RISCALDAMENTO GLOBALE

L’estate 2026 è la più calda mai registrata in Europa

Secondo i dati del rapporto Copernicus c’è stato un aumento di 2,5°C della temperatura media

di Redazione E-Planet
07 Ott 2026 - 13:00
 © Getty

© Getty

L'estate 2026 è stata la più calda mai registrata nell'Europa occidentale (superando il precedente primato del 2003) e la terza più calda di sempre per l'intero continente europeo. A rivelarlo è il rapporto European Summer Review 2026 pubblicato dal Copernicus Climate Change Service (C3S).

Punti Chiave del Rapporto

- Temperature record: l'Europa occidentale ha registrato una temperatura media dell'aria superiore di oltre 2,5°C rispetto alla media climatologica 1991–2020.

- Stress termico: livelli record di stress termico hanno colpito circa il 52% del territorio europeo, aggravati da tassi di umidità elevati durante le ondate di calore di fine giugno (con temperature percepite UTCI fino a 9°C superiori a quelle reali in alcune zone del Regno Unito e Irlanda).

- Siccità e fiumi: forti condizioni di aridità e flussi dei fiumi eccezionalmente bassi (i più bassi degli ultimi 30 anni in molte aree) hanno caratterizzato la stagione.

- Incendi e impatti: oltre al caldo e alla siccità, si sono verificati incendi boschivi diffusi e impatti pesanti su disponibilità idrica, energia, trasporti ed ecosistemi. 

© Getty

© Getty

FOCUS ITALIA

Il rapporto European Summer Review 2026 evidenzia come l'Italia, e in particolare le regioni del Nord Italia, si siano trovate nell'epicentro dell'area geografica più colpita dalle anomalie termiche e idriche di questa stagione. Facendo parte del quadrante dell'Europa occidentale, l'Italia ha vissuto l'estate più calda mai registrata nella sua storia moderna, superando persino il drammatico precedente del 2003. Ecco i dati fondamentali che riguardano il nostro paese.

© Getty

© Getty

1. Temperature e Anomalie Estreme al Nord

Picchi record a Giugno: Già a inizio estate, il Nord Italia ha registrato anomalie termiche mensili straordinarie, con temperature del suolo e dell'aria comprese tra +3°C e +5°C rispetto alla media climatologica 1991–2020.

Ondate di calore persistenti: Le regioni settentrionali sono state colpite da ripetute ondate di calore che, nel corso di luglio e agosto, hanno portato le temperature reali a sfiorare i 38°C in pianura, una soglia eccezionalmente alta e duratura per queste latitudini.

© Getty

© Getty

2. Livelli record di stress termico

Lo stress termico calcolato da Copernicus (che misura l'impatto combinato di caldo e umidità sul corpo umano) ha raggiunto picchi critici in tutta la Pianura Padana.

Giorni di "forte" stress: L'Italia settentrionale è rientrata appieno nella statistica record dei 41 giorni complessivi di forte stress termico che hanno caratterizzato l'Europa occidentale in questa stagione.

Impatto sanitario e urbano: Le aree metropolitane del Nord (come Milano e Torino) hanno sofferto l'effetto "isola di calore", portando le temperature percepite a livelli pericolosi per la salute pubblica sia di giorno che durante le notti tropicali.

© Getty

© Getty

3. Siccità e crisi dei fiumi (il Bacino del Po)

La combinazione tra scarse precipitazioni e temperature record ha innescato una severissima crisi idrica.

Flussi idrici minimi: I fiumi del Nord Italia, a partire dal Po e dai suoi affluenti, hanno registrato flussi estivi tra i più bassi degli ultimi 30 anni.

Umidità del suolo: I dati satellitari di Copernicus indicano un deficit drastico dell'umidità superficiale del terreno, con forti ripercussioni sul settore agricolo della Pianura Padana e sulla disponibilità idrica generale.

© Getty

© Getty

4. Il "Mare bollente" (Mediterraneo Centro-Occidentale)

Un altro fattore cruciale per la penisola è stato il comportamento delle acque circostanti. Il Mediterraneo centro-occidentale ha registrato temperature superficiali (SST) record o quasi record per l'intero trimestre estivo. Questo accumulo di calore marino non ha solo alimentato le ondate di caldo terrestri aumentandone l'umidità, ma ha creato un forte stato di allerta meteorologica tra gli scienziati per il rischio di fenomeni temporaleschi estremi (come i "medicane" o uragani mediterranei) durante l'autunno.