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RespirArt, gesti creativi per salvare il clima

Contro i cambiamenti climatici, entra in campo anche lʼarte e in particolare "RespirArt", la manifestazione internazionale dʼarte ambientale giunta ormai alla sua undecesima edizione. Tra il 19 e il 27 luglio, in val di Femme, in Trentino, altre 5 opere saranno aggiunte alle 22 già presenti nel parco RespirArt, che si trova fra le quote 2000 e 2200 di Pampeago. I lavori di questʼanno sono ispirati al disastro causato dalla tempesta che lo scorso ottobre in Trentino ha sradicato milioni di alberi. Lʼartista svedese Hannah Streefkerk con la sua installazione "Simbiosi" ha adagiato ricami di licheni su quattro pini, per segnalare la stretta relazione tra uomo e natura. "Point" è invece lʼopera di tre artisti polacchi, Stanislaw Brach, Jan Jaworski Brach e Filip Musiał. Attraverso lʼutilizzo degli abeti rossi sradicati, hanno creato una struttura conica che raccoglie una pietra levigata, il simbolo della bellezza della natura che deve essere tutelata. La tempesta stessa è invece il soggetto dellʼinstallazione degli artisti trentini di "Gruppo Terrae". "29 ottobre 2018" il titolo dellʼopera che rievoca la forza distruttrice della natura. DallʼAccademia di Belle Arti di Venezia, Martina Pomari con "Mirror" invita a guardare il mondo attraverso gli occhi degli alberi. Dedicata invece alle Dolomiti lʼinstallazione del geologo Giovanni Bailoni che con la sua "Dolomieu" rende omaggio alle montagne patrimonio UNESCO da 10 anni.  
Beatrice Calamari e Marco Nones sono i curatori del parco che, come ogni anno, attrae artisti da tutto il mondo tra le montagne del Trentino.

RespirArt, gesti creativi per salvare il clima

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Contro i cambiamenti climatici, entra in campo anche l'arte e in particolare "RespirArt", la manifestazione internazionale d'arte ambientale giunta ormai alla sua undecesima edizione. Tra il 19 e il 27 luglio, in val di Femme, in Trentino, altre 5 opere saranno aggiunte alle 22 già presenti nel parco RespirArt, che si trova fra le quote 2000 e 2200 di Pampeago. I lavori di quest'anno sono ispirati al disastro causato dalla tempesta che lo scorso ottobre in Trentino ha sradicato milioni di alberi. L'artista svedese Hannah Streefkerk con la sua installazione "Simbiosi" ha adagiato ricami di licheni su quattro pini, per segnalare la stretta relazione tra uomo e natura. "Point" è invece l'opera di tre artisti polacchi, Stanislaw Brach, Jan Jaworski Brach e Filip Musiał. Attraverso l'utilizzo degli abeti rossi sradicati, hanno creato una struttura conica che raccoglie una pietra levigata, il simbolo della bellezza della natura che deve essere tutelata. La tempesta stessa è invece il soggetto dell'installazione degli artisti trentini di "Gruppo Terrae". "29 ottobre 2018" il titolo dell'opera che rievoca la forza distruttrice della natura. Dall'Accademia di Belle Arti di Venezia, Martina Pomari con "Mirror" invita a guardare il mondo attraverso gli occhi degli alberi. Dedicata invece alle Dolomiti l'installazione del geologo Giovanni Bailoni che con la sua "Dolomieu" rende omaggio alle montagne patrimonio UNESCO da 10 anni.  
Beatrice Calamari e Marco Nones sono i curatori del parco che, come ogni anno, attrae artisti da tutto il mondo tra le montagne del Trentino.