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Ex Ilva, le aziende dell'indotto: "Se ArcelorMittal non paga, ritiriamo gli operai"

Alcuni imprenditori hanno dichiarato di voler "mettere in libera" i loro dipendenti se le fatture non saranno saldate. Il credito complessivo maturato è di circa 60 milioni di euro

Se lunedì ArcelorMittal non salderà le fatture alle ditte dell'indotto-appalto o non ci saranno garanzie in tal senso, le stesse imprese potrebbero ritirare gli operai dai cantieri. E' quanto paventano i sindacati dopo aver appreso da alcuni imprenditori della volontà di "mettere in libera i dipendenti" a causa del mancato pagamento delle fatture da parte della multinazionale franco-indiana che vuole lasciare Taranto.

Le imprese hanno maturato un credito complessivo intorno ai 60 milioni di euro. Confindustria Taranto ha convocato per martedì le organizzazioni sindacali per affrontare la questione della vertenza. Lunedì alle 11, invece, nello stabilimento ex Ilva si svolgerà il consiglio di fabbrica dei sindacati metalmeccanici allargato ai delegati delle imprese dell'indotto. Lunedì mattina, a partire dalle ore 7, le aziende saranno in presidio alla portineria C dello stabilimento con dipendenti e mezzi.

 

Si valuta il blocco delle portinerie Anche gli autotrasportatori tarantini non escludono di bloccare le portinerie d'ingresso e uscita merci dello stabilimento siderurgico se ArcelorMittal non salderà a breve le fatture di trasporti effettuati da agosto a oggi. Lo si apprende da fonti sindacali. Le imprese hanno già proclamato lo stato di agitazione della categoria, mettendo in mora l'azienda. Anche in questo caso è in programma una riunione: le aziende di autotrasporto vogliono fare il punto della situazione e pensare alle iniziative da intraprendere.

 

Uilm: "L'unica via è che la proprietà rispetti accordo" "L'unica strada possibile per risolvere la situazione è che ArcelorMittal rispetti gli accordi. Non ci sono altre possibilità di intese diverse", ha commentato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. E' però "necessario ripristinare lo scudo penale e sciogliere il nodo dell'Altoforno 2 per non dare più alcun alibi all'azienda. Qualsiasi altra ipotesi può essere suggestiva, ma è senza concretezza. Tant'è che il governo che sta cercando di imporsi su ArcelorMittal dicendo che il recesso è irregolare".

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