LE PAROLE DEL presidente Roberto Rustichelli

Antitrust, in sette anni irrogate sanzioni per 4,5 miliardi | Esaminate 172mila segnalazioni, +150% rispetto al 2019

Sono i dati emersi dalla relazione 2025 dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato

14 Apr 2026 - 13:19
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Negli ultimi sette anni, l'Antitrust "ha svolto 125 istruttorie in materia di concorrenza, 586 interventi di advocacy e 611 istruttorie di tutela del consumatore. Sono state irrogate sanzioni per 4,5 miliardi di euro", di cui "4 miliardi per interventi antitrust e 500 milioni di euro per violazioni della disciplina a tutela del consumatore". Lo ha affermato il presidente Roberto Rustichelli, illustrando la relazione 2025 dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato. 

"Esaminate 172mila segnalazioni, +150% rispetto al 2019"

 "Negli ultimi sette anni sono state esaminate oltre 172mila segnalazioni. A questo proposito giova sottolineare che nel 2025 le segnalazioni pervenute sono state complessivamente pari a 35.212, con una crescita media annua del 20% e un aumento totale di oltre il 150% rispetto alle 13.723 del 2019", ha affermato Rustichelli. Inoltre, l'Antitrust ha valutato in sette anni più di 600 operazioni di concentrazione, svolgendo 36 istruttorie approfondite nei casi in cui sono emerse possibili criticità concorrenziali.

"Benefici per imprese e consumatori"

 "Sulla base della metodologia sviluppata dall'Ocse, risulta che, nel periodo 2019-2025, l'attività a tutela della concorrenza dell'Autorità ha generato benefici per imprese e consumatori pari a 9 miliardi di euro. Infine, grazie all'azione dell'Autorità, oltre due milioni di consumatori hanno ricevuto ristori monetari per un totale di 208 milioni di euro", ha aggiunto Rustichelli. 

"In aumento le conferme dei provvedimenti da parte del Tar e del Consiglio di Stato"

 "Tra il 2019 e il 2025 la percentuale dei giudizi che confermano la legittimità dei provvedimenti dell'Autorità è andata gradualmente aumentando, passando dall'88% al 96% per quanto riguarda il contenzioso dinanzi al Tar Lazio e dal 68% all'83% per quello dinanzi al Consiglio di Stato. Tali esiti lusinghieri riflettono lo sforzo compiuto dall'Autorità per assicurare la chiarezza dei propri provvedimenti, la solidità dell'impianto probatorio, nonché il pieno rispetto del principio del contraddittorio e delle garanzie della difesa", ha detto Rustichelli.

Il rating di legalità

 L'istituto del rating di legalità è sempre più apprezzato dalle imprese, tant'è che nel 2025 sono stati conclusi 9.300 procedimenti, più che raddoppiati rispetto ai 4.107 del 2019. Anche il numero delle imprese titolari di rating è aumentato di oltre il 100%, passando da 7.306 nel 2019 a 16.536 nel 2025.

Il nuovo Regolamento

 Recentemente l'Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha adottato un nuovo Regolamento che "riflette l'evoluzione della prassi applicativa e gli orientamenti giurisprudenziali emersi nel corso degli anni. Tre sono i princìpi che hanno ispirato queste trasformazioni: la semplificazione per le imprese, la trasparenza e la cooperazione tra istituzioni pubbliche. Fondamentale risulta la collaborazione con la guardia di finanza e con l'Arma dei carabinieri, con la quale è stato rinnovato il protocollo di intesa", ha affermato Rustichelli.

"Il contesto geopolitico richiede nuovo equilibrio"

 "Il periodo compreso tra il 2019 e oggi è stato caratterizzato da eventi di portata epocale (pandemia, guerra in Ucraina e conflitto nel Persico, introduzione di barriere tariffarie) che hanno cambiato in profondità l'economia e il funzionamento dei mercati e lanciato sfide inedite alle Autorità antitrust, specialmente in Europa", ha aggiunto Rustichelli.

"Se la concorrenza è il propulsore principale di una 'sana competitività' dell'economia europea, è stato tuttavia paventato che essa, in un contesto geopolitico divenuto instabile e conflittuale, possa determinare occasionali tensioni con la resilienza delle catene del valore e la sicurezza degli approvvigionamenti. Questo spiega la ricerca di un nuovo equilibrio da parte delle istituzioni europee e degli Stati membri che, nel preservare il ruolo essenziale della concorrenza in termini di garanzia della scelta dei consumatori e di maggiore giustizia sociale, la mantenga al passo con i tempi, aprendola al dialogo con le esigenze della sicurezza economica, dell'autonomia strategica e della sostenibilità", ha concluso Rustichelli.

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