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Afghanistan, i colori dei suoi fiori in mostra a Linate per aiutare le donne

In aeroporto la fotografa Oriane Zerah espone tre anni di lavoro in collaborazione con la onlus "She Works for Peace" di Selene Biffi: "Mostriamo il rapporto con la bellezza e la natura per dare una visione differente dell’Afghanistan”

Fotogallery - "Afghanistan: Rose sotto le Spine", nell'aeroporto di Linate la mostra della fotografa Oriane Zerah

L’Afghanistan a colori esiste ancora.

Diciotto mesi dopo il ritorno dei talebani in uno dei Paesi più martoriati e più ricchi di storia dell’Asia il colore è quello dei fiori afghani. Brava a coglierne sfumature e tratteggi Oriane Zerah, artista afghana che usa la sua macchina fotografica come fosse la tavolozza di un pittore. Grazie a Selene Biffi e alla sua She Works for peace gli scatti d’autore di Oriane sono atterrati all’aeroporto di Milano Linate. Le sue opere catturano l’attenzione dei passeggeri a Linate, nella Food Court dell’area centrale che porta direttamente ai gate.

Nello scalo milanese fino al 17 dicembre è possibile ammirare tutte le tonalità di un Paese che negli ultimi quarant'anni è stato dilaniato da conflitti continui. La mostra si chiama Afghanistan: Rose sotto le Spine e l’idea alla base è semplice ma al tempo spesso impegnativa: mostrare la bellezza della natura in contrasto con la violenza quotidiana che afghane e afghani hanno subito durante i quarant’anni di guerra. Questa mostra è una passeggiata intima in un Paese che non può e non deve essere circoscritto a violenza, sangue e morte.

“E’ per noi motivo di grande orgoglio - afferma Selene Biffi - poter collaborare con SEA e portare una visione diversa sull’Afghanistan a Linate. Ci auguriamo che questa mostra possa contribuire a mantenere accesi i riflettori su un Paese di cui si parla poco ultimamente e sulla condizione delle donne che ci vivono”. Biffi che in Afghanistan ha vissuto e lavorato si rimette in gioco attraverso progetti innovativi che uniscono l’inclusione economica, la formazione tecnica e la partecipazione a livello locale. Così She Works for Peace ETS” rimette le donne e le loro capacità al centro della vita di famiglie e comunità.


Per SEA sintonizzata sulla stessa lunghezza d’onda Patrizia Savi: “Siamo contenti di ospitare l’opera di Oriane Zèrah. Siamo inoltre orgogliosi di supportare She Works for Peace nel sostegno alle donne afghane: è un incontro personale con il popolo afghano, rappresenta la volontà di fare emergere una realtà esistente ma dimenticata e mette in discussione tutto ciò che pensiamo di sapere sull’Afghanistan.

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