SOGLIA FERMA DAL 2012

I buoni pasto dei dipendenti pubblici potrebbero aumentare oltre i 7 euro

Sindacati soddisfatti: "Un passo in avanti"

08 Mag 2026 - 11:41
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Potrebbero aumentare oltre i 7 euro i buoni pasto dei dipendenti pubblici, almeno nelle Funzioni centrali. Lo riporta Il Messaggero, il quale ricorda che la soglia è ferma dal 2012 e cita un articolo della bozza del contratto dei ministeriali per il triennio 2025-27, da questa settimana sul tavolo della trattativa tra Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni e sindacati. Si tratta di una "norma-gancio", ha sottolineato, come si legge sul quotidiano, Antonio Naddeo, presidente dell'Aran. Per modificare la soglia ci sarà infatti bisogno di un intervento legislativo. Soddisfatti i sindacati, per i quali è "già un passo in avanti".

"Le amministrazioni determinano il valore del buono pasto, in misura non inferiore a 7 euro giornalieri, nei limiti di legge e delle risorse previste nei rispettivi bilanci per tale finalità", si legge nell'articolo 33 della bozza del contratto delle Funzioni centrali, sempre stando a Il Messaggero

I commenti

 "Tra ottobre 2021 e ottobre 2025, i prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 24,9 per cento, registrando un incremento di quasi otto punti percentuali superiore a quello dell'indice generale dei prezzi al consumo. Aumentare i buoni pasto non vuol dire solo intervenire su un benefit: è un modo relativamente rapido per proteggere il reddito reale proprio sulla voce di spesa più colpita", ha dichiarato il segretario generale di Confsal-UNSA, Massimo Battaglia

"Stiamo parlando solo di una bozza e di un contratto che deve ancora essere firmato. In legge di Bilancio andranno trovate le coperture per finanziare l'aumento dei buoni pasto perché le amministrazioni da sole non hanno le risorse per farlo", ha spiegato la segretaria generale della Fp Cgil Giordana Pallone, che è comunque soddisfatta del passo avanti. 

"I dipendenti pubblici a pranzo hanno tutti diritto allo stesso pasto, così invece corriamo il rischio che quelli di un ministero 'ricco' mangino di più dei loro colleghi di un ministero 'povero'. Lo Stato deve farsi carico di questo intervento: abbiamo calcolato che basterebbero 180 milioni di euro per portare i buoni pasto dei dipendenti coinvolti a 10 euro", ha affermato Marco Carlomagno, segretario generale della Federazione lavoratori pubblici.

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