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Lavoro: nel terzo trimestre rallenta lʼoccupazione

«Le dinamiche del mercato del lavoro risultano allineate a quelle» del Prodotto interno lordo, «contraddistinte da un lieve calo congiunturale»

Lavoro: nel terzo trimestre rallenta l'occupazione

Rallenta la crescita dell'occupazione, nel terzo trimestre 2018. A certificarlo è la rilevazione trimestrale condotta da ISTAT, INPS, INAIL e ministero del Lavoro.

Tra luglio e settembre, l'occupazione è diminuita lievemente rispetto al trimestre precedente. Il report osserva che «gli effetti di trascinamento consentono comunque di registrare ancora una crescita a livello tendenziale, seppur rallentata rispetto al recente passato».

Secondo l'aggiornamento dei dati aggregati, a questo punto «le dinamiche del mercato del lavoro risultano allineate a quelle» del Prodotto interno lordo, «anche esse contraddistinte da un lieve calo congiunturale (-0,1% dopo quattordici trimestri di espansione) e da un aumento su base annua (+0,7%) rallentato in confronto al periodo precedente».

Nel dettaglio, nel terzo trimestre, il numero degli occupati è diminuito: il calo registrato è pari a 52mila unità (-0,2%). A subire la contrazione più consistente sono stati gli indipendenti (-0,5%). Tuttavia il tasso di occupazione destagionalizzato rimane «stabile» su base trimestrale, al 58,7%, «a sintesi di un lieve aumento per gli uomini e di un calo per le donne». Il dato è al di sopra dei livelli precedenti alla crisi economica – il rapporto cita esplicitamente il valore minimo raggiunto nel terzo trimestre 2013, pari al 55,4% – e sfiora «il livello massimo del secondo trimestre del 2008», quando il tasso di occupazione era pari al 58,8%.

La riduzione degli occupati è accompagnata da un calo della disoccupazione – in particolare, il tasso di disoccupazione destagionalizzato (10,2%) è ai minimi dal primo trimestre 2012 – e l’aumento dell’inattività in entrambi i confronti.

Altri dati negativi: diminuiscono diminuiscono le permanenze nell’occupazione, specialmente per i giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni. Mentre dalla disoccupazione crescono soprattutto le transizioni verso l’inattività, che più spesso riguarda la fascia d'età 15-24 anni e le donne.

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