L’intervista all'autore

“Vivi Lieve”, come orientarsi nell’era del disorientamento

Il nuovo libro di Antonio Galdo vuole proporre al lettore uno stile di vita diverso

18 Set 2019 - 09:50
 © tgcom24

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Esce nelle librerie “Vivi Lieve”, il nuovo libro di Antonio Galdo, scrittore, giornalista e direttore del sito da lui fondato: Non Sprecare, leader in italia sul tema dello sviluppo sostenibile. Nata nel 2009, la pagina web raduna intorno a sé una comunità di trecentomila iscritti, che ogni giorno si scambiano racconti, esperienze e consigli all'insegna della sostenibilità e della condivisione. “Vivi Lieve” è il manifesto pratico di tutto le idee raccolte dal sito negli ultimi dieci anni. Il suo fine ultimo è quello di proporre al lettore un nuovo stile di vita, che, come una bussola, lo può orientare nell'era che stiamo vivendo, caratterizzata dal disorientamento. Ecco la nostra chiaccherata con l’autore.

Che cosa consiglia, nel pratico, “Vivi Lieve”?
"Qualcosa di molto semplice. Piccole cose che, ognuno di noi, può fare ogni giorno per migliorare l’umore. Ad esempio, concedersi una breve passeggiata. Spendersi in piccoli atti di gentilezza, come dire “Buongiorno” al barista che ci prepara il caffé la mattina. O prendere consapevolezza di quanto conta la fisicità nella “vita lieve”, che è caratterizzata dalla leggerezza, ma anche dalla profondità. La serotonina, ovvero l’ormone della felicità, sprigionata nel nostro corpo dopo aver ricevuto un semplice bacio sulla guancia, dura 48 ore".

Ci faccia altri esempi 
"Un’altra cosa che ci possono insegnare gli antichi è “l’arte della moderazione”, che si distacca completamente dalla compulsività che caratterizza l’uomo moderno: negli acquisti, nella comunicazione, nelle relazioni. Una compulsività che, alla fine, non lascia mai veramente soddisfatti".

Lei dice che per vivere una “vita lieve” bisogna “recuperare il meglio tramandato dal passato e declinarlo nel futuro”.
"E’ un libro che propone una una sorta di “ribellione” per cambiare il nostro stile di vita. Ma per creare un nuovo futuro bisogna appellarsi al passato, alle nostre radici. Ad esempio, nei classici della filosofia latina e greca troviamo “bussole” importanti per orientarci in quest’epoca di disorientamento. Plutarco diceva che abbiamo due orecchie e una sola bocca perché dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno. Ritengo che questa massima possa essere molto utile alla società odierna. Abbiamo perso la capacità di ascoltare. Parliamo sempre troppo e inondiamo il web con un fiume di insulti e informazioni, che spesso si rivelano fake news. L’atto di proteggerci dallo scorrere incessante di questo fiume ci può rendere più felici".

Il sito Non sprecare è incentrato sulla tematica dello sviluppo sostenibile. Ma all’interno si trovano anche contenuti che trattano di relazioni, scuola, cultura. Perché?
"Con “sviluppo sostenibile” non si intende solo quello ambientale. La sostenibilità serve anche a ridurre le diseguaglianze sociali, a dare più opportunità a tutti, a limitare fenomeni che stanno mettendo a rischio una corretta globalizzazione, come la fame nel mondo. Non Sprecare e “Vivi Lieve”, non contengono solo una filosofia improntata sul green lifestyle, ma un modo di pensare che contempla gesti semplici e pensieri forti, nelle applicazioni e nei contenuti".

Quindi Lei pensa che compiere singolarmente azioni sostenibili possa generare un circolo virtuoso?
"Assolutamente sì. Piccoli cambiamenti individuali possono essere molto contagiosi e generare un grande cambiamento all'interno di una comunità, come succede sul nostro sito. La sostenibilità intesa in questa chiave è una bussola esistenziale, che ci porta,  a piccoli passi, coniugando libertà e responsabilità, verso un profondo benessere interiore".

Nell’ultimo anno, si sono manifestati in tutto il mondo moltissimi movimenti giovanili per l’ambiente. Pensa che i ragazzi siano i più interessati alla sostenibilità?
"Sì, i giovani e le donne, da sempre il primo motore dei grandi cambiamenti nella storia dell’umanità. Per salvare il loro futuro, le nuove generazioni dovranno saper portare queste battaglie sui tavoli della politica, come sta provando a fare Greta Thumberg, che è l’icona di questa rivoluzione".

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