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ArcelorMittal, allarme aziende indotto: non possiamo pagare gli stipendi

Lo ha detto il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, in una lettera a Mattarella e a Conte

taranto arcelor mittal ex ilva

"ArcelorMittal Italia sta lasciando lo stabilimento di Taranto senza aver pagato le aziende dell'indotto". E' l'allarme lanciato dal presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, in una lettera a Mattarella e a Conte. I crediti delle aziende dell'indotto "gravano tutti sulle spalle di 6mila persone: imprenditori, lavoratori e famiglie. Non siamo nelle condizioni - avverte Marinaro - di garantire il pagamento degli stipendi".

"Una fabbrica chiusa non risolve i problemi ambientali" "Una fabbrica chiusa non è una fabbrica che risolve i problemi ambientali, bensì una fabbrica che aggiunge ai problemi dell'inquinamento quelli sociali e occupazionali", si legge ancora nelle lettera. "Se è vero, come è vero, che il governo considera lo stabilimento jonico una risorsa irrinunciabile dell'economia italiana, dovrà accelerare i tempi di intervento al fine di scongiurare un altro rischio incombente, che è lo spegnimento degli impianti, anticamera di una chiusura irreversibile".

 

"Serve garanzia sui 50 milioni di euro di crediti" Marinaro, che ha incontrato anche il ministro Stefano Patuanelli, rivolgendosi al governo ha inoltre sollecitato "in primis la garanzia di corresponsione di tutti i crediti finora maturati", dalle aziende dell'indotto, "oltre 50 milioni di euro", sottolineando che, prima dell'arrivo di ArcelorMittal, "hanno già sacrificato ben 150 milioni di euro" al momento del passaggio dell'Ilva all'amministrazione straordinaria.

 

"Impegno per continuità pur con eventuali rimodulazioni" La Confidustria di Taranto ha quindi chiesto l'impegno per "la continuità della fabbrica, pur con le eventuali rimodulazioni, al momento più che ipotizzabili, determinate sia dalle congiunture nazionali e internazionali sia da quelle locali" e "l'avvio di tutte le iniziative utili a garantire le necessarie tutele normative in favore delle aziende operanti nell'indotto di Taranto, con particolare riferimento alla predisposizione di appositi ammortizzatori sociali".

 

Infine tra le richieste anche "l'estensione anche alle imprese dell'indotto dell'impegno già assunto da alcuni istituti di credito, su sollecitazione dell'Abi, a sospendere le rate dei mutui dei prestiti personali di tutti i dipendenti, nonché a mettere in atto misure specifiche per il finanziamento delle imprese fornitrici del centro siderurgico".

 

Morselli ai sindacati: "Pagheremo gli appalti" L'a.d. di AncelorMittal, Lucia Morselli, dopo aver incontrato i sindacati, ha chiarito "che l'azienda rispetterà tutti gli impegni, a partire dal pagamento delle spettanze previste dal contratto di appalto". 

 

 

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