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Carige, il decreto Lega-M5s è un copia e incolla di quello Gentiloni su Mps e banche venete

Il testo delle misure urgenti a sostegno della banca ligure è datato come decreto legge di novembre: il governo aveva già predisposto gli strumenti con una bozza praticamente identica a quella del 2016

Il governo ha predisposto il salvataggio di Banca Carige con una garanzia pubblica da parte dello Stato che può arrivare fino a tre miliardi. Il testo del decreto, voluto da Lega e M5s e firmato dal presidente della Repubblica Mattarella, è una fotocopia di quello approvato nel 2016 dall'allora governo Gentiloni per evitare la bancarotta di Mps, Pop Vicenza e Veneto Banca. Articoli e commi risultano identici.

Stesse modalità usate dal governo Gentiloni - La garanzia pubblica per salvare Carige consiste nell'impegno statale a coprire eventuali perdite di coloro che decideranno di sottoscrivere i titoli obbligazionari emessi dalla banca genovese per soddisfare le necessità finanziarie. Così il Tesoro garantisce fino a tre miliardi di nuove obbligazioni e si impegna a sottoscrivere fino a un miliardo di nuove azioni. La modalità è la medesima già utilizzata da Gentiloni per salvare Monte dei Paschi. E anche il decreto risulta in tutto e per tutto un calco dal punto di vista testuale di quello utilizzato dall'ex premier. 

Bozza salva Carige pronta da novembre - La bozza del nuovo decreto salva-Carige, dunque, è identica, come spiega Il Sole 24 Ore, al dl del 2016. Ma oltre a risultare uguali i meccanismi per la nazionalizzazione e le regole sulle garanzie dello Stato, dalla bozza risulta che le misure urgenti a sostegno di Carige riportano una data di "* novembre 2018". Insomma l'idea, o l'ipotesi, dell'intervento dello Stato a sostegno della banca ligure era sul tavolo da un paio di mesi e il governo aveva già predisposto gli strumenti per un intervento urgente. 

Il copia e incolla - Il governo Conte è rimasto fedele alla linea del decreto Gentiloni rimanendo a sua volta in scia con le direttive europee in merito all'intervento pubblico sulle banche. Come spiega Il Sole 24 Ore, iniziando il confronto partendo dall'articolo 1, sulla "Garanzia dello Stato su passività di nuova emissione", l'unica differenza consiste nel nome "Banca Carige" come beneficiaria. All'articolo 2, che delimita le "caratteristiche degli strumenti finanziari" che possono essere garantiti dall’ombrello pubblico, vengono indicati sei parametri, dall’emissione successiva all’entrata in vigore del Dl fino al divieto di "titoli strutturati o prodotti complessi" che "incorporano una componente derivata", indicati in lettere dalla a) alla f) nella stessa identica successione di quanto previsto dal decreto del 2016.

La ricapitalizzazione precauzionale - E così avviene per l'articolo 3 relativo alle "condizioni" e via via tutti gli altri fino alla seconda parte del provvedimento che disciplina la "ricapitalizzazione precauzionale" che prevede il cosiddetto "burden sharing" ovvero la condivisione dei costi sulle spalle di azionisti e obbligaizonisti subordinati: cosa avvenuta per Mps quando l'indennizzo per i piccoli rispamriatori fu rappresentato dalla conversione in azioni scambiabili con bond senior. Cosa che per Carige non può avvenire semplicemente perché la conversione delle obbligazioni dei piccoli risparmiatori in azioni è già avvenuta nel 2017.

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