TAVOLO AL MIMIT, annunciati 1.700 esuberi

Electrolux, il ministro Urso chiede il ritiro del Piano entro il 15 giugno | L'azienda: "Costi insostenibili in Ue per acciaio ed energia"

Il titolare del Mimit esorta la multinazionale svedese a presentare una proposta industriale compatibile con le richieste avanzate da istituzioni, Regioni, enti locali, parti sociali e lavoratori

25 Mag 2026 - 19:11
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Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso avrebbe dato tempo a Electrolux fino al 15 giugno per ritirare il Piano e presentare una proposta industriale compatibile con le richieste avanzate da istituzioni, Regioni, enti locali, parti sociali e lavoratori. Lo si apprende da fonti sindacali dopo il tavolo di lunedì 25 maggio, che verrà riconvocato per il 15 giugno, alle ore 15. "L'azienda torni a investire. Lavorare insieme per una soluzione industriale", è stata la richiesta del ministro.

Le dichiarazioni del ministro Urso al tavolo con Electrolux

 "Riconosciamo la storia e la presenza industriale di Electrolux in Italia e in Europa, ben diversa da quella di Whirlpool, che quando acquisì Merloni finì, come allora denunciammo, per svuotare il principale concorrente, fino alla cessione finale a Beko. Proprio per questo ci appelliamo al senso di responsabilità dell'azienda e del fondo Investor AB che guida il gruppo e che si richiama a principi etici e sociali. È in questa vertenza che quella cultura industriale deve essere dimostrata", avrebbe dichiarato - secondo quanto si apprende - il ministro Urso.

"Sappiamo che il contesto è profondamente cambiato e peggiorato: l'industria europea dell'elettrodomestico è sotto pressione per la sovracapacità asiatica, per le misure protezionistiche americane e per una tutela europea ancora insufficiente. Ma la partita non è chiusa, né in Italia né in Europa. Il governo - avrebbe assicurato il ministro Urso - è pronto a fare la propria parte, insieme alle Regioni, ai territori e alle parti sociali, per difendere lavoro, stabilimenti e capacità produttiva".

La concorrenza asiatica

 "La concorrenza sleale asiatica sta mettendo a rischio una filiera industriale essenziale per l'Europa, quella dell'elettrodomestico. Giovedì, a Bruxelles, porterò la questione all'attenzione del Consiglio Competitività dell'Unione europea, a partire dal confronto con i ministri dei Paesi ancora maggiormente coinvolti nella produzione europea del comparto", ha dichiarato - secondo quanto emerso - il ministro Urso al tavolo con Electrolux.

"Non c'è più tempo da perdere: la Commissione ci ascolti, riconosca questo settore come strategico e, al pari dell'automotive, elabori un Piano per il comparto, che comprenda la revisione del CBAM con l'estensione a questi beni, reciprocità negli standard e strumenti di sostegno, anche europei agli investimenti produttivi e alla domanda", ha aggiunto Urso.

"Bene ha fatto Confindustria a denunciare qual è il vero problema: la vertenza Electrolux non è infatti una crisi limitata ai singoli stabilimenti, ma riguarda l'intera industria europea dell'elettrodomestico - avrebbe avvertito il ministro Urso -. Condivido questa analisi, così come condivido l'appello di APPLiA per la dichiarazione di strategicità del settore. Si può iniziare da subito, anche nell'Industrial Accelerator Act ora all'attenzione del Consiglio e del Parlamento europeo: per questo mi appello ai gruppi politici italiani al Parlamento europeo affinché agiscano insieme, in modo bipartisan, per inserire l'elettrodomestico tra i settori strategici europei".

Electrolux: "Costi insostenibili in Ue, in Cina acciaio meno caro del 31%"

 Le materie prime come l'acciaio, l'energia e i costi del lavoro avrebbero raggiunto livelli "insostenibili", si è letto in alcune slide presentate da Electrolux al tavolo al Mimit. Secondo quanto si apprende, l'azienda ha anche sottolineato che 12 stabilimenti di altre ditte di elettrodomestici in Europa hanno cessato l'attività dal 2024 o sono in procinto di farlo. "Nonostante il nostro continuo impegno - viene sottolineato - il contesto non è più sostenibile nell'attuale assetto".

I dati

 L'acciaio in Europa risulta più caro - secondo quanto riportato sulle slide - di circa il 31% rispetto alla Cina e del 27% rispetto alla Thailandia. Il costo orario della manodopera nell'Europa occidentale è pari a 37 euro, contro i 12 dell'Europa orientale, i 9 della Turchia e i 5 dell'Asia, quindi fino a quasi otto volte superiore rispetto ai concorrenti asiatici. Il costo dell'energia è di 204 euro a megawattora in Europa occidentale, contro i 114 dell'Asia e i 77 della Turchia, quindi quasi il doppio rispetto all'Asia e oltre due volte e mezzo rispetto alla Turchia.

Il piano di esuberi

 Electrolux, multinazionale svedese, ha annunciato 1.700 esuberi nel piano di ristrutturazione, con la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi (Ancona).

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