione venivano applicate solo su parti della pensione e non, come adesso sull'intero importo.

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