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I sindacati: "Senza il blocco dei licenziamenti sarà sciopero generale" | Confindustria: così si pietrifica l'economia

Cgil, Cisl e Uil annunciano una manifestazione per il 18 settembre e chiariscono: "Se il governo non proroga le misure si assume tutta la responsabilità di uno scontro sociale"

Se il governo non prorogasse il blocco dei licenziamenti fino a fine 2020, "si assumerebbe la responsabilità del rischio di uno scontro sociale". Lo affermano i segretari della Cgil Landini, della Cisl Furlan e della Uil Bombardieri, annunciando di aver già indetto una manifestazione per il 18 settembre: "Dipenderà da governo e Confindustria - chiariscono - se ci sarà uno sciopero generale". Confindustria: così si pietrifica l'economia.

"Chi pensa di anticipare la data del blocco licenziamenti alla fine dello stato di emergenza - precisano i leader delle tre sigle - dimostra di non avere cognizione delle elementari dinamiche del mercato del lavoro e di non preoccuparsi delle condizioni di centinaia di migliaia di lavoratori". 

 

Cgil, Cisl e Uil avvertono: "Chi pensa che possano stare insieme sgravi contributivi e fiscali generalizzati (vedi Irap) e licenziamenti non capisce che ora è il tempo della coesione sociale e degli investimenti sul lavoro. In questo contesto, è davvero grave che Confindustria decida di non firmare i contratti nazionali dei lavoratori della sanità privata e del settore alimentare, che con la loro opera essenziale ci hanno permesso di uscire dalla fase più acuta della pandemia". 

 

Confindustria: il blocco dei licenziamenti pietrifica l'economia Da Confindustria arriva un secco no al blocco dei licenziamenti, previsto nella bozza del dl agosto per le imprese che utilizzano la cig. "Se l'esecutivo intende protrarre il divieto - scrivono da Viale dell'Astronomia -, il costo per lo Stato sarà pesante. Come osservato dall'Ocse, il divieto per legge assunto in Italia non ha più ragione di essere ora che bisogna progettare la ripresa. E pietrifica l'economia allo stato del lockdown". 

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