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Istat: "Frenata del Pil nel secondo trimestre: crescita pari a zero, sullʼanno +0,7%"

Bankitalia: "Aumenta il debito pubblico: record a giugno". Il Tesoro: "Il dato sul prodotto interno lordo non costituisce una sorpresa"

Istat: "Frenata del Pil nel secondo trimestre: crescita pari a zero, sull'anno +0,7%"

Il Pil del secondo trimestre è rimasto invariato rispetto a quello precedente mentre su base annuale la crescita è stata pari a +0,7%. E' quanto indica l'Istat nella stima preliminare. Si tratta di una frenata rispetto al primo trimestre quando la variazione del Pil era stata pari a +0,3% su base congiunturale e +1,0% su base annuale. Il Tesoro: "Il dato non costituisce una sorpresa". "Le stime formulate con il Def erano già state messe in discussione".

Il secondo trimestre del 2016, precisa l'Istat, ha avuto una giornata lavorativa in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2015. Nei tre mesi di riferimento, segnala ancora l'istituto, il Pil è aumentato rispetto al trimestre precedente dello 0,6% nel Regno Unito e dello 0,3% negli Stati Uniti, mentre ha segnato una variazione nulla in Francia. Anno su anno, si è registrato un aumento del 2,2% nel Regno Unito, dell'1,4% in Francia e dell'1,2% negli Stati Uniti. Nel complesso, secondo la stima diffusa il 29 luglio scorso, il Pil dei paesi dell'area euro è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell'1,6% nel confronto con lo stesso trimestre del 2015.

Bankitalia: "Cresce il debito pubblico" - Nuovo record del debito pubblico. A giugno, rileva Bankitalia, il debito delle amministrazioni pubbliche si è attestato a 2.248,8 miliardi, in aumento di 70 mld rispetto a maggio. Nei primi 6 mesi il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 77,2 mld. L'incremento riflette il fabbisogno (24,8 mld) e l'aumento delle disponibilita' liquide del Tesoro (56,8 mld). Gli effetti dell' emissione di titoli sopra la pari, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del tasso di cambio euro hanno ridotto il debito per 4,4 mld.

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