LA GIORNATA MONDIALE DEGLI OCEANI

Findus rafforza il proprio impegno per la salvaguardia del mare e delle sue risorse

Attraverso le collaborazioni con LifeGate e One Ocean Foundation, Findus sostiene iniziative concrete per la tutela degli ecosistemi marini

08 Giu 2026 - 07:50
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In un momento in cui la vulnerabilità degli ecosistemi marini è sempre più evidente, è fondamentale contribuire concretamente alla salvaguardia del mare e delle sue risorse.

È quello che sta facendo Findus, che da tempo porta avanti un percorso articolato di iniziative orientate alla promozione di pratiche di pesca e acquacoltura responsabili e alla protezione della biodiversità marina. Dalla tutela della Posidonia oceanica, elemento chiave per l’equilibrio del Mediterraneo, alle iniziative per la salvaguardia dell’ambiente marino, Findus ha costruito negli anni un impegno continuo e strutturato per la sostenibilità di mari e oceani, arrivando ad avere il 100% del proprio portafoglio ittico proveniente da pesca sostenibile certificata MSC (Marine Stewardship Council) e acquacoltura responsabile certificata ASC (Aquaculture Stewardship Council).

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Oggi questo percorso si arricchisce di un ulteriore tassello concreto con il lancio dei nuovi Gamberi Argentini Findus, i primi sul mercato italiano certificati MSC, tra i più riconosciuti standard internazionali per la pesca sostenibile. La certificazione garantisce che il prodotto provenga da attività di pesca sottoposte a rigorosi controlli indipendenti e gestite secondo criteri ambientali che tutelano gli stock ittici, limitano l’impatto sugli ecosistemi marini e assicurano tracciabilità lungo la filiera. Un risultato frutto di un percorso pluriennale di miglioramento nella gestione della pesca del gambero argentino, reso possibile grazie alla collaborazione tra operatori del settore, comunità scientifica e organismi indipendenti.

Un nuovo traguardo che rappresenta non solo un passo avanti nel percorso di sostenibilità aziendale, ma anche un segnale importante per l’intera categoria che consolida il ruolo di Findus come leader del mercato del surgelato ittico – con oltre 23 mila tonnellate di prodotto, che equivale al 20% del comparto, per un valore totale di 338 milioni di euro – e punto di riferimento nella sostenibilità ittica e nella protezione dei mari, oceani e delle specie che li abitano.

La salute degli oceani e la tutela delle loro risorse rappresentano una responsabilità che, come leader nel comparto ittico, sentiamo particolarmente nostra”, dichiara Alessandro Solazzi, Marketing Director Southern Europe Findus. “Da anni portiamo avanti un percorso concreto per contribuire alla salvaguardia del mare, nella convinzione che qualità e sostenibilità debbano procedere insieme. Poter oggi introdurre sul mercato italiano i primi Gamberi Argentini certificati MSC rappresenta per noi un traguardo importante, che ha richiesto un impegno significativo lungo tutta la filiera, dall’identificazione di fonti di approvvigionamento certificate alla gestione di standard rigorosi di tracciabilità e sostenibilità. Come leader di mercato, vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per il settore, favorendo un modello di crescita responsabile e sostenibile lungo tutta la filiera ittica, offrendo ai consumatori prodotti che coniughino qualità, praticità e responsabilità”.

AL VIA IL NUOVO PROGETTO CON LIFEGATE PER CONTRASTARE PLASTICHE E MICROPLASTICHE IN MARE

L’attenzione alla sostenibilità è profondamente radicata nel DNA di Findus e l’impegno per avere materie prime approvvigionate in modo sostenibile è parte di un percorso che l’azienda porta avanti da tempo, anche attraverso importanti iniziative per la tutela dei mari in collaborazione con partner strategici.     

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Tra i progetti all’attivo, Findus è parte della Water Defenders Alliance di LifeGate, l’alleanza che combina competenze, risorse e soluzioni unendo imprese, istituzioni, porti, cittadini, mondo della ricerca scientifica e tecnologica per difendere la salute delle nostre acque. Grazie a questa partnership, Findus ha adottato negli anni diversi Seabin (dei quali 3 attualmente attivi), dispositivi mangia-rifiuti che hanno permesso dal 2021 ad oggi di catturare dai mari italiani oltre 45,3 tonnellate di rifiuti, tra cui plastiche e microplastiche fino a 2 mm di diametro, equivalenti al peso di oltre 3 milioni di bottigliette di plastica da 0,5 litri. Se le mettessimo in fila, copriremmo una distanza pari a quella tra Milano e Roma (604 km).

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Nelle ultime settimane, Findus ha inoltre sostenuto il lancio di un nuovo progetto guidato dalla Water Defenders Alliance di LifeGate, in collaborazione con Aquageo e con il contributo scientifico dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara: Aqualis, innovativo dispositivo entrato in funzione presso il Porto Turistico Marina di Pescara e progettato per contribuire concretamente alla tutela delle acque e alla lotta all’inquinamento marino. Interamente progettato e realizzato in Italia, Aqualis è un sistema tecnologico capace di intercettare tutti i rifiuti galleggianti, comprese plastiche e microplastiche fino a 1,6 mm di diametro, oltre a oli e idrocarburi presenti sulla superficie dell’acqua. Installato nei punti di maggiore accumulo dei detriti all’interno dei porti, il dispositivo può raccogliere fino a 500 kg di rifiuti galleggianti all’anno e fino a 800 kg di oli e idrocarburi, contribuendo alla protezione concreta degli ecosistemi acquatici.

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Findus partecipa da diversi anni alla Water Defenders Alliance, sostenendo soluzioni concrete e misurabili per proteggere i nostri mari dall’inquinamento da plastiche e microplastiche”, dichiara Lajal Andreoletti, responsabile progetti ad impatto LifeGate. “Quest’anno la nostra collaborazione si è arricchita di un nuovo importante tassello con l’installazione al Marina di Pescara del nostro primo Aqualis, la nuova tecnologia capace di raccogliere i rifiuti galleggianti dall’acqua, incluse le microplastiche e gli oli presenti in superficie. Aqualis è anche al centro di un progetto di ricerca dell’Università di Chieti-Pescara, a conferma del valore scientifico e innovativo della soluzione. Questa nuova attivazione dimostra come innovazione tecnologica, ricerca scientifica e collaborazione tra pubblico e privato possano lavorare insieme per ridurre l’inquinamento e accrescere la consapevolezza su un tema sempre più urgente”.

LA PIANTUMAZIONE CON ONE OCEAN FOUNDATION PER IL RIPRISTINO DELLA POSIDONIA OCEANICA IN SARDEGNA

In un momento in cui la vulnerabilità di mari e oceani è sempre più evidente, diventa essenziale agire per proteggere e preservare questi ecosistemi fragili e fondamentali per l’equilibrio del pianeta. In questo contesto, Findus ha scelto di giocare un ruolo attivo nella conservazione delle praterie di Posidonia oceanica lungo le coste italiane aderendo al progetto “Blue Forest” promosso da One Ocean Foundation, realtà non profit italiana impegnata nella protezione dell’oceano e riconosciuta a livello internazionale come piattaforma per lo sviluppo sostenibile.

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L’iniziativa ha l’obiettivo di contribuire al ripristino e alla tutela delle foreste marine di Posidonia oceanica, pianta acquatica endemica del Mediterraneo dal ruolo cruciale per la biodiversità marina, la protezione delle coste e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.

Dopo le attività realizzate tra il 2024 e il 2025, che hanno interessato una superficie complessiva di 155 m² di riforestazione dei fondali liguri, a Sanremo, si è appena concluso un nuovo intervento in Sardegna, nell’area di Cala di Volpe, nel nord-est dell’isola, che ha previsto il ripristino di ulteriori 50 m² di prateria di Posidonia oceanica, a conferma della continuità dell’impegno nel tempo.     

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One Ocean Foundation si occupa inoltre del monitoraggio scientifico delle aree riforestate, affidandosi a biologi marini specializzati per seguire l’evoluzione delle praterie e valutarne lo stato di crescita, garantendo così un approccio basato su evidenze scientifiche e impatto misurabile nel lungo periodo.