A Rovereto storia e natura si intrecciano
Torna la nostra rubrica Bella Italia e ci porta a Rovereto, in Trentino, per conoscere una città ricca di arte, cultura e progetti per il futuro
di Marco Vassallo© E-Planet
Antica città della seta e delle botteghe artigiane, costruita in mezzo ai boschi di rovere, raggiungibile direttamente con il treno, visitabile interamente a piedi. Torna la nostra rubrica Bella Italia e ci porta a Rovereto, in Trentino, per conoscere il suo Kilometro delle Meraviglie. Insieme alla guida turistica Stefania Martini scopriamo cosa racconta questo itinerario pedonale.
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“Il Kilometro delle Meraviglie nasce per raccontare ai visitatori la storia e le bellezze di Rovereto, attraverso un percorso che si può fare a piedi, quindi un turismo lento”.
“Rovereto nasce in un contesto verde. Anche nel nostro stemma comunale troviamo l’albero di rovere, che era molto presente in questo territorio. Poi la città è diventata particolarmente famosa nel Settecento, quando ha avuto uno sviluppo importante legato alle attività della lavorazione della seta”.
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E cosa è rimasto oggi di questa tradizione?
“Rovereto rimane una cittadina economicamente importante e anche ricca di nuovi progetti. Uno è legato proprio al rinnovato utilizzo della seta in ambiti diversi, quindi non più tessile, ma della cosmesi e della biomedicina”.
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Questo è anche un centro ricco di arte, scelto da diversi artisti in passato.
“Rovereto era una zona di passaggio tra il mondo di lingua tedesca e il mondo di lingua italiana. Pensate che nella nostra chiesa arcipretale di San Marco un giovane Mozart ha tenuto uno dei suoi primi concerti. Ma è anche la città dell'artista futurista Fortunato Depero, che qui ha voluto proprio la sua casa-museo. I musei si affacciano sul percorso del Kilometro delle Meraviglie e questo ci dà modo di raccontare, quindi, la storia e la cultura di Rovereto”.
Anche il Mart, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea della città di Rovereto, rientra in questo itinerario. Siamo andati a conoscere qualche progetto sulla sostenibilità sociale.
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Micol Forti, Direttrice del Mart, ci ha spiegato che in questo museo sono ospitate circa 20.000 opere, ma al suo interno possiamo trovare anche dei progetti di inclusione sociale che riguardano l'accessibilità.
“Vorrei ricordarne due. Uno è Impronte di serigrafia, fatto in collaborazione con la Cooperativa Impronte, che è gestito da ragazzi autistici. Sono loro i docenti di questo laboratorio che crea nuove opere. L'altro è la nostra guida in linguaggio aumentativo alternativo, indirizzata a un pubblico che ha bisogno di uno specifico sostegno comunicativo. Perché un museo è un luogo aperto che deve essere di tutti e per tutti”.
Non solo musei, Rovereto è anche una città ricca di botteghe e siamo andati a visitarne una che applica un procedimento molto particolare.
È il Laboratorio Il Papavero, in cui Anna Dapor ci ha raccontato il suo lavoro:
“La tintura con le piante è un procedimento molto semplice. È una sorta di fotocopiatrice, perché le piante rilasciano esattamente la loro forma sui tessuti. Tutto quello che ci avanza dal tessuto, inoltre, lo riutilizziamo per poter fare qualcos'altro”.
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Ceramiche, cappelli, drogherie, ma non solo. Questa città ha anche una tradizione che non ti aspetti, quella legata al caffè, a cui è addirittura dedicato un museo.
Ce ne ha parlato Stefano Andreis, CEO di Torrefazione Caffè Bontadi:
“Qui siamo davanti alla prima macchina del caffè, del 1884. La fornella era parte integrante della macchina perché, quando avevano bisogno di calore, questa macchina veniva spostata sulla fonte di calore e quando questa era troppo calda, ovviamente, veniva spostata fuori dalla fonte di calore”.
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“Oggi le condizioni climatiche ci mettono in difficoltà per il reperimento della materia prima, però il nostro impegno è quello di lavorare sempre la materia prima nel migliore dei modi per fare arrivare il prodotto al meglio al cliente finale”.
E dopo il caffè, un ultimo sguardo al castello che veglia su questa città, difficile da dimenticare.
