L'ANDAMENTO DELL'ECONOMIA ITALIANA

Pil, Istat: quarto trimestre +0,2%, su anno rivisto a +1%

Nel quarto trimestre l'economia segna un +1% sull'anno. Il Paese mette a segno il secondo anno consecutivo di crescita

03 Mar 2017 - 11:08

Nel quarto trimestre del 2016 il Pil italiano, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell'1% rispetto al quarto trimestre del 2015. Lo rende noto l'Istat precisando che nella stima preliminare del 14 febbraio, le statistiche indicavano un identico aumento congiunturale dello 0,2% ma una crescita tendenziale maggiore, pari all'1,1%.

La variazione congiunturale segna un rallentamento rispetto al +0,3% del secondo trimestre.

Pil in ripresa, ma restiamo ben sotto il 2008 e indietro rispetto ai Paesi Ue - Nonostante il 2016 segni il secondo anno consecutivo di crescita, il livello del Pil italiano 2016 resta "ancora inferiore di oltre il 7% rispetto al picco di inizio 2008 e solo nel 2016 ha superato quello del 2000". In Spagna, dice l'Istat, "il recupero è quasi completo, mentre Francia e Germania, che già nel 2011 avevano recuperato i livelli precrisi, segnano progressi rispettivamente di oltre il 4& e di quasi l'8%".

Variazione acquisita per il 2017 a +0,3% - L'Istituto di statistica segnala che la variazione acquisita del Pil per il 2017 è pari a +0,3%: tanto crescerebbe dunque l'economia italiana nel caso in cui, nei restanti trimestri dell'anno, la variazione congiunturale fosse nulla.

Corretto per gli effetti di calendario, il Pil italiano nel 2016 risulta aumentato dell'1% secondo i calcoli dell'Istat, che segnala due giornate lavorative in meno nel 2016 rispetto al 2015, tre in meno rispetto al trimestre precedente: un risultato coerente con la stima del Pil diffusa il primo marzo, pari a una crescita annua dello 0,9%.

Cresciuto import ed export - Nel confronto con il terzo trimestre, i principali aggregati della domanda interna sono aumentati, con una crescita dello 0,2% dei consumi finali nazionali e dell'1,3% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono cresciute del 2,2% e le esportazioni dell'1,9%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito alla crescita del Pil per 0,4 punti percentuali (apporto nullo i consumi delle famiglie e delle Istituzioni sociali private, 0,1 punti la spesa della Pubblica amministrazione e 0,2 punti gli investimenti fissi lordi). La variazione delle scorte ha contribuito negativamente per 0,2 punti percentuali, mentre il contributo della domanda estera netta è stato nullo.

Il valore aggiunto è cresciuto dello 0,8% nell'industria, ha segnato una variazione nulla nei servizi ed è diminuito del 3,7% nell'agricoltura.

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