"Affordable Housing Act"

Affitti brevi, dall'Ue nuove norme per limitare il fenomeno contro il caro-casa

L'elemento chiave è "stress abitativo". Saranno le autorità locali a decidere se porre nuove misure

09 Set 2026 - 13:15
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Dall'Unione europea arrivano nuove norme per limitare il fenomeno degli affitti brevi: una serie di criteri definirà le "aree sotto pressione abitativa", dando alle autorità locali la possibilità di introdurre limitazioni agli affitti brevi anche di uso turistico. È il cuore della proposta di regolamento "Affordable Housing Act", lanciata dalla Commissione europea. In particolare, gli amministratori dovranno verificare se il rapporto prezzo medio di vendita è pari ad almeno otto anni di reddito disponibile pro capite; se il rapporto tra prezzi e redditi è aumentato negli ultimi dieci anni; e se, senza l'intervento previsto, è improbabile che la situazione migliori nei tre anni successivi.

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Cosa prevedono le regole

 Al di sopra di 10, la soglia è considerata sufficientemente elevata e significativa da non rendere necessario, in aggiunta, prendere in esame gli ultimi 10 anni. L'"Affordable Housing Act" introduce - per la prima volta - un quadro comune europeo per la valutazione delle misure in materia di edilizia abitativa che incidono sul mercato unico. La decisione se intervenire e quali misure adottare spetta alle autorità competenti. Le scelte di politica abitativa rimangono di competenza nazionale, regionale e locale.

Lo scopo

 La legge mira a offrire certezza giuridica alle autorità che decidono di intervenire nelle aree caratterizzate da tensione abitativa, tutelando al contempo il mercato unico e rispettando pienamente il principio di sussidiarietà. Le nuove norme sono concepite per aiutare le autorità competenti a individuare le "aree caratterizzate da tensione abitativa" avvalendosi di una metodologia comune. Qualora le autorità scelgano di limitare l'uso degli immobili - per esempio per locazioni a breve termine o nel caso di abitazioni sfitte - dovranno dimostrare che tale utilizzo contribuisce alle pressioni abitative a livello locale e garantire che le misure adottate siano mirate, necessarie e proporzionate.

In alcune città e località turistiche molto frequentate, dove la pressione sul mercato immobiliare è più forte, il crescente utilizzo di abitazioni per finalità diverse dalla residenza principale può aggravare i problemi di disponibilità e accessibilità economica a livello locale. L'Atto sull'edilizia abitativa a prezzi accessibili risponde a queste problematiche fortemente localizzate, offrendo alle autorità pubbliche certezza giuridica qualora decidano di intervenire tenendo conto delle specificità locali e rispettando pienamente il principio di sussidiarietà.

Alcuni Stati membri hanno già adottato misure per alleviare tali pressioni, ma si sono scontrati con contestazioni giuridiche riguardanti la loro compatibilità con il diritto dell'Ue, ricorda l'Esecutivo europeo. L'Atto sull'edilizia abitativa a prezzi accessibili apporta chiarezza e prevedibilità, rispondendo alla richiesta di Stati membri e comuni di ottenere maggiore certezza giuridica sulle modalità di intervento nel contesto del mercato unico dell'Unione Europea. La carenza di alloggi a prezzi accessibili è diventata una delle preoccupazioni più urgenti per gli europei. Oltre il 50% degli abitanti delle città considera la questione abitativa un problema immediato e urgente nel proprio luogo di residenza.

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